Questa discussione dal titolo quando arriva la morte è all'interno del forum Psicologia per tutti; penso che questo sia il posto giusto per questo tipo di discussione...
Ieri altro decesso... altra persona ...
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quando arriva la morte
penso che questo sia il posto giusto per questo tipo di discussione...
Ieri altro decesso... altra persona che se ne va... altri occhi tristi da dover guardare, altre persone da dover consolare... dentro di me mi dico "ok ha la sua età, ha vissuto la sua vita, almeno non è un bambino, non è un giovane che poteva godersi ancora per un pò la vita"... ma ogni volta è sempre un turbine di emozioni....
Ci insegnano a supportare i parenti... ma fosse semplice...
La psicologia dovrebbe aiutarti a supportare chi perde una persona cara... il rifiuto, l'idealizzazione, il senso di colpa, la depressione, e alla fine l'accettazione di quello che è... e invece ti ritrovi tu a vivere tutte ste fasi.. che non dovrebbero essere tue ma di un altro... insomma alla perdita di qualcuno, anche se conosciuto, vissuto da poco, colpisce ogni volta con la stessa intensità.. alla morte non ci si abitua mai... impossibile farsi una corazza contro di lei... quando arriva colpisce chiunque gli stia attorno... davanti a lei i problemi giganti diventano piccolissimi...
si è solo una riflessione... alla fine si torna alla propria vita di tutti i giorni.. . bella o brutta che sia...
Probabilmente chi non si trova in questa situazione penserà ad uno sfogo.. ma non lo è.. è solo una costatazione di come certi momenti possano essere difficili da affrontare....
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Riferimento: quando arriva la morte
La tua constatazione discende dal fatto che sei un'operatrice distaccata ma non disinteressata. Molti confondono le due cose, che invece sono ben diverse.
Chi entra in ospedale è così assorbito dalla malattia, propria o altrui, da non tenere in considerazione questo aspetto. C'è chi vorrebbe il medico/infermiere automa, senza espressione, che scatta allo schiocco delle dita con la risposta perfetta; chi lo vorrebbe mago, con la bacchetta fatata che raddrizza ogni situazione; chi lo vorrebbe empatico all'ennesima potenza. E c'è anche chi, abituato a maltrattare l'altro sempre e comunque, pretende di averlo servo e capro espiatorio dell'ineluttabile.
E invece anche l'operatore, per quante nozioni di psicologia possa aver assorbito, è e resta un essere umano, che così finisce per trovarsi addosso, oltre all'aspetto puramente tecnico, anche pene non sue, compresa la morte che è uno dei dispiaceri più grandi.
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Riferimento: quando arriva la morte
Credo abbiate totalmente ragione. Per qualche tempo, tra le mie amiche c'è stata una danese che era specializzata nell'assistenza ai malati terminali di cancro. Alla fine, era scoppiata anche lei. La conobbi perchè lavorava come barista in un noto pub di Roma. Ci restò molti anni, finchè la passione per il suo vero lavoro rinacque. Tornò in Danimarca ad assistere i malati, anche se non so se effettivamente riprese ad occuparsi proprio di quelli terminali. E' una cosa certamente durissima. Siamo concepiti per odiare la morte.
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Riferimento: quando arriva la morte

Originariamente Scritto da
zorik64
Credo abbiate totalmente ragione. Per qualche tempo, tra le mie amiche c'è stata una danese che era specializzata nell'assistenza ai malati terminali di cancro. Alla fine, era scoppiata anche lei. La conobbi perchè lavorava come barista in un noto pub di Roma. Ci restò molti anni, finchè la passione per il suo vero lavoro rinacque. Tornò in Danimarca ad assistere i malati, anche se non so se effettivamente riprese ad occuparsi proprio di quelli terminali. E' una cosa certamente durissima. Siamo concepiti per odiare la morte.
Non è una questione di odio, in fonso è la natura che fa il suo corso... è che la senti c'è, ti circonda.. e ti paralizza..
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Riferimento: quando arriva la morte
Se avessimo una educazione alla morte, forse rispetteremmo di più la vita, sia la nostra che quella degli altri.
Non si tratta di pensare tutti i giorni alla morte, avvelenandosi l'esistenza e perdendo il contatto con le cose belle (io lo faccio e per questo mi trovo impantanato in una non-vita); ma non si tratta nemmeno di non pensarci mai, di considerarsi eterni ed invulnerabili perseverando in abitudini che possono nuocere all'incolumità propria e altrui (come ad esempio guidare senza cervello!!
).
Invece la morte è un tabù, esorcizzata con attività che esaltano oltremisura il lato gaudente della vita oppure banalizzata fino a darle lo stesso spessore del chiacchiericcio sul calciatore X che ingroppa la velina Y.
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Originariamente Scritto da
sonic
Non è una questione di odio, in fonso è la natura che fa il suo corso... è che la senti c'è, ti circonda.. e ti paralizza..
Ci vogliono anni di esperienza,perchè non ti coinvolge più di tanto.Mia figlia è stomista...tutti i suoi paziente hanno poca sopravivenza.
Quasi sempre la morte è una liberazione...e il tempo ti fa capire che la vita malgrado tutto va avanti.
La vita è un cerchio chiuso....la nascita è gioia,e la morte per chi resta tristezza,distacco.. ..Ma diceva il mio suocero,buonanima... .chi muore tace,e chi resta si da pace.
Il futuro è oggi....
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Riferimento: quando arriva la morte

Originariamente Scritto da
frederika
Ci vogliono anni di esperienza,perchè non ti coinvolge più di tanto.Mia figlia è stomista...tutti i suoi paziente hanno poca sopravivenza.
Quasi sempre la morte è una liberazione...e il tempo ti fa capire che la vita malgrado tutto va avanti.
La vita è un cerchio chiuso....la nascita è gioia,e la morte per chi resta tristezza,distacco.. ..Ma diceva il mio suocero,buonanima... .chi muore tace,e chi resta si da pace.
Vedi Frede... se si parla di accompagnarli fino alla fine, di seguire la loro agonia ogni giorno... si alla fine ci si augura per loro che finisca presto... ma la cosa non cambia, non ci si abitua mai.. poi certo la nscita di un bambino è sempre la cosa più bella, la vita continua.. ma nel momento in cui sopraggiunge la fine.. io non mi ci abituerò mai...
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Riferimento: quando arriva la morte
Leggendo questo raccondo ho rivissuto i momenti di sconforto di mia moglie, ogni volta che c'è un decesso nella sua struttura. E ce ne sono spesso.
"non ci si abitua mai alla morte" mi dice spesso, quando la vedo triste e pensosa seduta su una sedia.
Pensare che fin da bambino la morte lo vista da vicina davvero. Allora le persone morivano in casa, non all'ospedale. Ogni volta toccavo con la punta delle dita quelle facce che sembravano di cera, fredde in maniera anomala.
Tra poco toccherà anche a me. La fine di un incubo.
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Riferimento: quando arriva la morte
eppure...
eppure c'è molto egoismo.
Si egoismo perchè mentre nel soffrire con chi sta male si manifesta
l'empatia e la sensibilità,
la sofferenza per chi scompare viene dal fatto che ciò che quell'individuo
ci dava...non potrà darcelo più.
Questo in realtà fa capire quando riceviamo dagli altri, spesso senza minimamente
rendercene conto.
chi va... in effetti comunque sia ottiene la liberazione,
liberazione dai vincoli carnali che comunque vada prima o poi si debbono lasciare.
però certo .. la sofferenza di chi perde il congiunto o il genitore o comunque una persona amata ...
quella sofferenza ... non può lasciare indifferenti.
Questo a me ..ogni volta colpisce forte lo stomaco... vedere negli occhi
di chi rimane quel dolore cupo.
avevo un cuore contratto e avvizzito
ma è arrivata la primavera
che con la sua rugiada l'ha fatto fiorire.
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Riferimento: quando arriva la morte

Originariamente Scritto da
dingoman
eppure...
eppure c'è molto egoismo.
Si egoismo perchè mentre nel soffrire con chi sta male si manifesta
l'empatia e la sensibilità,
la sofferenza per chi scompare viene dal fatto che ciò che quell'individuo
ci dava...non potrà darcelo più.
Questo in realtà fa capire quando riceviamo dagli altri, spesso senza minimamente
rendercene conto.
chi va... in effetti comunque sia ottiene la liberazione,
liberazione dai vincoli carnali che comunque vada prima o poi si debbono lasciare.
però certo .. la sofferenza di chi perde il congiunto o il genitore o comunque una persona amata ...
quella sofferenza ... non può lasciare indifferenti.
Questo a me ..ogni volta colpisce forte lo stomaco... vedere negli occhi
di chi rimane quel dolore cupo.
La vità moderna ha ospedalizzato la fine della vita.Dove abito molte volte ci si conosce con il personale medico...e qualora si vede che l'ammalato è in agonia,si chiama i parenti,per farlo portare a casa il parente morente.
In modo che muore in casa sua tra i famigliari.
Una volta tutti morivano in seno alla famiglia...e i bambini imparavano che la morte fa parte della vita.
Chi viveva con gli animali in campagna,sapeva da tenera età che c'è una nascita e una morte.
Mi disse una volta un'amica infermiera,oramai in pensione"La madre terra accoglie tutti"!
Quella frase mi fece riflettere,perchè era una osservazione molto saggia secondo me.
Il futuro è oggi....
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Riferimento: quando arriva la morte

Originariamente Scritto da
frederika
La vità moderna ha ospedalizzato la fine della vita..
questo è proprio vero..e osservo che molti anche quando sarebbe possibile
scelgono di non portarli a casa.
Questa cosa più il fatto che le famiglie non sono più costituite dall'insieme
di tutte le generazioni ma spesso solo le ultime 2 vivono assieme, fa si che i
bambini non abbiano reale coscenza della morte finchè non sono
mediamente
piuttosto grandini.
avevo un cuore contratto e avvizzito
ma è arrivata la primavera
che con la sua rugiada l'ha fatto fiorire.
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Riferimento: quando arriva la morte
Io non saprei...per la morte in se..mia..non sarebbe nulla di che..non ne ho molta paura..ma se penso a cosa comporterebbe...allo ra si..mi prende una specie di terrore..
Ti amo non tanto per ciò che sei, bensì per ciò che io sono quando sono con te.
Ti amo con il respiro i sorrisi e le lacrime di tutta la mia vita.
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Riferimento: quando arriva la morte

Originariamente Scritto da
frederika
La vità moderna ha ospedalizzato la fine della vita.Dove abito molte volte ci si conosce con il personale medico...e qualora si vede che l'ammalato è in agonia,si chiama i parenti,per farlo portare a casa il parente morente.
In modo che muore in casa sua tra i famigliari.
Una volta tutti morivano in seno alla famiglia...e i bambini imparavano che la morte fa parte della vita.
Chi viveva con gli animali in campagna,sapeva da tenera età che c'è una nascita e una morte.
Mi disse una volta un'amica infermiera,oramai in pensione"La madre terra accoglie tutti"!
Quella frase mi fece riflettere,perchè era una osservazione molto saggia secondo me.
Frede... una volta morivano in famiglia perchè le cure erano quello che erano.. adesso terapie esistono... l'ospedalizzazione non rende felici ma in molti casi è necessaria. E poi parliamoci chiaro... non tutti sono disposti a tenersi i parenti malati in casa dandogli quello che può fornirti un'ospedale....
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Riferimento: quando arriva la morte

Originariamente Scritto da
sonic
Frede... una volta morivano in famiglia perchè le cure erano quello che erano.. adesso terapie esistono... l'ospedalizzazione non rende felici ma in molti casi è necessaria. E poi parliamoci chiaro... non tutti sono disposti a tenersi i parenti malati in casa dandogli quello che può fornirti un'ospedale....
Tutto vero,ciò che scrivi.Ma il piccolo paese non è la metropoli...come la campagna non è il sobborgo.
Ogni realtà ambientale,ha le sue usanze e tradizione.Dove le donne lavorano,non si ha tempo per il vecchio genitore,o il parente malato nel letto.
Ma esiste anche una statistica che parla di sopravivenza maggiore in ambiente famigliare...che purtroppo lo possono dare solo quelle donne che fanno la casalinga.
Perchè non dimentichiamo mai,che il carico del parente malato cade da sempre sulle spalle delle donne.
Il futuro è oggi....
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Riferimento: quando arriva la morte
Duemaroni non si smentisce mai. Comunque io, per quanto mi riguarda, della morte, dopo aver perso mia moglie, non ho certo paura. Paura sì della sofferenza perche questa obbligherebbe chi mi ama (o dice di amarmi) ad occuparsi di me e so (o temo) che la cosa dopo un breve periodo comincerebbe a pesare e io diventerei "il vecchio che non si decide ad andarsene". Cosa vista durante l'agonia di mia moglie.
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Originariamente Scritto da
collenuccio
Duemaroni non si smentisce mai. Comunque io, per quanto mi riguarda, della morte, dopo aver perso mia moglie, non ho certo paura. Paura sì della sofferenza perche questa obbligherebbe chi mi ama (o dice di amarmi) ad occuparsi di me e so (o temo) che la cosa dopo un breve periodo comincerebbe a pesare e io diventerei "il vecchio che non si decide ad andarsene". Cosa vista durante l'agonia di mia moglie.
Spero proprio non sia così...
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Riferimento: quando arriva la morte

Originariamente Scritto da
frederika
Tutto vero,ciò che scrivi.Ma il piccolo paese non è la metropoli...come la campagna non è il sobborgo.
Ogni realtà ambientale,ha le sue usanze e tradizione.
Dove le donne lavorano,non si ha tempo per il vecchio genitore,o il parente malato nel letto.
Ma esiste anche una statistica che parla di sopravivenza maggiore in ambiente famigliare...che purtroppo lo possono dare solo quelle donne che fanno la casalinga.
Perchè non dimentichiamo mai,che il carico del parente malato cade da sempre sulle spalle delle donne.

Scusa Frede ma in questi casi il tempo lo si trova...
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Riferimento: quando arriva la morte
Ok, ok gente. Tutto vero. Ma alla fine interessa a qualcuno se una persona muore? Si è ovvio ai familiari più intimi, almeno per un pò di tempo.
Solo la morte di un figlio, ti può strappare davvero l'anima.
Per tutti gli altri purtroppo la vita è così cinica che ci porta spesso a pensare che la è una ruota che gira per tutti.
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Riferimento: quando arriva la morte
mia madre dice sempre: quando sarò veramente vecchia, portatemi all'ospizio.
Ospizio? quel posto dove porti gli anziani e da li non escono più?
no grazie.
e il papi? poi, chi lo guarda quel testone senza la mamy?
lui, che vorrebbe un posto al cimitero in terrazza..... non chiuso in casa (la ********!)
questi sono discorsi ricorrenti in casa, soprattutto con il papi che tanto bene non sta, ma discorsi fatti col sorriso. col pensiero che prima o poi, si, la morte avverrà..... ma noi l'aspettiamo col fucile!!!!
Armageddon was yesterday Today we have a serious problem-21 vittoria..grande baldoria..
No, non sono per la pace nel mondo....ma per la buona convivenza tra i popoli....

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Riferimento: quando arriva la morte

Originariamente Scritto da
sonic
Ieri altro decesso... altra persona che se ne va... altri occhi tristi da dover guardare, altre persone da dover consolare... dentro di me mi dico "ok ha la sua età, ha vissuto la sua vita, almeno non è un bambino, non è un giovane che poteva godersi ancora per un pò la vita"... ma ogni volta è sempre un turbine di emozioni... ... ...Probabilmente chi non si trova in questa situazione penserà ad uno sfogo.. ma non lo è.. è solo una costatazione di come certi momenti possano essere difficili da affrontare....
Io non potrei mai fare il tuo lavoro. Purtroppo davanti il dolore mi chiudo a riccio e non do alcun aiuto ed è per questo che ho una stima profonda in chi come te sta tutti i giorni a contatto con la sofferenza e si da da fare.
Great minds discuss ideas, average minds discuss events, small minds discuss people. (Eleaonor Roosevelt)
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