Questa discussione dal titolo Un nuovo attacco. Solita storia è all'interno del forum Psicologia per tutti; IO spero sono che non giochi con me. Spero solo che non voglia prendersi gioco di una ...
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Riferimento: Un nuovo attacco. Solita storia
IO spero sono che non giochi con me. Spero solo che non voglia prendersi gioco di una persona che le ha manifestato di avere dei problemi mentali.
Spero solo che non faccia mai come ha fatto Sweetcat e cioè che non mi dica mai che sono uno psicopatico.
Sweet potessi la strangolerei per quello, rischiando di passare il resto del mio tempo in galere, con questa forse posso essere già in grado di farlo adesso.
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flagellum IO spero sono che non giochi con me. Spero solo che non voglia prendersi gioco di una persona che le ha manifestato di avere dei problemi mentali.
Spero solo che non faccia mai come ha fatto Sweetcat e cioè che non mi dica mai che sono uno psicopatico.
Sweet potessi la strangolerei per quello, rischiando di passare il resto del mio tempo in galere, con questa forse posso essere già in grado di farlo adesso.
Fla se posso permettermi di darti un consiglio...lascia stare i giudizi. Nella vita si è oggetto continuo di critiche pesanti e bersagliati da qualsiasi cosa che porti lontano dalla razionalità. E' difficile comprendersi, ed è difficile farlo quando si soffre senza polarità, dal mio punto di vista. A volte le cose si dicono perchè c'è un motivo non visibile, nemmeno chi lo dice se ne rende conto....oppure si. Ma sei tu che fai la differenza, nella tua risposta di uomo disarmato che pur soffrendo non si abbassa a raccogliere tutto il male...... il bene è proprio lì, saper anche glissare ai giudizi delle persone che non conoscono noi e delle quali noi conosciamo poco o niente.
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Hola chico! Da tempo non bazzicavo da queste parti. Purtroppo non prevedo di ritornare in tempi brevi dalle nostre parti, e mi dispiace perché vedo che hai bisogno di un altro nocchino.
Bye!
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Alla frutta muisca. Sono alla frutta.
Bevo come un disperato. Ogni tentativo di riconciliazione con la vita fallisce alla minima debolezza, al minimo problema.
Sono sempre abile a mascherare un profondo disagio esistenziale.
Ciao, sono sempre più convinto che hai fatto la scelta giusta
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Frammenti di memoria.
Stasera tornando a casa ascoltavo la radio ed ho sentito una canzone. Cercavo di ricollocarla in un periodo della mia vita, intorno alla trentina. Ho cercato di ricordare quel decennio, dai 30 ai 40 anni. Cancellati come per incanto. E' come se non li avessi vissuti. Non ricordo quasi nulla di quel periodo e pur sforzandomi mi riesce difficile davvero.
Ricordo la mia infanzia bene almeno fino ai 13 anni, poi c'è un pò di medioevo nella mia esistenza dai 14 ai 20 anni. Mi ricordo poco della mia adolescenza, un periodo buio in cui forse qualcosa nel mio cervello prese una piega strana.
La mia vita riesplose dopo i 20 anni, almeno fino ai 28. In quel periodo ho rischiato di morire più volte; sfidavamo la morte quasi tutti i fine settimana.
Periodo di grandi viaggi, periodo del sesso sfrenato, dello sballo, dei doors. Periodo delle grandi risate in gruppo, fatti come le pere cotte.
Dopo il buio profondo fino al risveglio intorno alla 40ina ed alla consapevolezza che l'essere diventato adulto, l'aver smesso di ridere, coincideva con l'inizio di una morte interiore lenta ma inesorabile.
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Del mio gruppo, del gruppo dei pazzi, di quelli dello sballo facile, delle risate sfrenate, dei viaggi senza meta, dei giorni d'estate passati dentro una tenda su una spiaggia senza alcuna prenotazione, è rimasto poco.
Uno, il più bello, colui che conquistava le donne solo con uno sguardo, è morto tre anni fa per un problema celebrare (ischemia); un altro, quello che si faceva in quattro per te in caso di bisogno, entra ed esce dalla prigione come fosse un albergo. Altri tre, sono come me, conducono una vita insignificante, facendo finta di essere diventati seri. Una ragazza, adesso donna, è rimasta sola, disfatta dal tempo e dalle sigarette. Qualcun altro/a si è perso chi sa dove, non ne ho più notizie. Sorrido al ricordo di ore piccole passate sul muretto del bar sotto un cielo stellato di luglio, mentre fantasticavamo sul nostro futuro, sulla nostra futura posizione di persone sposate con figlia carico.
La vita è bella fin tanto che sogni, fin tanto che ridi.
Quando smetti di ridere e di sognare, smetti di vivere. A quel punto la vita è già passata.
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flagellum La vita è bella fin tanto che sogni, fin tanto che ridi.
Quando smetti di ridere e di sognare, smetti di vivere. A quel punto la vita è già passata.
Ho sempre sognato poco e riso ancor di meno.
Forse è per questo che sento la vita così insulsa.
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Io invece ho riso sempre tanto, specialmente di me.
E' per questo che adesso che il mio sorriso si è fatto sporadico o sarcastico, che avverto tutto il peso del tempo che se ne è andato.
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Forse non ero nato per vivere in questo involucro già scritto da altri. Non ero nato per diventare giovane e dover pensare al mio futuro, alla mia vecchiaia. Non ero nato per dover a 20 anni programmare il mio lavoro, pensare prima di tutto al lavoro, alla sicurezza economica, ecc.
Forse ero nato per viaggiare, per conoscere gente e luoghi. Io mi sento che ero nato per vivere davvero. Da ragazzino hai un forte messaggio nella testa che dovresti seguire senza farti influenzare da nessuno: se sei un "libero", un artista, un creativo, un ribelle dovresti seguire il tuoi istinto, dovresti diventare quello che la tua mente di fanciullo ti indica di seguire. Io ho scelto di diventare quello che non ero; ho scelto una vita che non era la mia.
Adesso a 50 anni nei momenti di crollo, tendo a tornare quello dovevo essere usando gli strumenti che ho a disposizione a questa età e l'alcol purtroppo seppur per poco tempo mi riporta a quell'idea.
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I giovani insofferenti dovrebbero avere la forza ed il coraggio di fuggire da questo paese ai primi segnali di disagio.
Illudersi che basti avere una Suv sotto il cu.lo per sentirsi felici è mera illusione.
Case belle, confortevoli, non sono niente se non si ha il tempo di viverle.
Parlo avviamente nella migliore delle ipotesi.
Queste giovani coppie, frenetiche, che vedo aggirarsi furtivamente nei negozi in un frenetico e schizzoide modo di costruirsi una vita insieme, da un certo punto m'intristiscono. Vedere i loro volti felici uscire dall'ikea con mega carelli di cartoni pieni di trucioli chiamate camere o soggiorni e vederli indaffarati e sudati per mettere tutto nell'auto, con il volto soddiisfatto come chi si sente realizzato, mi lascia attonito e perplesso.
Quelle giovani coppie speranzose, non sanno che più avanti il veccho semaforo dove ogni tanto il rosso ci obbligava a fermarsi e rilassarsi, è stato sostituito da una rotonda in cui è vietato fermarsi. Si deve correre, arrivare a casa, montare la camera velocemente e ripartire freneticamente senza fermarsi a pensare o gioire.
Veloci, il pulmino della suolabus è già sotto casa che aspetta il bimbo per andare a scuola. il bimbo assonnato, buttato la dentro come un valigia.
Veloci, anche il forno a microonde reclama già da un paio d minuti che la tua colazione è pronta.
La prossima fermata è la morte.
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