...e la cosa piu' preoccupante e' che anche quando sono soli, anche quando non c'e nessuno, e forse perfino sul letto di morte, fino al loro ultimo respiro, ne sono sempre e instancambilmente convinti... la realta' non li sfiora mai, sono in un altro mondo, un mondo dove sono loro i protagonisti infallibli, e probabilmente un mondo dove si sentono sempre al meglio... e molto spesso e' pure un mondo dove al contrario il loro interlocutore e' l' esempio negativo da infangare per elevarli sempre di piu'...
In altri momenti ho sempre creduto che questo genere di autoillusione tendesse a cadere in pezzi facilmente, appena qualche realta' un po' dura colpisse tali personaggi superando questo scudo superficiale... ora non lo credo piu', non c'e piu' nessuno scudo superficiale, e' uno strato che arriva fino al nocciolo, anzi non c'e nemmeno piu' il nocciolo dell' individuo, c'e solo questo strato ormai, dappertutto...
In questa societa' dove il fallimento, l' insuccesso, il problema, l' intoppo, sono parole che possono essere associate solo a reietti e gente inferiore... gente che secondo la societa' merita solo di venire svilita e umiliata, di essere il ricettacolo delle frustrazioni di tutti quanti, di venire privata di qualunque diritto e affamata in tutte le sue necessita'... certo non sorprende che oramai quasi tutti si siano costruiti la loro realta' alternativa dove solo gli altri possono occupare tali scomodi posti...
Che necessita' c'e di migliorarsi quando si e' i migliori?
A che serve pensare se si sa di sapere tutto?
A quale scopo fare nuove esperienze quando si sono gia' provate le migliori?
Perche' fare qualunque cosa quando si e' gia fatto tutto?
...continua




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