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Sono una mamma (e mi direte "che novità") e ho un problema, o meglio un dubbio....
fermo restando che una persona è quella che è per indole, quanto possiamo influire, noi come genitori, perchè l'indole alla timidezza dei figli riesca in qualche modo a essere smorzato?
in altri termini, c'è qualcosa che chi è timido pensa che i genitori abbiano sbagliato con lui?
o ancora, può un genitore aiutare un figlio a essere meno timido? a imparare ad affrontare le cose della vita con meno "paura"?
Mio figlio (8 anni) si definisce timido... di già
ed è vero per certe cose lo è molto, il problema è che è ipersensibile...
fermo restando che non vorrei mai divenisse un uomo insensibile vi chiedo:
come posso io mamma aiutarlo a uscire da questo suo empasse?
grazie
"Guardatevi dalla furia dell'uomo paziente"
"Le persone silenziose sono quelle che hanno tanto da dire. Non stanno in silenzio per paura di parlare, ma parlano solo con chi è in grado di capire..."
"Ascolta come mi batte forte il tuo cuore"
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"Guardatevi dalla furia dell'uomo paziente"
"Le persone silenziose sono quelle che hanno tanto da dire. Non stanno in silenzio per paura di parlare, ma parlano solo con chi è in grado di capire..."
"Ascolta come mi batte forte il tuo cuore"
La timidezza è sicuramente una connotazione caratteriale
e si può probabilmente verificare come risultato di un processo
che alla base prevede il contatto diretto con la propria madre
o, più in generale, il rapporto con entrambi i genitori.
Le modalità di "attaccamento" influiscono sulla determinazione del carattere nei figli
dove si delinea una personalità sulla base anche del contatto e del confronto con il mondo esterno.
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Originariamente Scritto da primoministro
ehm.... quindi?
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"Guardatevi dalla furia dell'uomo paziente"
"Le persone silenziose sono quelle che hanno tanto da dire. Non stanno in silenzio per paura di parlare, ma parlano solo con chi è in grado di capire..."
"Ascolta come mi batte forte il tuo cuore"
L'ipersensibilità potrebbe quindi essere un'altra conseguenza
del rapporto instaurato tra madre e figlio.
La dinamica prevede che in seguito a modalità ad esempio di ipercontrollo o iperprotezione
segue una risposta "iper" da parte del figlio.
Signora sofix74 nel dialogo con suo figlio
lui le ha mai detto cosa risente in particolare
se c'è qualcosa che lo turba?
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ma iperprotettiva no non lo sono, ho reciso il cordone il giorno della sua nascita
ipercontrollo forse, per indole sono un po' maniacale e ho bisogno che tutto sia sempre a posto
lo turba il non riuscire a essere aperto e a fidarsi sopratutto del padre, dice "mamma ho paura a parlargli sono timido"
certe volte, molto meno spesso, quando gli chiedo di essere sincero mi dice "ho paura
sospetto, con cognizione di causa che sia il padre ad intimorirlo (intimoriva e ancora lo fa anche me) e forse, ma non so giudicare, lo intimorisco io...
questa cosa si ripercuote anche con gli altri quando si tocca una sfera un po' più "intima"
se no è un bimbo allegro e aperto
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"Ascolta come mi batte forte il tuo cuore"
In genere i bambini risentono:
a) quando vengono sgridati (es: hai fatto cadere il vaso di marmellata!! sei un cretino!!)
b) quando hanno di fronte figure autoritarie ma non autorevoli (es: se non la smetti di picchiettare sul tavolo ti faccio passare un brutto quarto d'ora!!);
c) quando vengono ricattati emotivamente (es: devi dire qualcosa a tuo padre, si sta comportando male nei miei confronti..se non lo fai la famiglia andrà in rovina!!)
d) quando vengono puniti per banalità ma li si lascia passare marachelle in cui viene compromessa l'educazione/rapporto con gli altri (es. "ti avevo detto di non buttare i tuoi calzini bucati!!") (es: signora suo figlio ha rubato la merendina di mio figlio...ma come si è permesso?... --> e la madre in questione non dice nulla al figlio e non spiega il perchè non si rubino le cose altrui).
Purtoppo ci sono delle situazioni dove si sottovalutano i nostri comportamenti "oltre la linea"
non considerando che invece possono intaccare la sfera della soggettività altrui
anche dei propri figli.
Non è una colpa è solo mancanza di attenzione ai dettagli
e sono situazioni che si possono tranquillamente correggere, a mio avviso.
I bambini timidi possono anche reprimere il loro senso di disagio
provocato da situazioni difficili a loro non congeniali.
Ha mai pensato signora di proporgli un'attività ludica
che però a lui piaccia e che fa volentieri nel tempo libero?
capisco
è fuori dubbio che essendo io imperfetta possa aver fatto degli errori
anzi sono sicura che sia così
per l'attività ludica la svolge già
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sono d'accordo.Originariamente Scritto da primoministro
lo sport (soprattutto quello di squadra) è un'ottima terapia preventiva ed anche curativa
Conosco una persona che ha dedicato metà della sua vita nell'organizzazione di società sportive per i ragazzi, risultando nell'intento di toglierli da attività meno pulite e risolvendo tantissimi problemi caratteriali
Non se ne deve fare di certo una colpa per i suoi errori.Originariamente Scritto da sofix74
Ha mai trovato una persona perfetta nel suo cammino?
E poi essere genitori per di più nella sua situazione
non è semplice.... non trascuri tutti questi particolari
e anche il fatto che ciò che rappresenta un ostacolo
si può provare a saltare/evitare e lavorare sui propri schemi mentali
che possono provocare queste situazioni conflittuali.....
d'altronde, per dirla alla Zola, siamo tutti scenziati nel nostro modo di raccontare storie.....
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detto ciò, e confermato che il mio istinto non mi inganna, come potrei imparare dai miei errori?Originariamente Scritto da primoministro
nello specifico, come mi accorgo che sto sbagliando?
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"Le persone silenziose sono quelle che hanno tanto da dire. Non stanno in silenzio per paura di parlare, ma parlano solo con chi è in grado di capire..."
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[QUOTE=sofix74;142350 6]detto ciò, e confermato che il mio istinto non mi inganna, come potrei imparare dai miei errori?
nello specifico, come mi accorgo che sto sbagliando?[/QUOTE
Quello che le posso dire è di fare una prova:
in una situazione in cui le si arrabbia o perde il controllo
provi ad osservarsi come se fosse esterna al suo corpo
senza giudicarsi, solo pura osservazione.
E poi, alla fine della scena, provi a tirare le somme di quello che è accaduto,
per esempio, nella dinamica tra lei e suo figlio.
La cosa fondamentale in questo processo è di
azzerare il giudizio.
spesso riesco a farloOriginariamente Scritto da primoministro
ma spesso sono in periodi di criticità mieie e non ce la faccio
comunque proverò
grazie per l'idea
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spesso riesco a farloOriginariamente Scritto da sofix74
ma spesso sono in periodi di criticità mieie e non ce la faccio
comunque proverò
grazie per l'idea[/QUOTE]
Prego signora sofix.
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Una cosa che potresti fare è abituarlo a stare tra la gente, tra i suoi coetanei, invitandoli a casa, invitando anche i tuoi amici, portarlo fuori con te, insomma fargli fare una vita a contatto con tante persone.....Originariamente Scritto da sofix74
L'abbandono è la peggiore crudeltà
che si possa fare ad un cane.
Perchè tra cane e padrone c'è un tacito,
atavico accordo di mutua fedeltà.
Fagli fare sport, non essere possessiva, fagli frequentare amicizie al di fuori dell'ambiente scolastico.
In questo modo forse non diventerà un maschio alfa ma almeno non sarà costretto ad una vita miseranda come moltissimi altri maschi.
a parte gli amici suoi di scuola non conosco nessun altro purtroppo, anche io non ho amici a portata di manoOriginariamente Scritto da diana1
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adesso non esagerareOriginariamente Scritto da tbag
sport lo fa
tutto mi si può dire fuorchè io sia possessiva
amicizie al di fuori diventa difficile perchè non ho nessuno da propinargli
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Non hai colleghi con figli?Originariamente Scritto da sofix74
Che sport fa? non ci sono altri ragazzi li?
Esiste un oratorio in zona tua dove magari giocano a calcio o simili?
Non saprei però sono un po le cose che mi vengono in mente.... è molto importante che stia in mezzo agli altri.
Per quanto riguarda la paura di suo padre...non so che rapporto tu abbia con la tua famiglia...ma non puoi raccontargli di com'era tuo padre con te? Prendere spunto dalla tua storia per fargli capire che a volte le incomprensioni padri/figli sono normali...
"Dite all'azzurro principe che vada a farsi fot.tere . La bella addormentata vuole continuare a dormire"
no non ho colleghi con figli della sua etàOriginariamente Scritto da bimbadark
almeno non nella mia città
fa bascket e molti dei suoi compagni con lui quindi la cerchia è più o meno la stessa in più è un ragazzino molto selettivo
gli bastano tre quattropersone amiche e il resto è contorno
non ci sono orari in cui i ragazzini si ritrovano perchè tutti fanno vari sport e non hanno altro tempo ahimè
Per quanto riguarda il padre è molto complessa la cosa, credo che sia influenzato dal timore che ho già io di lui
dovrei cominciare col lavorare su me stessa (a fatica ci provo) e poi provare (come sto cercando) a inculcargli la serenità dei rapporti a due (intesi come due persone che si parlano non di coppia mia e del padre)
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