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Questa discussione dal titolo Una vita comunque segnata dal disagio mentale. è all'interno del forum Psicologia per tutti; Come vi ho accennato nel mio post di rientro, da diversi mesi, grazie anche all'aiuto di utenti ...
  1. #1
    Data Registrazione
    04/07/2011
    Messaggi
    86

    Una vita comunque segnata dal disagio mentale.

    messaggio promozionale
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    Come vi ho accennato nel mio post di rientro, da diversi mesi, grazie anche all'aiuto di utenti conosciuti in un forum similare e grazie alla consapevolezza di non poter andare avanti nella condizione in cui mi ero ritrovato, ho ripreso a curarmi con psicofarmaci che mi ha prescritto la psichiatra con la quale sono in cura. Psichiatra che mi ha diagnosticato anche un disturbo bipolare. Come vi ho già detto la mia vita è migliorata notevolmente insieme al mio umore, anche se tutto viaggia su un filo di equilibrio sottile, tenuto in bilico tra paroxetina e stabilizzatori d'umore. Qualche volta questo filo oscilla troppo e mi rendo conto, purtroppo anche recentemente, che la parte peggiore che c'è in me è lì tesa come un serpente a sonagli forse assopito ma certamente pronto a scagliare l'attacco.
    Mi rendo sempre più conto che qualunque risvolto avrà questa malattia, la mia esistenza è comunque segnata profondamente e lo capisco soprattutto nell'atteggiamento che ho con gli altri.
    Sebbene sia più disponibile al dialogo, alla risata, alla comunicazione, l'isolamento resta la mia oasi preferita.
    Tendo ancora ad avere un atteggiamento egoistico verso gli altri, cioè cerco di utilizzare le risorse, la disponibilità, il dialogo che qualcuno stabilisce con me, come fonte terapeutica da affiancare alla cura, senza pormi troppe domande su cosa invece desideri l'altro.

  2. #2
    Data Registrazione
    04/07/2011
    Messaggi
    86

    Re: Una vita comunque segnata dal disagio mentale.

    Ho conosciuto mesi fa sul forum prima citato, una donna, un utente come tante altre. All'inizio avevamo avuto qualche scontro, poi abbiamo iniziato a parlarci, prima tramite mp, poi telefonicamente. Si siamo scambiati solo qualche foto, ma io non posso più fare a meno di lei. Ci sentiamo anche più volte al giorno e parliamo anche per 30 minuti. Entrambi siamo innamorati ma lei mi rimprovera giustamente il fatto che vorrebbe vedermi per avere la certezza dei suoi sentimenti.
    Io invece ho paura. Seppur attratto dal desiderio di poter avere un contatto fisico con lei, di poterci eventualmente fare l'amore con una passione insperata, la paura di non piacerle e di perdere tutto il castello che mi sono creato, mi fa propendere dall'evitare qualsiasi forma di contatto.
    Insomma io egoisticamente ho troppo bisogno di lei da non potermi permettere di perderla.
    Un altro segno evidente della traccia indelebile che mi ha segnato il mio malessere, sono i contatti fisici con le persone adulte. Mia moglie in primis. Quando lei mi abbraccia io divento un bamboccio, apro le braccia, inizio a sudare freddo ed entro in panico. La stessa cosa mi succede con il figlio grande. Con il piccolo per il momento no.
    Mi infastidisce persino se qualcuno mi da una pacca sulla spalla, per non dire dell'autentico scatto d'ira che provo se qualcuno mi tocca la testa.
    Eppure quando sono sdraiato sul divano ed il mio gatto mi salta sulla pancia, risale fino al mento ed inizia a mordicchiarmi la fine del mento mentre inzia a gorgogliare di piacere, non mi da fastidio. Lo stesso dicasi del cane.
    Ma allora chi sono diventato davvero?

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