Ciao a tutti, quello di cui parlerò in questo thread è un argomento piuttosto delicato, che mi "tocca" in quanto fin da quando ero più piccolo, ho sempre avuto quello che si può definire un rifiuto della mia identità di genere. Sono fisicamente maschio e sono attratto dalle donne, non ho mai avuto problemi nella sfera intima, nè in passato, nè ora che ho una famiglia. Il punto è che nonostante questo la mia è una perenne sensazione di "prigionia" in un corpo che non mi appartiene, non c'è giorno che io non abbia sognato almeno una volta di chiudere gli occhi e riaprirli in un corpo femminile. E' una cosa che so dai tempi della scuola, ma che solamente da qualche anno è venuta fuori in maniera più "decisa", forse perchè avendo ormai una vita avviata (lavoro, famiglia e non più vent'anni) temo che possa essere tardi per decidere di intraprendere un certo percorso di cambiamento. Sottolineo che la mia vita, al di la di questo "problema", è comunque una vita serena, anche se il sentire di vivere in un involucro diverso da quello che sento dentro di me spesso è frustrante. La mia ragazza lo sa e mi accetta, anche se ovviamente, se decidessi di intraprendere una transizione, credo che rischierei di perderla. La domanda che mi pongo, ormai da troppo tempo, è...vivere una vita adattandosi, rinunciando a se stessi per il bene di chi ci sta attorno...o svoltare decisamente, rischiando di perdere tutto quanto, non solo nella vita affettiva, ma "liberare" quello che c'è imprigionato in questo corpo?