Questa discussione dal titolo Causa castrante,o causa impotenza....sempre lei,la mamma(vedova) del figlio unico. è all'interno del forum Sesso e Dintorni; L'ho letto,ma non ricordo dove...non chiedete la fonte....anche conosco uno di quei poveraccio personalmente.A 40 anni,ha cambiato ...
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Causa castrante,o causa impotenza....sempre lei,la mamma(vedova) del figlio unico.
L'ho letto,ma non ricordo dove...non chiedete la fonte....anche conosco uno di quei poveraccio personalmente.A 40 anni,ha cambiato molte ragazze,ma la situazione è senza via d'uscita...vive con la mare vedova.
Sarebbe colpa di certe madre,se il figlio è come "castrato".
Madre troppo possessive...che non avrebbero mai tagliati il cordone ombelicale.Che riempiono la testa dei loro unico figlio maschio,di storie sul genere femminile "che mirano solo ai soldi".
Queste belle storielle anno dopo anno,causano "problemi di prestazioni"....il figlio di tale donna,è come castrato.
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Io sono dell'opinione che in questi casi anche i figli abbiano delle responsabilità. Penso che certe situazioni si verifichino perché certi figli lo permettono. Se una madre vedova continua a riempire la testa del suo unico figlio maschio, che ha 30 o magari 40 anni, di storie che dipingono le altre donne come persone interessate solo a un tornaconto economico, ritenendole in definitiva incapaci di amarlo sinceramente come solo lei può fare, è anche 'colpa' del povero figlio unico che glielo permette o che ci crede a queste storielle.
(continua)
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Certamente, stare a sentire anno dopo anno queste deliziose storielle sul genere femminile le lascia delle tracce e può causare anche seri problemi relazionali, ma dopo una collezione di delusioni o difficoltà sentimentali e sessuali, il povero figlio unico, soprattutto ad una certa età, dovrebbe cominciare a farsi delle domande, a riflettere sul suo presente e il suo passato. Riflessioni che lo portino a mettere in discussione certe credenze instillate dalla madre, a capire le dinamiche psicologiche che si celano dietro a certe affermazioni materne. Riflessioni che, in definitiva, lo portino ad un processo di autoconsapevolezza che gli permetta di comprendere e superare i problemi con l’altro sesso, oltre che svincolarsi dal giogo della madre.
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Scusate... err... io non capito una parola del post di frederika
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io ho na sorella così, che a 29 anni ancora non si decide, o meglio lascia decidere a mia mamma........ non ho parole
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