Indubbiamente è una lettura interessante, e per certi versi la trovo anche abbastanza veritiera per buona parte della attuale società.
Però, c'è un però, si parte dal presupposto che ci sia una determinata condizione dell'uomo che porta a quello squilibrio visto in ottica puramente utilitaristico-simil-economica. Non nego che a livello generale possa intendersi così.
Ma non siamo tutti uguali, io, e molti altri non siamo schiavi delle nostre pulsioni, abbiamo una intelligenza una razionalità e un sentimento che ci permette di essere al di sopra dei ragionamenti di domanda-offerta, io ho altre esigenze, altre priorità
Siamo, è vero, anche animali, ma abbiamo anche un Cuore, o, se preferite, un Anima, cosa che l'autore, bellamente, esclude dalla sua pur arguta analisi, ma partendo quindi da presupposti o assiomi di base arbitrariamente posti da lui, e omettendo elementi fondamentali a mio avviso, per una analisi maggiormente "corretta" a mio modo di vedere.




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