Te lo dico una volta sola: è inutile che insisti, non rispondo alle tue provocazioni. Torna nella tua sezione, scolaretto smarrito, a tirare la gonna della maestra che ti protegge.Originariamente Scritto da patagonia
Hai provato con Kurt Goedel?Originariamente Scritto da mathman
ps: per chi non lo sapesse non ho scritto una brutta parola: Kurt Goedel è stato uno studioso di logica.
No perché, una volta, uno al quale parlai di Goedel mi chiese se intendevo che se lo hai corto godi di più...
Te lo dico una volta sola: è inutile che insisti, non rispondo alle tue provocazioni. Torna nella tua sezione, scolaretto smarrito, a tirare la gonna della maestra che ti protegge.Originariamente Scritto da patagonia
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Nessuna provocazione. Goedel è stato un logico, matematico e ha anche dato contributi di ragionamento filosofico.
Vedi le proposizioni indecidibili.
Condivido con math l'attenzione alle parole e io stessa, nel 3d di riferimento ho avuto una discussione "linguistica": mi è sttao detto che ero fuori luogo e che non coglievo i piani... ma non sono d'accordo, come ho già scritto anche li, le parole sono importanti perchè attraverso le parole non sono esprimiamo i nostri pensieri, ma li costruiamo anche, e in questo modo finiamo anche per costruire un mondo e la realtà in cui viviamo. Povertà linguistica e povertà di pensiero vanno di pari passo, e se il nostro linguaggio è confuso lo sono anche le nostre idee. Anche la distinzione di piani, di cui mi parla zar, presuppone un pensiero chiaro della realtà e dei suoi diversi livelli, e questo a sua volta una capacità linguistica altrettanto chiara e articolata.
Meglio un pollo senziente che un filosofo saccente :D
Ciò detto come premessa generale, devo dire che non condivido del tutto le obiezioni mosse da math all'espressione "saperlo usare", che non mi sembra così inappropriata, per quanto molto sintetica (e forse, per questo, riduttiva) sia indubbiamente. La domanda era stata posta da amarok, su sollecitazioen nata n un altro 3d ancora: che cosa vuol dire "saperlo usare"? Solo un maschio, tra coloro che hanno risposto ha detto che significa "devi muoverlo così e cosà, far questo e far quello". Tutte le altre risposte, delle utenti donne, alle quali era rivolta la domanda, sono state di tono ben diverso! Facendo una sintesi, saperlo usare significa usarlo come strumento del proprio e altrui piacere, e non come un assoluto in sè, come se fosse "Lui" a essere unicamente in causa, e non l'uomo che lo usa e la donna che parimenti lo usa e ne beneficia. Il punto è ancora e sempre qullo della zucchina che avveo sollevato tanto tempo fa, aveva suscitato le reazioni piccate degli utenti uomini e ancora qualche giorno fa avevo ritirato fuori: francamente, visto un caxxo li hai visti tutti, perchè più o meno grossi che siano gira e rigira è sempre la stessa roba, e per di più una roba perfettamente sostituibile da una zucchina. La differenza sta nell'uomo che lo ha e che lo usa, appunto, più o meno bene. Bene, se lo usa, ripeto, come uno strumento per il proprio e altrui piacere. Male se lo assolutizza, ne fa il soggetto stesso che usa, Lui, la donna che ha davanti e l'uomo che lo possiede come se fossero loro uno strumento e un oggetto per il suo piacere.
Meglio un pollo senziente che un filosofo saccente :D
E' a questo punto che scattano le dicerie sulla presunta "semplicità" dei maschi a fronte della complessità femminile, che irrità math e che anche io non condivido: quello che è molto semplice non è l'uomo, ma il suo pisello, che è solo un organo e uno strumento. L'uomo diventa semplice nel momento in cui diventa il suo pisello, e in questo modo si sminuisce si avvilisce lui per primo. Zar ha qualche giorno fa in qualche modo spiegato questa tendenza dell'uomo a scambiare se stesso per il proprio pisello. Trovo che la sua spiegazione fosse apprezzabile ma non suffciente. Io credo che il problema stia in un eccesso di significati attribuiti all'organo in questione (ancora le parole - veicolo di significati - e il loro potere ...) e penso che qui stia anche il quiproquo messo in evidenza da math: con "saperlo usare", le utenti che lo hanno scritto, intendevano la capacità da parte dell'uomo di usarlo, mentre gli utenti la caapcità dell'organo di "fare lui" qualche cosa piuttisto che qalcos'altro.
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Temo che math lo sappia meglio di te, chi sia Goedel...Originariamente Scritto da patagonia
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Sono d'accordo con quanto scritto da Emma, particolarmente per quel che riguarda l'importanza del linguaggio nel descrivere e costruire al tempo stesso il nostro mondo. Questa consapevolezza è insita nell'uomo, e già presente in testi antichissimi come la Bibbia, nel passaggio in cui Adamo dà un nome a ogni cosa - e io ho sempre pensato "ecco perché ha dovuto vivere così a lungo!"
Continuo a pensare che l'estrema sintesi, come la chiama Emma, sia eccessiva, e finisca per sfociare in una perdita troppo significativa di contenuto della frase stessa. Tale perdita potrebbe essere evitata non dilungandosi, ma cambiando leggermente la frase e rendendola più aderente alla realtà del significato che intende veicolare. Anche se questo la renderebbe meno di moda, meno maliziosamente autoreferenziale riguardo a quel sottinteso darsi di gomito sorridendo sotto i baffi tra donne che si verifica ogniqualvolta un uomo, fraintendendo quella frase, dimostra di non capire la complessità femminile.
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pensa che invece io, in quello che ha scritto Emma, ho letto una via di mezzo , non un'adesione completa al tuo pensiero....Originariamente Scritto da mathman
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Ognuno sta solo sul cuore della terra, trafitto da un raggio di sole, ed è subito sera.
Sai, io invece credo che la gomitatina con sorriso sotto i baffi, sia verso gli uomini, non le altre donne: con espressioni come queste (che io NON amo, e non solo perchè preferisco dilungarmi, come sarà chiaro a tuttiOriginariamente Scritto da mathman
!) adottino un linguaggio, che credono sia adeguato all'uomo, pensano cioè di parlare di più la sua lingua. Perchè lo semplificano erroneamente, appunto, e in questo modo si entra in un circolo vizioso. Per questo dicevo che condivido la tua puntigliosità linguistica, perchè serve a "sbucciare" quello che si dice, facendone emergere tutti i significati che racchiude e una frase come quella in questione, concordo ancora con te, finisce per essere troppo riduttiva, ed essere essa stessa portatrice di quella semplificazione e riduzione dell'uomo al suo pene, che pure vorrebbe contestare
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Sì, infatti non sono d'accordo nel trovare non così scorretta la frase. Continuo a pensare che sia scorretta almeno al 90%.Originariamente Scritto da Kripstak
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Uhmm, sono scettico al riguardo. Vedo plauso per chi dimostra di aver capito andando oltre, e velata insofferenza per chi si ferma al significato letterale che ovviamente non ha granché a che vedere con quello reale. Certo, io parto dal presupposto che se mi fai una domanda e non comprendi la mia risposta, ho fallito io. Per questo tendo a dilungarmi. Una risposta consapevolmente troppo stringata è, in quest'ottica, un colpevole tentativo di non venir capiti. Com'è facile che sia, se la risposta viene da qualcuno che pensa di default di non venire facilmente compreso perché "più complesso". Ritengo sbagliato questo atteggiamento di base, di presunta "maggior complessità", del quale questa frase mi sembra una figlia che anche se non la si vuole riconoscere è talmente uguale ai genitori da non lasciare dubbi.Originariamente Scritto da emma2
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