Questa discussione dal titolo Ecco la verità, la mia vertità è all'interno del forum Smettere di fumare; Sono quasi 4 mesi che non fumo.
D Come ti senti?
R NORMALE.
D Come sarebbe a ...
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Ecco la verità, la mia vertità
Sono quasi 4 mesi che non fumo.
D Come ti senti?
R NORMALE.
D Come sarebbe a dire, normale?
R Ti stupirò, sto bene come, debbo dire, sono stato bene fino ad oggi, sempre.
D Ma se fino a 4 mesi fa fumavi!
R Sì e micordo che, in fondo, non ero proprio un malato.
D No? Eri solo un tossicodipendente...
R Vero, lo ero, oggi sono più libero. Ovviamente non completamente.
D Cioè?
R Eh, cioè, la libertà assoluta non esiste, dipendo ancora da diverse cosuccie. Tutta roba psicologica, comunque.
D Insomma non rismetteresti di fumare, mi pare di capire.
R Caspita, certo che sì. Vedi, la scorsa settimana ho avuto un po' di febbre e mal di gola, così come mi era successo lo scorso anno, quando ancora fumavo. Quest'anno, mi sembra, la gola mi ha fatto un po' meno male...
D ... magari ti aspettavi che senza le siga non ti saresti ammalato o, per lo meno, che la gola non facesse male.
R In sincerità lo avevo sperato. Speravo anche di rinascere... cioè, io per più di 20 anni ho incolpato le siga per ogni minimo malanno, quando invece, magari, non c'entravano niente.
D Quindi, quando all'inizio dell'intervista, affermavi di sentirti NORMALE cosa intendevi?
22 agosto 2006, cos'è che facevo?
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R Intendevo dire che mi sento mortale esattamente come prima di smettere di fumare, che mi ammalerò come prima e che non mi verrà la voglia di fare jogging per il semplice fatto di avere più fiato. NORMALE, cioè, me stesso; quando fumavo ero EDULCORATO, modificato.
D Ah... e?
R E... che domanda è?
D Non mi hai fatto finire la domanda, dicevo, quindi? Cioè, ho perso il filo.
R Finalmente hai capito. E' il filo che si perde. Non sto meglio di prima, sto BENE, semplicemente. Non mi interessa niente di come stavo... quando?
D Dicevi prima di...
R Chi sei, scusa? Non ricordo, cosa vuoi?
D Non voglio niente. Ti ricordo che questa è un'intervista. Io sono le domande e tu le risposte.
R Ne sei sicuro?
D Caspita, mi chiamo D e tu ti chiami R, è evidente!
R Evidente cosa? So bene perchè io sono R, è l'abbreviazione di Rinato da Resusci, il mio nome. Il tuo come fa?
D Domanda Deldubbio. Fammi tornare a fare il mio mestiere.
R Prego
D Quindi, dopo 4 mesi, cosa ti senti di dire sul tuo vizio del fumo?
22 agosto 2006, cos'è che facevo?
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R Non posso generalizzare ma per me è davvero un filo perso, spezzato. Non riesco a vedermi con il bastoncino in mano, mi sento come a 16 anni, quando iniziai a fumare: sono libero di scegliere se fumare o no. Questa volta pareggio il conto e scelgo di non fumare.
D Potendo tornare a 16 anni, cosa faresti, cominceresti?
R Amo pensare che rifarei tutto quanto già fatto nella mia vita. Per quanto riguarda le siga tale convinzione è ancora maggiore; io non sarei quel che sono se non avessi fumato fino a 4 mesi fa.
D E ti piaci?
R Nemmeno il tuo nome può mettermi in difficoltà, questa volta e rispondo con certezza: UN CASINO!
22 agosto 2006, cos'è che facevo?
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Ok, fornisco una chiave di lettura per chi, magari, fosse interessato a quello che possiamo definire, in fondo, uno sfogo.
Cosa avrò voluto dire con questo argomento?
Vediamo se riesco a capirlo. 
Credo che volessi sottolineare che nelle giornate come quella odierna, tipicamente caratterizzate con necessità lavorative spersonalizzanti, il sottoscritto desiderebbe trovare/provare qualsiasi svago che possa portarlo mentalmente lontano.
Va bene un caffè, due dolci, tre birre e, certamente, andrebbe bene anche una stecca di siga.
Ma siccome io non fumo più, ecco, che la stecca non centra niente.
Quindi il significato intrinseco è più o meno questo: il filo di fumo si è spezzato ma quello non si spezza è il bisogno di trovare occupazioni e distrazioni che ci allievino le giornate più dure.
Questo bisogno è umano (penso animale) ed accomuna fumatori, ex-fumatori e non fumatori.
Gli ex-fumatori ricordano che oltre al caffè (o al the) c'era qualcos'altro.
Tutto qui, dico io.
Chissà cosa de direste voi.
22 agosto 2006, cos'è che facevo?
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Noi ex fumatori abbiamo avuto un qualcosa in più di chi non ha mai fumato. La nostra coperta di Linus (non il DJ), immancabile compagna di tante storie, avventure, gioie e dolori.
E ci manca? Ovvio!
A me non manca la sigaretta o il fumo, manca la coperta.
Se invece di fumare avessi usato per 25 anni il ciuccio che usano i bambini mi mancherebbe ora il ciuccio, appunto.
Questa è la difficoltà nello smettere.
La dipendenza fisica è poca cosa in confronto al vuoto che l'abbandono del ciuccio provoca ma, dobbiamo crescere.
Guardo chi non ha mai fumato e penso con un po' d'invidia che non può capire cosa voglia dire abbandonare il vizio del fumo.
Capisco la malinconia e la tristezza di chi smette.
Quando, come succede nei bambini, non chiederemo più il ciuccio alla mamma, saremo liberi.
Ci vuole tempo, ma crescere non è una scelta. E' inevitabile.
Suro scusami se ho divagato, leggendoti mi è venuto in testa questo pensiero.
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Grazie Tonfo, non vedo nessuna divagazione.
Il pensiero era quello; ritorno a Linus come mi era già accaduto.
Però questa volta avevo allargato l'argomento spostando l'attenzione dalle siga alla situazione.
Una situazione stressante e spersonalizzante fa desiderare all'uomo un momento di svago, indipendentemente dai "vizi" passati o presenti che lo hanno attanagliato.
Quando ieri scrivevo questo argomento avevo bisogno di svago (come ne avrò oggi, sob) e non di siga.
Anzi le siga erano la terza o quarta scelta ;-)_
Quindi, sottolineo, oggi che non fumo più ho un problema in meno ma continuo a combattere lo stesso.
22 agosto 2006, cos'è che facevo?
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