Questa discussione dal titolo Allen e Dieta è all'interno del forum Smettere di fumare; Credo di aver capito fino in fondo il pensiero del Maestro,
tale pensiero non è applicabile solo ...
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Allen e Dieta
Credo di aver capito fino in fondo il pensiero del Maestro,
tale pensiero non è applicabile solo allo smettere di fumare
(anche se nasce da qui)
ma si può adeguare a tanti ambiti della vita.
A dispetto di quanti dicono che gli altri libri che non riguardano il fumo, sono una speculazione per ottenere denaro, il credo che il "principio" ti dia talmente fiducia in te stesso, ti dia una tale pulizia mentale scevra dai sensi di colpa che ti permette di affrontare anche altre situazioni di dipendenza o timore con la stessa efficacia.
Per chi non lo sapesse negli ultimi tempi ho messo ben 15 chili, molti proprio a seguito dell'interruzione da fumo (non avevo una fame nervosa come qualcuno mi ha chiesto, ma mi sono lasciata andare senza ritegno alle gioie della cucina ).
Insomma sono passata da 62 a 77 chili!!
Ora sono da 1 mese e mezzo a dieta e ne ho già persi la metà, esattamente 7.5 (per cui peso 69.5kg).
Il "principio" mi sta facendo dimagrire senza alcun sacrificio !!
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Allen era un genio.
Aggiungo che per capire un genio fino in fondo, ci vogliono menti "aperte" al cambiamento pronte ad accoglierlo nonchè una grande umiltà che ti fa dire "ciò che ho capito fino adesso è sbagliato, altrimenti non farei una cosa tanto stupida come avvelenarmi. ascoltiamo chi ne sa più di me"
Chiusura mentale e orgoglio eccessivi sono la vera minaccia dell'umanità.
Per fortuna la maggioranza non è così, e fra i lettori di Allen un buon 80% smette di fumare (o rimane "smesso" come qualcuno ama dire in perfetto italiano).
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Originariamente Scritto da
goccedigiada Allen era un genio.
Aggiungo che per capire un genio fino in fondo, ci vogliono menti "aperte" al cambiamento pronte ad accoglierlo nonchè una grande umiltà che ti fa dire "ciò che ho capito fino adesso è sbagliato, altrimenti non farei una cosa tanto stupida come avvelenarmi. ascoltiamo chi ne sa più di me"
Chiusura mentale e orgoglio eccessivi sono la vera minaccia dell'umanità.
Per fortuna la maggioranza non è così, e fra i lettori di Allen un buon 80% smette di fumare (o rimane "smesso" come qualcuno ama dire in perfetto italiano).
Sono d'accordo
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ragazzi, con tutto il rispetto per Allen, ma esiste una cosa come paradigma psicologico/psicoterapeutico cognitivo-comportamentista che forse ha anch'esso qualcosa da dire riguardoa dipendenze, diete ecc. e che sta a monte di Allen.
Diciamo che Allen lo applicava al fumo, in maniera spontanea e con il senso pratico tipico degli anglosassoni, ma il principio è sempre lo stesso: rifletti, valuta attentamente e non lasciarti sopraffare dai pregiudizi e dai tuoi schemi mentali senza metterli in discussione.
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Originariamente Scritto da
claudio285 ragazzi, con tutto il rispetto per Allen, ma esiste una cosa come paradigma psicologico/psicoterapeutico cognitivo-comportamentista che forse ha anch'esso qualcosa da dire riguardoa dipendenze, diete ecc. e che sta a monte di Allen.
Diciamo che Allen lo applicava al fumo, in maniera spontanea e con il senso pratico tipico degli anglosassoni, ma il principio è sempre lo stesso: rifletti, valuta attentamente e non lasciarti sopraffare dai pregiudizi e dai tuoi schemi mentali senza metterli in discussione.
DA DOVUNQUE PROVENGA STO MODO DI FARE E PENSARE
E' UNA FIGATA!!!
e ringrazio chiunque l'abbia inventato
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a ME si è aperta la mente in maniera inverosimile su varie questioni della vita.
ho sempre scritto che Allen non funziona con gli eccessivamente orgogliosi o poco umili che si sentono detentori della verità assoluta.
però in realtà poi comprendo che il mio entusiasmo x la scoperta mi fa essere presuntuosa a mia volta: in cuor mio penso e pretendo che tutti leggendo possano/debbano smettere, non considerando che appunto non tutti siamo disposti ad essere influenzati da qualcuno mettendo da parte tutto ciò in cui avevamo creduto e svuotandoci dei nostri schemi.
Spesso all'influenzabilit&# 224; viene data un'accezione negativa, e per paura ci si barrica il più possibile dietro le proprie convinzioni, irritandosi se qualcuno vuole modificarle.
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uno modifica le proprie convinzioni quando ha intenzione di farlo, quando ne ha voglia, altrimenti nessun metodo è buono.
Chi deve fare il primo passo è sempre il fumatore, non c'è nulla da fare.
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Originariamente Scritto da
goccedigiada
Per chi non lo sapesse negli ultimi tempi ho messo ben 15 chili, molti proprio a seguito dell'interruzione da fumo (non avevo una fame nervosa come qualcuno mi ha chiesto, ma mi sono lasciata andare senza ritegno alle gioie della cucina ).
Insomma sono passata da 62 a 77 chili!!
Ora sono da 1 mese e mezzo a dieta e ne ho già persi la metà, esattamente 7.5 (per cui peso 69.5kg).
Il "principio" mi sta facendo dimagrire senza alcun sacrificio !!
Sai che ho pensato davvero diverse volte che fosse applicabile ad altri ambiti... ma non arrivo a capire come... forse mi manca un input. E' molto diverso liberarsi di qualcosa di schifoso e velenoso che ci "droga" e che ci sembra dare forza e coraggio ma invece ci crea solo ulteriore dipendenza e nervosismo. Non riesco ad applicarlo al cibo che mi sembra invece saporitissimo, buono, sano, goloso e ... fa ingrassareeeeeeeee maledettamente!!!!!! !!
Potresti scrivere tu il libro "smettere di mangiare troppo è facile se sai come farlo..."
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Originariamente Scritto da
alu7005 Sai che ho pensato davvero diverse volte che fosse applicabile ad altri ambiti... ma non arrivo a capire come... forse mi manca un input. E' molto diverso liberarsi di qualcosa di schifoso e velenoso che ci "droga" e che ci sembra dare forza e coraggio ma invece ci crea solo ulteriore dipendenza e nervosismo. Non riesco ad applicarlo al cibo che mi sembra invece saporitissimo, buono, sano, goloso e ... fa ingrassareeeeeeeee maledettamente!!!!!! !!
Potresti scrivere tu il libro "smettere di mangiare troppo è facile se sai come farlo..."

ma sì, non è tanto il fatto che il cibo è buono, ma la credenza che la piacevolezza del cibo sia qualcosa di "irrinunciabile" , di "fondamentale" ecc. a farci mangiare cose ipercaloriche.
In realtà non è così. Il piacere procurato dal cibo è paragonabile a quello delle sigarette, cioè molto breve, di bassa entità, e - cosa che ha in comune con le sigarette - incapace di modificare in maniera sostanziale gli stati d'animo negativi quali quelli derivanti dallo stress o da pensieri negativi (depressione, ansia ecc.,)
In realtà l'importante è, da quel punto di vista, che si varii nel tempo la dieta altrimenti poi si tende a mangiare cose che danno un piacere intenso immediato (cose con molti grassi emolti carboidrati).
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ma sì, non è tanto il fatto che il cibo è buono, ma la credenza che la piacevolezza del cibo sia qualcosa di "irrinunciabile" , di "fondamentale" ecc. a farci mangiare cose ipercaloriche.
In realtà non è così. Il piacere procurato dal cibo è paragonabile a quello delle sigarette, cioè molto breve, di bassa entità, e - cosa che ha in comune con le sigarette - incapace di modificare in maniera sostanziale gli stati d'animo negativi quali quelli derivanti dallo stress o da pensieri negativi (depressione, ansia ecc.,)
In realtà l'importante è, da quel punto di vista, che si varii nel tempo la dieta altrimenti poi si tende a mangiare cose che danno un piacere intenso immediato (cose con molti grassi emolti carboidrati).
Rispondi Citando
guarda sono d'accordo con quello che dici ma tra la sigaretta e il cibo ce ne passa.. Mi misi a dieta e da 103 kg che pesavo sono arrivato a pesarne 84 (non sono grasso sono 1.90!
), non dico che e' stato difficile ma cmq e' piu' facile superare la crisi d'astinenza da sigaretta (tra una settimana faccio 2 mesi che non fumo quindi posso paragonare) piuttosto che la voglia di mangiare, sia fisica che mentale.
Ora, vabbe' con l'inverno e' un classico, poi ho la scusa che ho smesso di fumare (e giusto una scusa puo' essere) peso 88 kg e vorrei rimettermi a dieta, ma non mi ricordo come avevo fatto a perdere tutti quei kili..
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non credo, inpratica è la stessa cosa. Ovvieamente parlo di chi si ipernutre non del mangiare in sè.
Sono le credenze sul potere del cibo a farcene assumere troppo oltre al fatto che la maggior parte delle persone non sa nulla di calorie, macronutrienti per cui mangia un pò così a caso.
Per perdere peso basta che mangi meno calorie di quelle che spendi. O basta fare sport e mangiare ion maniera moderata.
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oh ma io mi catalogo sicuramente come uno di quelli da te sopra descritti. Molto e' anche colpa della cattiva informazione, spesso senti quello che ha vissuto ad insalata e ha perso 10 kg, quello che mangia una mollica 5 volte al giorno ed e' dimagritoc, l'altro che fa il cenone di capodanno a pranzo e a cena tutti i giorni ma perde 10 kg perche' corre 3 volte a settimana..
ci si capisce poco alla fine
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gajira67 guarda sono d'accordo con quello che dici ma tra la sigaretta e il cibo ce ne passa..
Questo è da tenere ben presente.
Come dice il Maestro stesso: una cosa è la nicotina che è un veleno nei confronti del quale il corpo ha un rifiuto e che ti accorcia la vita, un'altra cosa è il cibo verso cui il cibo è predisposto e che dà la vita.
Tuttavia, come dice claudio, anche il cibo - se consumato in eccesso - va a rispondere a un bisogno "illusorio" dell'organismo, e non reale come la normale ingestione di cibo.
Sarebbe più semplice se ascoltassimo il nostro corpo e le sue reali esigenze, piuttosto che assecondare tutte le cavolate che abbiamo nella mente e che - in gran parte - sono frutto del condizionamento di una società stressata e schizoide.
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Originariamente Scritto da
alu7005 Sai che ho pensato davvero diverse volte che fosse applicabile ad altri ambiti... ma non arrivo a capire come... forse mi manca un input. E' molto diverso liberarsi di qualcosa di schifoso e velenoso che ci "droga" e che ci sembra dare forza e coraggio ma invece ci crea solo ulteriore dipendenza e nervosismo. Non riesco ad applicarlo al cibo che mi sembra invece saporitissimo, buono, sano, goloso e ... fa ingrassareeeeeeeee maledettamente!!!!!! !!
Potresti scrivere tu il libro "smettere di mangiare troppo è facile se sai come farlo..."

Carissima Alu,
le allieve e gli allievi del Maestro spiccano sempre per consapevolezza !
Stai infatti dicendo una verità sacrosanta, su cui non si può obiettare e che non bisogna perdere di vista.
Tuttavia , come l'aver smesso ci ha insegnato, la nostra mente (e il ns inconscio) sono condizionati da interessi di marketing, suggestioni commerciali e falsi bisogni cui i nostri cervelli sono continuamente sottoposti giorno dopo giorno.
Ecco che disimpariamo ad ascoltare i nostri veri bisogni e le esigenze del nostor corpo.
Il Maestro ti riconduce ad essi. Semplicemente e senza troppe teorizzazioni inutili.
Io che ho studiato e sono laureata in psicologia posso dire che a dispetto di tante teorie che servono solo a nutrire l'Ego smisurato di alcuni psi- , Allen è un grandissimo.
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pero' il detto "piu' mangi e piu' ti viene fame" e' vero, e' difficile superare la fase di restringimento dello stomaco, perche' li c'e' un bisogno fisico piu' che mentale
o no?
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Originariamente Scritto da
gajira67 pero' il detto "piu' mangi e piu' ti viene fame" e' vero, e' difficile superare la fase di restringimento dello stomaco, perche' li c'e' un bisogno fisico piu' che mentale
o no?
Se ingrassiamo significa che mente e corpo non sono ben sincronizzati.. un po' come succedeva per le sigarette.
Quindi quello che tu avverti come bisogno fisico, è - in realtà - anch'esso un bisogno mentale (a meno che non vi siano patologie in corso).
Per esperienza personale ti dico che da 1 mese e mezzo , mangiando come il mio corpo mi chiede (nè più nè meno) ho perso 8 chili ...
sono sazia , leggera e mi sembrerebbe impossibile mangiare di più.
certo se poi volessi riempire altri tipi di vuoto (interiore) ce ne sarebbe di cibo da ingerire...
ma quella è tutt'altra storia!
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gajira67 pero' il detto "piu' mangi e piu' ti viene fame" e' vero, e' difficile super...
o no?
questo è un adattamento che dura una settimana sì e no...
il vero problema è psicocognitivo, comportamentale e informativo.
Informativo:
1)Non si sa nulla di calorie, macronutrienti ecc.
2)non si sa leggere le etichette nella loro completezza (si guardano sono i grassi). Spesso le etichette non danno informazioni sufficienti.
3) non si è capaci di organizzare pasti che abbiano in primo luogo la funzione di saziare il più possibile alle calorie minori possibili
comportamentale:
1) si mangia fuori casa troppo spesso, quando basterebbe prparare la colazione la sera prima e alazrsi 20 minuti prima , armati di borsa frigo, prepararsi quantomeno il pranzo e una merenda.
2) non si ha l'abitudine di pesare o cmq porzionare il cibo, specie coi condimenti.
3) si pilucca e si mette zucchero e caramelline ovunque ed ad ogni ora.
4) ma primo, non si fa abbastanza attività fisica.
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Psicocognitivo:
1) si attribuisce al piacere procurato dal cibo un'importanza esagerata nonchè tutta una serie di poteri consolatori che il cibo non ha.
2) si vede il cibarsi ipo o normocalorico come una "cura" di uno status indesiderabile ma non propriamente patologico e non un modo, normale, di prevenire delle patologie. Così come ci si lava i denti dopo la cena per prevenire le carie, si dovrebbe mangiare in amniera ipocalorica per prevenire io sovrappeso durante la cena.
3) da 1) discende che il pensare di mangiare in modo ipocalorico vita natural durante provoca sentimenti depressivi.
ma l'elenco potrebbe continuare...
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Originariamente Scritto da
goccedigiada Se ingrassiamo significa che mente e corpo non sono ben sincronizzati.. un po' come succedeva per le sigarette.
Quindi quello che tu avverti come bisogno fisico, è - in realtà - anch'esso un bisogno mentale (a meno che non vi siano patologie in corso).
Per esperienza personale ti dico che da 1 mese e mezzo , mangiando come il mio corpo mi chiede (nè più nè meno) ho perso 8 chili ...
sono sazia , leggera e mi sembrerebbe impossibile mangiare di più.
certo se poi volessi riempire altri tipi di vuoto (interiore) ce ne sarebbe di cibo da ingerire...
ma quella è tutt'altra storia!

Ogni bisogno mentale è un bisogno fisico, giacchè ogni stato mentale è fisico. (una certa disposizione di assetti ormonali, neurotrasmettitorial i, un certo assetto viscerale e di flussi comunicativi interni al sistema nervoso ecc.)
Non c'è nessun modo in cui noi possiamo distinguere un bisogno "vero", come tu lo intendi, cioè derivante da un presunto "assetto matrice" - che tu chiami naturale- del corpo, ed uno, per così dire, psico-sovrastrutturale. Anzi, non vi può essere nessun modo per capire se tali biusogni veri esistano, se si escludono quelli strettamente legati alla sopravvivenza (esempi: salvarsi dalle fiamme di un incendio, avere paura di morire di fronte ad evento potenzialmente mortale, mangiare quando si ha fame ecc.)
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Originariamente Scritto da
claudio285 Anzi, non vi può essere nessun modo per capire se tali biusogni veri esistano, se si escludono quelli strettamente legati alla sopravvivenza (esempi: salvarsi dalle fiamme di un incendio, avere paura di morire di fronte ad evento potenzialmente mortale, mangiare quando si ha fame ecc.)
E infatti di questo parlavo, mangiare quando si ha fame, quando il corpo ne ha davvero bisogno.
Capisco che parlare così nella società dei consumi possa sembrare un'eresia (inviti e suggestioni gustose e colorate ovunque fanno confondere), ma è solo un "forzato" ritorno allo stato naturale delle cose (il bisticcio di parole è voluto) che può ricondurci a stare bene e in sintonia con noi stessi.
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