Il divieto assoluto fa sentire il fumatore ancora più a disagio e non è nemmeno belloperché poi, alla fine, ciascuno è libero di fare quello che gli pare, ovviamente nel rispetto degli altri (cosa che i fumatori e tutti i tossicodipendenti dimenticano un pò troppo spesso). Ricordo il disagio e la sofferenza che provavo entrando in aeroporto, soprattutto ai voli nazionali. Agli internazionali invece, c'era un luogo di uno squallore totale
dove era possibile accendersi una siga (parlo di Roma Fiumicino). All'estero invece, hanno norme differenti e, secondo me più corrette, assicurando ai non e ai si uguali spazi attrezzati dove non è possibile disturbarsi a vicenda.
D'altronde le scelte individuali vanno rispettate, no? e anche lo Stato deve fare la sua parte in tal senso.Per l'azienda privata è diverso, perché quella guarda soprattutto alla produttività e al profitto e le assenze dei fumatori che non vengono riconosciute come "fisiologiche", fanno perdere tempo e denaro.




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