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| Tecniche complementari Informazioni e pareri su varie tecniche di medicina complementare |
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#57
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Mantra - Meditazione con i suoni
Il Mantra, il cui uso è principalmente (ma non esclusivamente) diffuso nella tradizione indiana, è uno strumento potente per mezzo del quale si intende ottenere il controllo della mente o indurre nella stessa contenuti diversi dagli usuali.
La parola sanscrita Mantra, (forse originariamente indicava un inno vedico) potrebbe essere interpretata come “strumento per la mente”. Sembrano esserci ben settanta milioni di formule diverse e per la cultura indiana questi suoni esprimono l’energia mentale. Sappiamo che la psicologia moderna afferma che una bugia ripetuta più di sessanta volte diviene per la mente di chi la sostiene una verità, non è difficile immaginare da un punto di vista religioso l’effetto che produce un Mantra ripetuto per ore ogni giorno. A noi non interessa l’aspetto religioso, ma la parte concreta. segue..
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#58
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Diversi suoni vengono usati nella nostra scuola e ognuno ha una specifica funzione fisica e mentale.
Le vibrazioni massaggiano gli organi interni, li rilassano e li rivitalizzano, inoltre favoriscono lo stato meditativo. Spesso utilizziamo alcuni Mantra come preparazione a tecniche meditative, oppure utilizziamo tecniche in cui sono compresi suoni per pulire la mente. Attraverso il respiro si modifica la nostra attenzione e lo stato di coscienza: “il respiro è l'unico atto involontario su cui si può agire e trasformare completamente la nostra consapevolezza” Durante il sonno la respirazione è diversa rispetto allo stato di veglia, lo stato di coscienza risulta quindi diverso in base al tipo di respirazione che viene eseguita; segue..
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quando si è in collera si respira in modo diverso rispetto a quando si è sereni.
L'ossigenazione che arriva al cervello e a tutto il corpo è diversa secondo la modalità del respiro. Con l’uso dei Mantra si emettono suoni che regolano l'espirazione, la trasformano, rendendola lenta e continua. Inoltre la ripetizione continua di un suono o di una frase finisce per acquietare l’eterno chiacchierio della mente e produce un effetto benefico psicofisico da tempo provato scientificamente. Nell'uso dei Mantra è necessario un respiro profondo, poi un’espirazione lenta e continua per l’emissione stessa del suono. Lo stato di coscienza si modifica secondo la modalità di ossigenazione che arriva al cervello e a tutto il corpo. Il respiro è il ponte tra mente, corpo e anima. E solo attraverso il respiro è possibile agire sulla consapevolezza. FONTE: Nonso.it - Meditazione - Spiritualità
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La meditazione: Istruzioni per l'uso
(Tratto da: andrash.it)
Cos'è la meditazione Anzitutto facciamo prima a dire cosa non è: pensare a qualcosa. La vera meditazione, o meglio, ciò verso cui si dovrebbe tendere è la capacità di svuotare completamente la mente, rimanendo coscienti ma senza alcun pensiero. Siccome è la cosa più difficile del mondo, basta verificarlo provando a non pensare per circa 10 secondi, sono nate nel corso della storia decine di tecniche. Tutte queste tecniche, che sono di ogni tipo, non servono altro ad arrivare allo stato di vera meditazione, cioè il silenzio della mente. segue..
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#61
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A cosa serve la meditazione
Il suo funzionamento è dovuto a quello che accade al nostro cervello quando la mente smette di chiacchierare. Le onde cerebrali in stato di meditazione cambiano frequenza e approdano a ritmi più blandi, associati con stati di benessere, rilassamento e fenomenologie paranormali o estasi mistiche. Il nostro sistema cerebrale una volta liberato dalla costante produzione di pensieri, modifica la sua attività e permette di raggiungere stati alterati di coscienza. Ma perché è così importante raggiungere queste possibilità? Al di fuori delle vette mistiche, accessibili solamente a chi la pratica da anni, la meditazione è uno strumento per rilassare la mente e di conseguenza il corpo, per permettere al nostro organismo di funzionare meglio, di guarire meglio, di migliorare le sue prestazioni. Ricerche scientifiche fatte su praticanti di meditazione dimostrano un miglioramento psicofisico generale. segue..
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#62
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Come si fa a meditare
Come dicevo, esistono decine di tecniche. Ogni tecnica in genere è incentrata su qualcosa, legato ai nostri 5 sensi. Questo perché i sensi vengono sfruttati al fine di raggiungere uno stato di vuoto mentale. Esistono allora tecniche incentrate sull'ascoltare un suono (spesso vengono usati i Mantra che sono dei suoni con un particolare potere vibratorio), oppure guardare un oggetto, visualizzare della luce, danzare, concentrarsi su un punto, una parola, un concetto. Sono tutti escamotage per iniziare a ridurre il flusso dei pensieri in modo che siano più gestibili, al fine poi di interromperli completamente. In realtà si può meditare facendo qualunque cosa, lavando i piatti, passeggiando, ascoltando la musica. Basta staccare la mente e concentrarsi sul momento, sul qui e ora, su ciò che si fa senza girovagare coi pensieri. segue..
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#63
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Cosa accade durante la meditazione
Generalmente per prima cosa si sperimenta la difficoltà di non pensare a niente. Siamo talmente ossessionati dai nostri pensieri, che separarcene ci sembra una tragedia. Eppure se si riesce con costanza a praticarla quotidianamente, si vede come giorno dopo giorno sembra più semplice arrivare ad uno stato di quiete. Anche se i pensieri non si fermano, però rallentano notevolmente, e a volte ci vengono regalati degli istanti di pura pace. Questo è dovuto anche al differente scorrere dell'energia nel nostro corpo. Generalmente la mente con i suoi pensieri assorbe gran parte dell'energia che scende in noi dall'alto. Bloccando i pensieri, questo flusso energetico inizia a riempire il nostro corpo sottile e inizia ad attivare i chakra lungo il percorso. Per questo la meditazione è uno strumento evolutivo così potente, perché ci trasforma dall'interno consentendo al nostro organismo di accedere ad un potenziale segreto. segue..
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#64
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Tecniche di meditazione
La RESPIRAZIONE
E' considerata una delle tecniche principali della meditazione. Questo perché la mente segue il respiro, e se proviamo a trattenerlo per un attimo vediamo che anche i pensieri si fermano. Allora imparando a controllare la respirazione diventa possibile anche controllare la mente. Esistono decine di tecniche legate solo alla respirazione. Una delle fondamentali è l'osservazione del respiro. Semplicemente concentrarsi sul suo ritmo, sul suo andare e venire dell'aria, respirando profondamente con l'addome. E' importante mantenere sempre il corretto allineamento della spina dorsale durante tutti i tipi di mediazione da seduti. segue..
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La VISUALIZZAZIONE
E' uno strumento efficacissimo perché occupa la mente e la fa concentrare sulla sua capacità di immaginazione. L'immaginazione è una capacità divina che è innata in noi, non a caso questa è una delle tecniche più potenti. Anche qui ne esistono di diverso genere, ma una interessante è visualizzare una luce dorata che scende dall'alto e man mano riempie il nostro corpo, inondandolo. L'immagine qui sotto rappresenta (vedere nella pagina - Mandala ) un mandala particolare. In realtà è un circuito energetico che innalza gli ordini di energia. Fissandolo per un po' nel suo centro si potrà avvertire una strana sensazione nel terzo occhio, niente di preoccupante, sono energie congeste che si sciolgono. di una luce benefica, salutare e rilassante. Il tutto accompagnato da una respirazione calma e profonda. segue..
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#66
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L'ASCOLTO
può diventare uno strumento utile perché si può fare in qualunque circostanza. Anche nel traffico. Mettiti in ascolto dei suoni intorno a te, non importa se siano belli o brutti. Chiudi gli occhi e entra dentro queste onde sonore, ascoltane la variazione di intensità, di ritmo, di timbro. La ricchezza dei suoni è un panorama che spesso dimentichiamo. Chiaramente meglio ancora se ascolti una musica che ti ispira. Concentrati solo su essa e cerca di non pensare ad altro. Sentirai un balsamo dolce riempire il tuo cuore. MEDITARE IN MOVIMENTO può essere utile per chi non ha voglia di restare fermo in posizioni scomode a lungo. Osho ha creato molte meditazioni dinamiche proprio con questo scopo, coinvolgere chi ha voglia di esprimere con il corpo le proprie sensazioni. Sono suddivise in fasi accompagnate da una musica, e alla fine una fase di silenzio per raccogliere la sensazione di pace dopo tanto movimento. segue..
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#67
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I MANDALA
sono dei disegni di origine tibetana usati per praticare la meditazione. La loro simbologia e ricca e complessa ma il loro significato è quello di mettere in relazione il centro con la periferia. Noi troppo spesso viviamo nello strato superficiale delle cose, e perdiamo di vista il nostro centro. Meditare su un mandala vuol dire proprio questo, recuperare la coscienza del nostro centro. Trova un momento tranquillo della tua giornata. Mettiti a fissare il centro di questo disegno. Respira in maniera ampia e distesa. Dimenticati di tutto ciò che ti circonda e rivolgi l'attenzione al tuo centro. Immagina di entrare dentro in profondità di te stesso, come un flusso della corrente che ti trascina. Può essere il cuore, la testa, l'ombelico, non importa quale sia il punto preciso del corpo. Sarai tu a capirlo quando ci entrerai. Lasciati andare alla sensazione di benessere che provi, senza aspettare che nulla di particolare accada. Sii semplicemente cosciente di ciò che avviene. ALCUNI CONSIGLI - Quando un pensiero si affaccia, osservalo, e lascialo andare. - Cerca di essere costante e praticare sempre agli stessi orari. - Crea un tuo spazio personale per la meditazione, dove sei sicuro di non essere disturbato. - Crea un tuo rituale che ti faciliti la meditazione: usa incenso, un vestito particolare, una candela. FONTE: Mandala
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#68
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La pratica della meditazione e la rivoluzione della coscienza
(i Mario Thanavaro)
tratto da www.superzeko.net La pratica della meditazione è uno strumento che ci viene offerto per potenziare la nostra capacità di visione. L'attività del meditare, propria del nostro cuore-mente, impegna tutte le facoltà spirituali, non solo quelle intellettive o pratiche. Comunemente, con questa parola si intende la capacità cosciente di cogliere il senso profondo di quanto avviene al nostro interno. Meditare non significa dunque semplicemente pensare, ma essere presenti all'evento del pensiero. Questa presenza si può paragonare a un riflettore, a un fascio luminoso che illumina un particolare aspetto del tema che vogliamo trattare, considerandolo ed elaborandolo. Questa attenzione al pensiero come evento interiore, alla scoperta dei grandi temi dell'uomo, ci permette di riconoscere una parte di qualcosa che va al di là della nostra volontà. Se per la pratica della concentrazione è necessaria, e a volte sufficiente, la volontà per poter essere presenti e concentrati sull'oggetto concentrativo, nella pratica della meditazione viene richiesto un maggiore rilassamento di questa volontà, e quindi una maggiore capacità di accoglienza. segue..
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#69
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Nella pratica meditativa avviene qualcosa di molto grande, di molto vasto: avviene una vera liberazione interiore. Infatti, ogni volta che diamo spazio al pensiero, ogni volta che notiamo la coscienza nel suo molteplice manifestarsi, ecco che portiamo all'unità quell'interiorità nascosta che cerca la luce, che vuole essere illuminata, che necessita di essere compresa all'interno dell'uno.
Abbiamo tutti bisogno di molta umiltà nell'accogliere i nostri eventi interni e il nostro pensiero, perché nella misura in cui permettiamo ai pensieri di fluire siamo effettivamente in grado di esserne liberi. Ma se non permettiamo questo fluire, nella sua alternanza di positivo-negativo, bene-male, finiamo per demonizzare persone e oggetti, e creiamo al nostro interno un vero conflitto tra bene e male. La meditazione è un valido strumento per la conoscenza profonda di se stessi. Ma le pratiche meditative fanno parte di un corpo molto più vasto di insegnamenti, senza i quali la pratica meditativa può rimanere inefficace. La meditazione non deve ridursi a semplice tecnica, perché riflette uno stato di coscienza pregno delle conoscenze dei grandi maestri di tutti i tempi, appartenenti alle vere tradizioni di ricerca spirituale. Potremmo dire che la meditazione è il corretto atteggiamento nei confronti della vita stessa, e non è quindi riducibile a una tecnica o a una postura fisica, perché se così fosse escluderemmo gran parte delle esperienze che costituiscono il nostro vivere quotidiano. segue..
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#70
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Se abbiamo chiaro questo punto, possiamo avvicinarci alle pratiche meditative con una impostazione corretta, riconoscendo nelle pratiche un apporto valido, e per molti aspetti indispensabile, al fine di correggere la nostra percezione degli eventi.
Possiamo avvicinarci alla pratica meditativa considerando il nostro corpo come un apparecchio radiofonico. Nel corso della giornata il nostro apparecchio psicofisico, proprio come una radio, è in grado di ricevere diverse esperienze, di sintonizzarsi su diversi programmi. Queste esperienze vengono vissute come sensazioni, emozioni, stati mentali. Sintonizzarsi correttamente su queste esperienze significa essenzialmente prendere coscienza di quello che ci sta accadendo, essere pienamente consapevoli dell'oggetto osservato. In altre parole, la nostra capacità di ascolto oggettivo del programma che stiamo percependo ci permette di conoscere la natura degli eventi così come si manifestano, secondo le cause e le condizioni che li determinano. Ciò che avviene nella nostra vita è determinato e al tempo stesso determinabile. Questa comprensione ci permette di liberarci dalla convinzione assai diffusa che le cose siano predeterminate, dalla credenza che siamo vincolati a un destino. La corretta comprensione della sequenzialità, della relazione di causa ed effetto ci permette di riconoscere una possibilità che sta a noi cogliere momento per momento: la possibilità di essere liberi. segue..
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