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Tecniche complementari Informazioni e pareri su varie tecniche di medicina complementare


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  #1 
Vecchio 24/09/2009, 17:52
bau bau non  è collegato
Sani Young
 
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bau è prossimo alla santitàbau è prossimo alla santitàbau è prossimo alla santitàbau è prossimo alla santitàbau è prossimo alla santitàbau è prossimo alla santitàbau è prossimo alla santitàbau è prossimo alla santitàbau è prossimo alla santitàbau è prossimo alla santitàbau è prossimo alla santità
Yoga

chi lo pratica? è da considerarsi un'attività fisica o spirituale? quali i vantaggi?
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  #2 
Vecchio 24/11/2009, 01:04
Sani New
 
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claudiosu è appena arrivato, ma promette bene
Riferimento: Yoga

Ciao Bau,
io pratico Iyengar Yoga (un tipo di Hata Yoga) ormai da 5 anni.
Attività fisica ? Attività spirituale ? Difficile che ci siano queste classificazioni nelle discipline orientali. La persona è considerata come un unico e quindi anche lo yoga è un'unica attività fisica, spirituale, psicologica.
Vantaggi ? I vantaggi del praticare sono vermante molti, poco lo spazio per descriverli tutti. Ti consiglio di visitare il sito seguente: Home Page, Associazione Iyengar Yoga.
Però tieni presente una cosa: Puoi leggere tutto quello che vuoi, ma non potrai mai capire di cosa si tratta se non provi.

Ciao ciao

Claudio
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  #3 
Vecchio 24/11/2009, 19:27
L'avatar di vvalesi
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vvalesi è un illuminatovvalesi è un illuminatovvalesi è un illuminatovvalesi è un illuminatovvalesi è un illuminatovvalesi è un illuminatovvalesi è un illuminatovvalesi è un illuminatovvalesi è un illuminatovvalesi è un illuminatovvalesi è un illuminato
Riferimento: Yoga

La distinzione fra la materia e lo spirito e la materia ed energia della nostra vecchia cultura appare sempre più una classificazione scolastica non in grado di percepire come la realtà cosiddetta materiale sia solo l'aspetto di una realtà energetica che da vita alla materia.Basta pensare a cosa sarebbe un atomo senza i suoi elettroni i quali si muovono in virtù dell'energia che da forma a quella che chiamiamo ancora materia. Di fronte a queste considerazioni che attingono dalla fisica quantistica, e che erano connaturate ad alcune filosofie orientali ,appare superato
anche il vecchio concetto di materialismo.
La contrapposizione fra materialismo e spiritualismo è la chiave di un dualismo
etico che vedeva il bene nello spirito e il male nella materia corruttibile
secondo una filosofia della separazione.
dr. vincenzo valesi
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Ultima modifica di anna1401; 30/12/2009 alle 10:41
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  #4 
Vecchio 30/12/2009, 10:48
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Smile Lo Yoga dell'Amore

Saggio del prof. Marco Ferrini, del Centro Studi Bhaktivedanta ,sul significato della guarigione
Tratto da http://www.c- s-b.org/it/ giugno 2004


Lo Yoga dell'Amore
Oltre malattia e psicoterapie
Lettera aperta a tutti coloro che cercano cure spirituali



Da anni il nostro Direttore del Dipartimento Accademico riceve richieste di "aiuto psicoterapeutico" da parte di persone provenienti da vari ambiti socioculturali.
In risposta a tutti coloro che gli hanno già chiesto o che gli chiederanno di "entrare in cura" egli ha scritto una lettera aperta, che abbiamo deciso di pubblicare su questo numero di Orizzonti Vedici, in considerazione dei chiarimenti di fondo in essa contenuti.

Vi rivolgete al Maestro spirituale chiedendo guida e cura perché vi hanno detto, o vi siete persuasi, o solamente avete l'intuizione di soffrire di un disturbo della psiche, dell'umore, della personalità, della vita relazionale, dell'adattamento.
Ma salute e malattia, adattamento e disadattamento al mondo fenomenico, sono idee illusorie, astrazioni in un contesto di maya.

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  #5 
Vecchio 30/12/2009, 10:48
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Voi per primi sapete, avete deciso, che non volete "adattarvi" al mondo dell'illusione.
Vi ricordo che voi già sapete come nascita e morte, sviluppo e declino, salute e malattia, siano fasi cangianti e transitorie della vita incarnata nella condizione umana, epicicli dell'esistenza reale, che attraversa i mondi e i corpi della manifestazione oggettiva.

Normalità e malattia non esistono, se non nella visione illusoria dell'uomo; nella realtà, esiste l'immenso percorso dell'evoluzione spirituale, ed esistono vicende e accidenti su questo percorso: tappe, progressi, ristagni e deviazioni, cadute e imprigionamenti.

Alcuni accidenti vengono isolati e classificati, dalla medicina e dalla psicologia, come "malattia".
E medicina e psicologia li studiano e li curano in una prospettiva che non è consapevole e non tiene conto del contesto evolutivo in cui essi si inseriscono.

Esse possono così ottenere risultati rispettabili, apprezzabili e utili, nel breve termine e limitatamente ai sintomi; possono anche avere una certa capacità preventiva, ma la portata e i mezzi della loro cura e della loro prevenzione non possono andare oltre, non possono raggiungere la sostanza, proprio perché non li contestualizzano nella realtà e nel processo di evoluzione spirituale, che per esse rimangono invisibili, seppur talora lontanamente intuibili.

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  #6 
Vecchio 30/12/2009, 10:49
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La tradizione spirituale opera in modo e con mezzi del tutto altri dalla psicoterapia e dalla psichiatria, innanzitutto perché vede le cose molto diversamente e ha scopi che vanno molto oltre.
Un sintomo, un conflitto interiore, un'angoscia di morte, possono avere un significato, una valenza completamente diversa nella proiezione evolutiva rispetto a una visione psichiatrica.

L'uomo non è semplicemente un organismo che deve cercare di restare o ritornare in salute (già questa concezione produce malattia), ma è un essere cosciente che ha davanti a sé un percorso verso una meta e che, per raggiungerla, deve evolversi realizzando una ad una le componenti spirituali della propria personalità: desiderio di sapere e capacità di conoscere, gioia, senso morale, bellezza, forza di volontà, compassione, saggezza e Amore.

Per me il vero successo non consiste nel produrre "normoinseriti" , bensì nell'aiutare le persone a liberarsi da identificazioni e condizionamenti, anche da quelli cosiddetti "normali", che in realtà costituiscono le peggiori tra le illusioni e le schiavitù.

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  #7 
Vecchio 30/12/2009, 10:50
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Spesso si è dimostrato che la cosiddetta "normalità" non è affatto emblema di salute, ma è essa stessa un precario equilibrio psicopatologico, sovente sostenuto dai farmaci: ossessioni e fobie, depressioni e manie, blande e croniche, incapacità apprese, cecità selettive, ricerca di rapporti frustranti e traumatici, che non notiamo semplicemente perché la maggior parte della gente è affetta dalla stessa sindrome.

Non è a simili adattamenti che io miro.
L'autentica cura psicologica è qualcosa che avviene da dentro la persona, è un lavoro che la persona fa su sé stessa, non qualcosa che io, dall'esterno, faccio alla persona.
Conformemente ad una multimillenaria tradizione Yoga (1), offro soluzioni e strumenti molto diversi dalla medicina e dalla psicoterapia intese in senso occidentale.

Mi baso su un'altra concezione dell'uomo e del cosmo, della salute e della malattia.
Io risveglio, sviluppo e parlo alla coscienza, insegno, indico, educo.
Non tratto sintomi e malattie, come farebbero uno psichiatra o uno psicoterapeuta, perché a me non sono il 'sintomo' o la 'malattia' che appaiono, ma un'altra realtà.
Soprattutto, insegno a riconoscere come la psiche funziona, come si blocca, come si riattiva, secondo la scienza dello Yoga, dell'Unione con l'Infinito, con Dio.

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  #8 
Vecchio 30/12/2009, 10:51
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La cura di tipo occidentale è una cura essenzialmente dei sintomi, di manifestazioni più o meno isolate, e tende a ripristinare lo stato di "normalità" piuttosto che quello della salute olistica così com'è intesa nei testi dello Yoga.
La cura fisiologica, psicologica, etico-morale dello Yoga (2) di cui mi occupo è fondata sulla sadhanabhakti (3), attraverso la quale l'individuo induce e abilita sé stesso a reinterpretare la propria immagine (la coscienza di sé e di Dio) e trasformare e guarire sé stesso, influendo, seppur in modo indiretto, molto positivamente anche sul proprio ambiente.

Lo Yoga, nei suoi vari testi, è un sistema di psicologia del profondo, ma anche una via per ascendere con successo alle vette luminose della super-coscienza, con cui ciascuno - ammesso abbia un buon Maestro (competente e coerente) e che voglia veramente migliorarsi - con l'ausilio di abhyasa (4) e vairagy (5) può risvegliare e attivare in sé stesso strumenti di evoluzione e di cura, fino all'illuminazione e all'Amore.

Del resto, finché un individuo si pone passivamente come paziente è letteralmente impossibile che si senta fiducioso in sé, autonomo, capace di prendere le proprie decisioni.

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  #9 
Vecchio 30/12/2009, 10:51
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Ci sono soggetti che – per non assumersi le loro responsabilità - vorrebbero lasciare le redini nelle mani di altri per farsi dettare come devono sentire e come devono agire.
Questo costituirebbe un'interferenza, un grave condizionamento, una psico-dipendenza che dobbiamo accuratamente evitare, perché il mio scopo è, appunto, quello di liberare dai condizionamenti.

Infatti, la cura yogica non è praticata da un guaritore sul malato.
Le psicoterapie che hanno concepito la malattia come "una cosa da togliere", che hanno cercato di curare in questo modo, sono tutte fallite.
La verifica scientifica ha oramai accertato che sono incapaci di dare risultati dimostrati e stabili.

Ormai anche la ricerca scientifica dimostra piuttosto che la coscienza gioca un ruolo significativo nel creare il "qui e ora", che il futuro non è predeterminato ma plasmabile e che può essere modificato essendo composto di possibilità che si vanno cristallizzando, altrimenti saremmo già nel presente.
Dobbiamo capire e accettare che siamo responsabili del nostro livello di coscienza.

E' condizione indispensabile per poter essere effettivamente in grado di operare dei cambiamenti migliorativi in noi e fuori di noi e per utilizzare appieno e al meglio le enormi potenzialità di autorinnovamento e autoguarigione attribuibili al pensiero umano, determinante anche sul piano della realtà fisica.

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  #10 
Vecchio 30/12/2009, 10:52
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Più le nostre credenze sono profonde e cariche di emozione, maggiori sono i cambiamenti che possiamo creare, sia nei nostri corpi che nell'ambiente circostante; ma anche i pregiudizi hanno i loro effetti: negativi!
Il campo mentale è in qualche modo primario rispetto al corpo fisico e funziona come una specie di mappa dalla quale il corpo riceve i propri riferimenti strutturali.

Detto in altro modo, il campo energetico è la versione corporea di un ordine implicito: il dharma (6), eternamente operante.
I cosiddetti fantasmi della memoria - complessi, fobie, ossessioni – sono causa di quei pensieri angoscianti che favoriscono la strutturazione della realtà fisica secondo modelli disecologici e patologici.

In modo analogo, questa stessa connessione dinamica fra le immagini mentali, il campo energetico e il corpo fisico è una delle ragioni per le quali la devozione (bhakti), la conoscenza (vedanta), la retta condotta, l'esercizio della compassione, la preghiera, la visualizzazione, la meditazione, sono in grado di curare anche il corpo.

Nella scienza dello Yoga (7), rupa (8) è il piano delle forme – che comprende le forme mentali ma anche quelle psichiche (9) - dalle quali il corpo fisico dipende.
Il piano rupa dipende a sua volta dal piano di realtà ad esso superiore, dalla bhumi detta vibhuti (10).

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  #11 
Vecchio 30/12/2009, 10:52
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Controllando e dominando, grazie alla pratica dello yoga, il piano della vibhuti, si comprendono e si risolvono i problemi e le malattie del piano delle forme, non solo quelle della psiche e del corpo, ma anche quelle relazionali che tanto ruolo hanno nel generare dolorosi conflitti.

Ma questo è solo un effetto collaterale del processo di autorealizzazione che la sadhana bhakti induce, infatti, il fine ultimo non è eliminare il male (fobie, dolore, attaccamenti, criticismo e aggressività) , ma conseguire il bene: illuminazione, consapevolezza spirituale, libertà, felicità, Amore...

Il Maestro-psicologo della tradizione bhakti-yoga (Guru) risveglia gli uomini ai pericoli di una filosofia di vita materialista, impersonalista ed egoista, è un formatore e un ispiratore della coscienza che, educando la mente, impartisce un insegnamento spirituale personalizzato allo studente, il quale lo applica su di sé in modo autonomo al fine di sviluppare ciò che ha già dentro di sé, e superare, liquidare, le vere cause della propria sofferenza: i condizionamenti (panca klesha), le cicatrici emotive (samskara) e le tendenze inconsce (vasana) - al fine di liberarsi per riprendere autonomamente e con gioia il cammino della realizzazione spirituale e dell'Amore.

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  #12 
Vecchio 30/12/2009, 10:53
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Dunque, come ho tante volte spiegato oralmente e per iscritto, io insegno psicologia yoga (bhakti-yoga) attraverso corsi mirati e personalizzati per lo sviluppo di conoscenze e di capacità di applicazione pratica; le mie cure sono spirituali e non sono sostitutive della diagnosi e terapia mediche.

Il mio impegno è quello di creare le basi per una comunicazione e per una crescita significativa sul piano personale e sociale, nell'ambito di un Corso di studio, di ricerca e di sperimentazione che il Centro Studi Bhaktivedanta mette a disposizione di quanti abbiano desiderio di approfondire.
Prof. Marco Ferrini
Ph.D. Psychology

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  #13 
Vecchio 30/12/2009, 10:54
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NOTE

1) Bhakti-Yoga: gli insegnamenti di questa scienza spirituale sono antichissimi, essi derivano da un lignaggio che, risalendo oltre i suoi maestri umani, giunge a Dio.
lo li ho personalmente ricevuti nel lignaggio dei Guru da AC Bhaktivedanta Svami Prabhupada (guruparampara della Shri Caitaya Sampradhqya. Tradizione che io stesso oggi rappresento, pratico e insegno).

2) Principalmente: Bhagavad-gita, Vedanta, Yogasutra, Katha e Shvetashva-tara Upanishad.

3) Letteralmente 'via dell'Amore: E' il sentiero per la realizzazione del sé considerato dai grandi Maestri punto di arrivo e sintesi perfetta di tutti gli altri(in particolare karma marga e jnana marga).
Nella sadhana bhakti confluiscono e si armonizzano infatti la scienza dell'azione, il sentiero della conoscenza e della saggezza e la via suprema dell'Amore divino, grazie al quale il soggetto ritrova sé stesso e riscopre la propria eterna relazione con il Supremo.
Nella bhakti confluiscono amore e spirito di servizio; bhakti significa infatti devozione e dedizione a Dio nella Sua forma personale, nella tradizione vedico-vaishnava Vishnu-Krishna.
Nella bhakti devoto e Divinità sono vincolati da legami di amore reciproco e godono del medesimo stato di grazia.

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  #14 
Vecchio 30/12/2009, 10:55
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4) Pratica spirituale ininterrotta. Abhyasa è lo sforzo persistente per dominare e controllare le attività mentali e fisiche.
Dopo un periodo iniziale di maggior fatica, se il ricercatore spirituale riuscirà ad applicare abhyasa con scrupolo e devozione questa pratica diventerà un'abitudine, un modus vivendi che consentirà di invertire la rotta psichica e di trasformare le tendenze inconsce (vasana).

5) Distacco emotivo. Stato coscienziale in cui, essendosi l'individuo ricontestualizzato nell'universo ed avendo perciò sviluppato una visione chiara ed elevata della natura del sé e del mondo, riesce a superare il desiderio morboso delle cose, anche senza doverne rimanere fisicamente a distanza.

6) Divino ordine socio-cosmico che regola e sostiene la vita dell'uomo e dell'universo (la radice sanscrita dhr, sulla quale si costruisce il termine, significa infatti "reggere, sostenere").
Il dharma non è un ordine artificiale che determina una repressione delle istanze profonde dell'essere, bensì quella norma universale inscritta, quasi come un codice genetico, nell'intimo di ogni creatura e la cui infrazione provoca una condizione innaturale, limitante e patologica, inevitabilmente segnata da conflitti e sofferenze.

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