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| Tecniche complementari Informazioni e pareri su varie tecniche di medicina complementare |
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#29
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delucidazioni
Salve, sono interessato all'omeopatia,
sento dire che ogni persona è un caso a sè e ogni individuo è un sistema unico... tutto vero e affascinante. Io soffro di un pochino di ansia e il farmacista mi ha dato tiglio in gocce... Ora, siccome sono laureato e anche la mia ragazza lo è (tra l'altro in ctf) mi chiedo: Ma chi è il professionista che può ed è in grado di discernere la mia unica e complessa personalità ed ha gli elementi e le conoscenze per inquadrare il mio complesso esistere? Cioè le premesse dell'omeopatia mi convincono, per carità, ma: 1) SULLE CONFEZIONI NON C'E? ALCUN TIPO DI INDICAZIONE POSOLOGIA O QUANT'ALTRO... FIDARSI VA BENE MA DI CHI ESATTAMENTE? 2) NON ESISTONO LAUREE IN OMEOPATIA; BASTA CHE IO FACCIA UN CORSO ED IMPROVVISAMENTE DIVERRO' UN CONOSCITORE DELLE VOSTRE COMPLESSE PERSONALITA'? 3) NON E' CHE IL RAPPORTO CON L'OMEOPATA COINCIDA CON QUELLO DELLO PSICHIATRA? CIOE' CHE STAR MEGLIO E FIDARSI SONO LA STESSA COSA E SOTTO SOTTO NON C'E' ALTRO (non che sia poco..)? Grazie Emiliano Ultima modifica di anna1401; 24/01/2008 alle 22:38 |
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#30
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risposta alla prima domanda
Cercherò di dare una risposta la pìù chiara possibile:
1 Sulle confezioni non ci sta scritto niente: le "indicazioni" sono scritte nelle MATERIE MEDICHE: facendo assumere a dei soggetti sani consenzienti le varie sostanze a dosi sub-tossiche (cioè non tali da provocare una intossicazione acuta), i soggetti hanno descritto minuziosamente tutti i sintomi, soggettivi e obbiettivi che si sono manifestati. Sono stati considerati significativi della sostanza, quei sintomi manifestati nel maggior numero di individui. Il loro insieme rappresenta quella che viene chiamata "patogenesia" del rimedio, che è sostanzialmente un elenco "tossicologico". Questo equivale al foglietto delle indicazioni dei farmaci chimici. Non c'è una sola materia medica, e anche se per molti aspetti fondamentali coincidono, non sono comunque sovrapponibili. Quella stessa sostanza (diluita e dinamizzata) può curare sintomi simili presenti in patologia spontanea, cioè dovuta anche ad altre cause: infatti si parla di similitudine, non di uguaglianza. v valesi Ultima modifica di anna1401; 24/01/2008 alle 22:41 |
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#31
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competenza
la posologia non può essere standardizzata ma è funzione dell'osservazione dinamica dell'evoluzione clinica: in teoria anche di una 5 CH può essere sufficiente una sola somministrazione, in funzione di quella che è la risposta.
Il rimedio omeopatico lancia un segnale, innesca un processo primariamente fisico. Quello della fiducia è un gran problema: competenza ed esperienza naturalmente sono due requisiti importanti, come per ogni altra attività, ma non credo esista un metodo obbiettivo per riconoscerle. Spesso "sentiamo" di chi ci possiamo fidare. v valesi |
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#32
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non basta un corso
2) Non basta un corso, una laurea, una vita, per divenire un profondo conoscitore delle complesse personalità degli altri: sarebbe presuntuoso pensarlo: quello che credo sia importante è saper ascoltare, e permettere
a chi ti sta di fronte di manifestarsi. Ci sono delle professioni che allenano a questa attitudine, ma la sensibiltà e l'intuito non sono doti che si possono imparare in nessuna scuola, anche se esistono delle tecniche finalizzate a una più efficace espressione delle comunicazioni interpersonali. v valesi |
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#33
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una domanda, più risposte
3) Il senso della domanda è se la risposta terapeutica all'omeopatia sia solo
un fatto di suggestione che logicamente può farci sentir meglio. Si possono trovare risposte diverse alla stessa domanda, sta a noi scegliere. E' giusto rispettare le opinioni di tutti, non dobbiamo convertire ma osservare, e rispettarle. La differenza fondamentale fra lo psichiatra e l'omeopata è che il primo principalmente interpreta, il secondo osserva: due funzioni importanti ma che a volte è meglio rimangano separate. v valesi |
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#34
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rapporto con la lettura
ma quando si prendono delle medicine omeopatiche sui 9 CH e' opportuno avere il parere di un omeopata? mi spiego meglio... ho dei libri sull'omeopatia e prendo spunto da quelli per alcuni "disturbi" ma non vado mai oltre i 30 CH. Ci sono rischi per la salute senza avviso medico?
grazie lalla Ultima modifica di anna1401; 24/01/2008 alle 22:43 |
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#35
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alte diluizioni
sarebbe sempre il caso di sentire il parere del medico, se non dell'omeopata.
Perchè, anche ponendosi nella logica di chi non condivide l'efficacia dell'omeopatia, e quindi attribuisce ad essa solo un effetto placebo, solo un medico ha gli elementi culturali specifici per capire quando è necssario usare una terapia e quando non usarla. Chi come me accetta il significato terapeutico dell'omeopatia, ritiene che l'uso delle alte diluizioni, diciamo al di sopra delle 30 CH, debba essere valutato dal medico, perchè la prescrizione richiede una particolare conoscenza e specificità. v valesi |
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#36
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L'omeopatia è una metodologia terapeutica basata sul "principio di similitudine " e sull'uso di sostanze in dose infinitesimale.
Il medico, secondo questo principio, prescrive un medicamento che somministrato in un uomo sano provoca gli stessi sintomi del paziente. Per esempio, il rimedio omeopatico allium cepa, derivato dalla cipolla comune, cura la lacrimazione con irritazione e sensazione di bruciore che, normalmente, è provocata dal contatto con la cipolla. Allium cepa, sara' quindi un buon rimedio per la rinite allergica quando questi stessi sintomi sono presenti.
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Ultima modifica di anna1401; 31/07/2008 alle 10:32 |
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#37
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Esistono numerosi rimedi omeopatici alcuni derivati dal mondo vegetale, come aesculus iphyocastanum, arnica montana, aloe;
altri derivati dal mondo minerale come allumina, sulphur, plumbum; altri derivati dal mondo animale come, bufo rana, lachesis (veleno di crotalo), cantharis (il noto moscerino). Dei rimedi omeopatici fanno parte alcune sostanze biochimiche tipo istamina ed altre. Come si vede, la caratteristica della terapia omeopatica, non è quella di essere una fitoterapia, ma un approccio olistico, che utilizzando sostanze di varia natura, altamente diluite, non produce nè effetti di intossicazione dell'organismo nè effetti collaterali. In alcune condizioni, infatti, quali la gravidanza, l'età neonatale o nelle costituzioni allergiche che non possono far uso di medicine tradizionali, si rivela l'unica terapia praticabile. Per altro è assolutamente possibile e privo di contro.indicazioni l’uso combinato della terapia omeopatica e di quella convenzionale.
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Ultima modifica di anna1401; 13/01/2009 alle 11:50 |
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#38
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Cos’è il farmaco omeopatico?
Il rimedio omeopatico viene solitamente preparato a partire dall'estratto alcoolico (tintura madre) della sostanza di base.
Esso viene sottoposto ad una diluizione progressiva; per cui, superato un certo livello (dodicesima diluizione centesimale), non rimane più alcuna traccia della sostanza di partenza. Oltre la dodicesima diluizione centesimale viene infatti superato il cosiddetto numero di Avogradro (10-23). Dopo ogni diluizione il rimedio viene sottoposto ad una secondo procedimento detto di succussione o dinamizzazione che consiste in una agitazione vigorosa della sostanza. Il rimedio omeopatico si presenta più comunemente sotto forma di granuli di lattosio che vanno disciolti a livello sub-linguale e assunti circa due ore lontano dai pasti. Le dosi, a discrezione del medico, possono essere ripetute utilizzando, a tal fine, la confezione in tubo-granuli, oppure può trattarsi di somministrazioni uniche avvalendosi, in questo caso, della confezione in tubo-dose. Più raramente si usano le sostanze in forma liquida. I numeri che sono presenti sulle confezioni dei medicamenti si riferiscono al numero di diluizioni a cui la sostanza è stata sottoposta; mentre le lettere che seguono i numeri si riferiscono al tipo di diluizione: CH (Centesimale Hahnnemaniana) K (Korsakoviana) LM (Cinquantamillesimal e).
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Ultima modifica di anna1401; 13/01/2009 alle 11:50 |
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#39
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In che cosa consiste il trattamento omeopatico?
Per l'omeopatia particolare significato assume, oltre la malattia, quel particolare squilibrio dell'organismo che la rende possibile.
Obbiettivo del medico omeopatico è, infatti, ristabilire quelle condizioni di armonia delle funzioni dell'organismo per cui è esso stesso a superare la malattia. Ad esempio, in una infezione delle vie respiratorie, anziché combattere il germe responsabile, il medico omeopatico tenderà a riequilibrare le funzioni del sistema immunitario del paziente. Lo stesso, in una condizione reumatica, anziché combattere il sintomo del dolore, è importante, per il medico omeopatico, risanare quello squilibrio fondamentale che rende possibile l'infiammazione dei tessuti periarticolari.
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#40
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Come opera il medico omeopatico?
Il medico omeopatico deve fare, come il medico tradizionale, una diagnosi della malattia ma, oltre a questo, ha bisogno di conoscere le modalita' reattive individuali del paziente.
Questo gli permetterà di risalire a quello squilibrio fondamentale che causa la patologia. Egli ricostruirà una storia dettagliata del caso prestando particolare attenzione alle modalita' di presentazione dei sintomi. Chiederà quando questi appaiono durante il giorno, le condizioni in cui migliorano o peggiorano, la stagione in cui eventualmente compaiono, ecc. L'analisi del medico omeopatico, includera' i sintomi della sfera psicoemotiva: il tipo di personalità del paziente, il suo umore e il suo comportamento. Inoltre le tendenze alimentari istintive: desideri e avversioni rispetto al cibo. Questo darà un quadro globale del paziente a cui il medico farà corrispondere un medicamento che presenta le stesse modalità reattive quando somministrato ad un uomo sano.
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#41
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Come funziona il farmaco omeopatico?
E’ noto che i farmaci omeopatici subiscono, durante la loro preparazione, una serie progressiva di diluizioni per cui della sostanza di partenza non resta più traccia.
Questo ha comportato nella storia dell’Omeopatia dubbi intorno alla sua reale efficacia. Come può, infatti, una soluzione che non conserva più molecole della sostanza di partenza avere effetti sull’organismo? Questo è stato per molto tempo il nodo fondamentale dell’Omeopatia. Oggi, tuttavia, rigorosi studi clinici randomizzati, a doppio cieco, hanno mostrato differenze significative tra il farmaco omeopatico e il placebo. Le ipotesi più accreditate da parte di alcuni gruppi di scienziati parlano di un probabile effetto biofisico di queste sostanze e non biochimico. In particolare il procedimento di progressiva diluizione e successiva succussione del farmaco permetterebbe alle molecole dell’acqua di trattenere la "memoria" della sostanza di partenza. Oltre agli studi clinici rigorose ricerche in campo biologico hanno mostrato l’effetto indiscusso del farmaco omeopatico. Fonte medicinaomeopatica.i t
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#42
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