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| Tecniche complementari Informazioni e pareri su varie tecniche di medicina complementare |
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#43
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Cos’è l’omeopatia?
L’omeopatia è un ramo della terapia medica. Si tratta di un metodo terapeutico fondato sulla prescrizione di medicinali derivanti dal principio farmacologico della similitudine, generalmente utilizzati a dosi deboli o infinitesimali. Il principio della similitudine come punto di partenza già formulato da Ippocrate, il principio della similitudine stabilisce un legame tra l’azione terapeutica di una sostanza medicamentosa e il suo potere tossicologico. Consiste nel dare a un malato una sostanza medicinale che, in forti dosi, può provocare nell’uomo sano - tramite intossicazione - un insieme di sintomi analoghi a quelli che presenta nella malattia. Questo metodo è anche alla base del principio della vaccinazione, frutto dell’osservazione di Edward Jenner nel 1796, anno in cui Samuel Hahnemann pubblicava le sue ricerche sui principi delle droghe medicinali e sviluppava il suo approccio terapeutico.
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Ultima modifica di anna1401; 13/01/2009 alle 11:52 |
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#44
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L’infinitesimale: una sfida scientifica
Applicando il principio della similitudine, l’omeopatia utilizza gli effetti terapeutici delle sostanze attenuando la loro tossicità tramite l’impiego di piccolissime dosi fino al livello detto «infinitesimale».
L’esperienza dimostra che, malgrado l’elevatissima diluizione del principio attivo, l’effetto terapeutico rimane. Anche se ogni giorno si compiono dei passi avanti, ad oggi la scienza non permette ancora di spiegare il modo in cui agiscono le diluizioni infinitesimali. L’omeopatia conferma che le sostanze diluite al di là dei limiti conosciuti della materia* hanno un’attività biologica o fisica svelabile, misurabile, riproducibile e specifica della sostanza diluita, anche se non ne rimane alcune traccia. Sono state formulate numerose ipotesi per verificare questo postulato, ma l’infinitesimale resta una sfida scientifica.
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#45
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L’approccio omeopatico
L’omeopatia è un metodo terapeutico scientifico e umano, aperto tanto allo sviluppo scientifico e alla tecnica quanto all’ascolto della persona malata. Questo metodo privilegia l’approccio preventivo.
Esiste una sola medicina, quella che unisce la conoscenza scientifica all’ascolto e all’osservazione minuziosa del paziente nella sua specificità. È la medicina nel suo complesso che deve capire ogni singolo paziente, non soltanto l’omeopatia. Il medico quindi non deve scegliere a priori tale o tal altro trattamento, tale o tal altro metodo terapeutico, ma egli deve tenere in conto di volta in volta - e per ogni singolo caso - lo stato delle sue conoscenze per ogni terapia e per la specificità del malato. La scelta di un medicinale omeopatico richiede un’individualizzazio ne molto più spinta di quella di un antibiotico, per esempio. Una volta effettuata la diagnosi della malattia, una volta stabilita la scelta dell’omeopatia come terapia, al medico resta il compito di cercare il o i medicinali che corrispondono in modo specifico a quel malato per quella malattia. Ogni persona avrà il “suo” raffreddore, la “sua” angina”, il “suo” eczema, ossia svilupperà sintomi e modalità personali la cui valutazione orienterà il medico sulla scelta di tale o tal altro medicinale omeopatico. È altrettanto vero che per alcuni sintomi o in certe affezioni, tornano sistematicamente gli stessi medicinali omeopatici, al di là di ogni principio di personalizzazione Fonte: boiron.com/it
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Ultima modifica di anna1401; 13/01/2009 alle 11:53 |
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#46
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Regole e modalità di assunzione dei preparati omeopatici
Il successo terapeutico è basato anche sul rispetto di alcune regole e divieti facili da seguire per tutti, grandi e piccini.
1) Sciogliere in bocca, sotto la lingua, granuli e globuli omeopatici. I granuli e globuli devono essere lasciati cadere in bocca, sotto la lingua. Non devono essere deglutiti, ma lasciati sciogliere in bocca. La forma di assorbimento sublinguale assicura la migliore diffusione del medicinale omeopatico nell'organismo. Tuttavia in caso di impossibilità, come nel lattante, si può somministrare il preparato omeopatico sciolto in acqua o nel latte, senza che ne venga meno l'efficacia. 2) Evitare il contatto dei granuli con le dita. I granuli e i globuli non devono essere toccati con le dita, ma versati nell'apposito tappo contenitore e lasciati cadere in bocca, sotto la lingua, per non modificare la configurazione molecolare particolare, responsabile dell'attività del medicinale. Per i bambini piccoli si può provvedere a sciogliere i granuli o monodose in un po' d'acqua minerale naturale, facendola poi assumere a piccoli sorsi. Per il lattante è opportuno scegliere i granuli in un cucchiaio di acqua minerale naturale o la monodose in un mezzo bicchiere d'acqua. Quando un medicinale deve essere assunto durante il corso della giornata, è utile sciogliere 20 granuli in 100 ml. di acqua minerale naturale e far assumere alcuni sorsi d'acqua ogni ora od ogni 2 ore, secondo indicazioni
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Ultima modifica di anna1401; 13/01/2009 alle 11:54 |
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#47
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3) Rispettare le medesime regole di somministrazione per granuli e globuli.
4) Evitare di assumere menta, canfora, sostanze volatili e aromatiche. Queste sostanze possono interferire con l'assorbimento o con l'attività dei rimedi omeopatici. In particolare va evitato l'uso di dentifrici a base di menta. 5) Assumere i medicinali lontano dai pasti, rispettando la posologia consigliata. Il medicinale omeopatico va assunto almeno un'ora dopo il pasto e mezz'ora circa prima del pasto. Il numero di granuli da assumere è uguale per tutte le età dell'uomo. L'esperienza ha evidenziato che 3-5 granuli rappresentano la posologia più appropriata. In generale, nelle forme acute il rimedio va assunto più volte al giorno, mentre nelle forme croniche la somministrazione avviene a intervalli più lunghi (settimanali, quindicinali, mensili) e per un lungo periodo. 6) Richiedere direttamente al farmacista o al medico eventuali informazioni sul medicinale omeopatico. In omeopatia il medicinale non cura la malattia ma un insieme di sintomi che possono corrispondere a numerose malattie .
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Ultima modifica di anna1401; 13/01/2009 alle 11:56 |
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7) Conservare il tubetto dei granuli o dei globuli fino alla scadenza indicata in un luogo pulito e asciutto, al riparo da eventuali eccessi termici.
8) Limitare l'uso di alcolici, tabacco e stimolanti in corso di trattamento. 9) Informare il medico di eventuali aggravamenti marcati e prolungati dopo l'assunzione del medicinale omeopatico. Tale aggravamento omeopatico ha un significato favorevole, purchè sia limitato nel tempo e non comporti rischi per il paziente. 10) Non allarmarsi per l'ingestione accidentale di una dose superiore a quella consigliata. Il medicinale agisce come uno stimolo specifico sull'organismo, adatto al singolo individuo e alla sua patologia, esso agisce esclusivamente su quella persona e sulla sua affezione. Pertanto l'assunzione di un preparato omeopatico non indicato non induce alcun effetto terapeutico o tossico anche perché i medicinali omeopatici sono di per se stessi privi di tossicità. Tratto da: Bruno Brigo, Omeopatia per tutti i giorni, tecniche nuove.
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Ultima modifica di anna1401; 13/01/2009 alle 11:57 |
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La legge dei simili
"Nell'organismo vivente un'affezione dinamica più debole è eliminata in modo duraturo da un'altra più forte se quest'ultima (di specie diversa) le assomiglia molto dal punto di vista della sua manifestazione". (dall'Organon) "similia similibus curantur" In natura esistono infatti sostanze che, se assunte da individui sani per un certo periodo di tempo, sono in grado di produrre sintomi tipici della sostanza stessa (intossicazione). Sappiamo inoltre che ogni malattia è caratterizzata da un quadro sintomatologico che le è tipico. La ricerca dell'analogia tra i sintomi della malattia di un paziente e quelli provocati dalla somministrazione di una sostanza naturale ad una persona sana (ottenuta tramite sperimentazione detta prooving), è alla base dell'operato del medico omeopatico (similia similibus curantur). Alla propria dottrina basata sul principio dei simili Hahnemann diede il nome di "Omeopatia" e riservò invece il nome di "Allopatia" alla pratica medica secondo la quale per la cura di una malattia devono essere usati quei farmaci che hanno effetto contrario ai sintomi della malattia in atto.
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Ultima modifica di anna1401; 13/01/2009 alle 11:58 |
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#50
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Specificità medicamentosa
"Ogni medicamento produce effetti specifici nel corpo umano e nessun'altra sostanza medicinale può dare origine ad altri effetti che siano del tutto simili a quelli". (dall'Organon)
Secondo questo postulato possiamo affermare che l'interesse del medico omeopatico non è sicuramente la diagnosi di malattia, bensì la diagnosi di "rimedio", cioè di quel medicamento che nel sano provoca i disturbi "più simili" a quelli presentati dal nostro paziente in esame. In natura infatti non esiste una sostanza che somministrata ad un paziente sano produca effetti uguali ad un'altra (patogenesia del rimedio).
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#51
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La dose infinitesimale
La sostanza che si somministra ha esclusivamente funzione di "stimolare" la reazione, è la miccia che fa esplodere la bomba e come tale più che elevata nel dosaggio deve essere "specifica" per i disturbi del paziente.
Diluizione e dinamizzazione aumentano progressivamente l'azione dei medicamenti. Qualunque sostanza o medicamento agente sulla vitalità è in grado di determinare un'alterazione dell'equilibrio della Forza Vitale e di conseguenza un cambiamento dello stato di salute della persona. Questo effetto è dovuto quasi esclusivamente alla sostanza somministrata e viene chiamato "Effetto Primario": è utilizzato dalla medicina allopatica. Alla somministrazione di una sostanza la Forza Vitale si oppone con carattere conservativo sempre a favore della vita, questo grazie al fatto che l'organismo umano appartiene alla categoria dei "Sistemi omeostatici" caratterizzati da una omeostasi fisiologica regolata da interscambi di informazioni biologiche e da tutte quelle attività che tendono a conservare costanti, o entro certi limiti accettabili, le varianti del Sistema. Chiameremo quindi questo "Effetto secondario", utilizzato dalla Medicina omeopatica.
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Ultima modifica di anna1401; 13/01/2009 alle 11:58 |
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#52
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Considerato che l'azione curativa in Medicina omeopatica sfrutta la reazione dell'organismo, la sostanza che si somministra ha esclusivamente funzione di "stimolare" alla reazione, è la miccia che fa esplodere la bomba e come tale più che elevata nel dosaggio deve essere "specifica" per i disturbi del paziente (meccanismo d'azione sotto certi aspetti paragonabile alla vaccinazione).
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#53
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Legge di Hering o di guarigione
Per la caratteristica "centrifuga" della cura omeopatica che mira a "buttar fuori" la malattia anziché tendere a sopprimerla.
Nelle "vere" guarigioni, dopo la somministrazione del rimedio corretto, il paziente non giunge allo stato di pieno benessere in modo casuale, bensì seguendo un iter scandito da una legge ben precisa di eliminazione dei sintomi. I sintomi spariranno dall'alto verso il basso (il che vuol dire che sparirà prima uno stato d'ansia che una pirosi gastrica); spariranno dall'interno verso l'esterno (al miglioramento di un'asma può far seguito un peggioramento di un eczema cutaneo che poi a sua volta migliorerà e non viceversa) questo per la caratteristica "centrifuga" della cura omeopatica che mira a "buttar fuori" la malattia anzichè tendere a sopprimerla. Spariranno inizialmente i sintomi che sono comparsi più recentemente e in un secondo tempo quelli che hanno un'origine più remota nel tempo. Fonte: omeoimo.it
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Ultima modifica di anna1401; 13/01/2009 alle 12:00 |
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#54
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Tubercolina
mi hanno prescritto la Tubercolina... qualcuno ne sa qualcosa?
Ultima modifica di anna1401; 13/01/2009 alle 17:13 |
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#55
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Tubercolina - nosode costituzionale
TUBERCOLINUM è un cosiddetto NOSODE (nosos= malattia + oides = aspetto, richiamo, affinità) cioè un rimedio omeopatico ottenuto da materiale patologico contenente bacillo di Koch (mycobacterium tubercolosis).
In particolare è definito anche nosode costituzionale perchè - pur non essendo obbligatoria questa associazione - tuttavia molto spesso si adatta a curare i problemi reattivi - cioè il modo, la vivacità, il tipo di reazioni - degli individui appartenenti alla costituzione chiamata fosforica. Ma, per non confonderti le idee, siccome l'argomento e' complesso e vorrei riuscire a farmi capire, e la verità è un "veleno" che deve essere somministrato a piccole dosi - e in questa affermazione proverbiale sta uno dei princìpi dell'omeopatia - preferireri prima di continuare, se la cosa ti interessa, che fossi tu a a farmi delle domande, a cui io ti prometto continuerò a rispondere secondo i limiti delle mie conoscenze e delle mie possibilità. dr. vincenzo valesi medico
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Ultima modifica di anna1401; 13/01/2009 alle 17:14 |
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#56
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Tubercolina
intanto la ringrazio dottore!!!
poi, l'omeopata mi ha detto infatti che è un veleno, ma che se somministrato in piccole dosi dovrebbe riuscire a far riemergere qualcosa. le dico che io sono molto scettica su tutto nella vita, e quindi faccio un pò fatica a credere che un dottore facendomi delle domande riesca a capire da dove sia scaturito il mio problema per poi cercare di curarlo con queste "medicine". ma voglio crederci questa volta, e vedremo come va. queste cose dovrebbero, se si è presa la cosa giusta provarmi un qualcosa e poi da li si studierà il tutto. ci capisco poco io eh!! una domanda quindi, questa, chiamiamola, sostanza che mi è stata data, a cos'è stata ricollegata?? Ultima modifica di anna1401; 13/01/2009 alle 17:15 |
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