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Questa discussione dal titolo Chiropratica è all'interno del forum Terapie e Tecniche complementari; Il sistema nervoso passa in diversi punti dell'apparato vertebrale (nel canale vertebrale e nei fori di congiunzione ...
  1. #21
    L'avatar di anna1401
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    sublussazione vertebrale.

    Il sistema nervoso passa in diversi punti dell'apparato vertebrale (nel canale vertebrale e nei fori di congiunzione posti negli spazi tra le vertebre) e qui diventa vulnerabile, a causa della minaccia dovuta alle imperfezioni dei movimenti vertebrali.
    Il disturbo intervertebrale, provocando un'interferenza con il tessuto nervoso, crea una sublussazione vertebrale.
    Quest'ultima è l'obiettivo della ricerca dell'analisi chiropratica.

  2. #22
    L'avatar di anna1401
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    Poiché il tessuto nervoso, per sua stessa natura, può essere attivo localmente o a distanza, a sua volta la sublussazione
    vertebrale può disturbare il funzionamento di un tessuto localmente oppure a distanza (muscoli, organi, ghiandole) rispetto alla porzione di rete nervosa colpita.

    Soprattutto, è possibile stimolare specificamente il "complesso della sublussazione vertebrale" (altra denominazione della sublussazione, che sottintende la complessità del meccanismo in gioco) per aiutare il corpo a liberarsene e, così facendo, a migliorare la capacità di riparazione dei tessuti o degli organi che essa rendeva più fragili.
    Tale stimolazione si chiama "aggiustamento vertebrale" ed è l'atto terapeutico chiropratico.

    Non sembra che l'organizzazione della natura avesse previsto il fenomeno della fragilità vertebrale dovuto, tra l'altro, al cattivo uso delle proprie vertebre fatto dall'uomo: le vertebre, infatti, a causa dei loro spostamenti meccanici, possono potenzialmente disturbare l'apparato nervoso che è così vicino e così sensibile.
    Ultima modifica di anna1401; 28/07/2008 alle 12:20

  3. #23
    L'avatar di anna1401
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    La professione chiropratica aiuta a correggere quei difetti provocati dall'uso inadeguato (dovuti allavoro o accidentali) della colonna vertebrale da parte dell'uomo, uso che non sembra aver rispettato i limiti previsti dalla natura. L'atto regolatore chiropratico esegue la correzione dei meccanismi perversi dovuti, tra l'altro, oltre ai veri e propri traumi fisici (colpi, cadute, falsi movimenti), all'uso sbagliato della verticalità, e così permette all'organismo di ritrovare le proprie naturali facoltà di riparazione e di autoregolazione, che sono la fonte del ritorno alla salute.

    Fonte: abcd-editions.com

  4. #24
    L'avatar di anna1401
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    Il cranio è formato da una ventina di ossa, tra le quali includiamo la mandibola, o parte mobile della mascella. Il cranio
    viene descritto con l'apparato vertebrale per svariate ragioni.

    Innanzitutto, costituisce la protezione ossea del sistema nervoso centrale, e in particolare del cervello, come il resto dell'apparato vertebrale protegge il midollo spinale e le sue escrescenze periferiche, che originano i nervi.

    Inoltre, il sistema nervoso viene protetto quando entrano in tensione gli elementi attaccati al cranio e alle mascelle (muscoli profondi delle mascelle e dei lati del cranio: pterigoidi, masseteri, temporali, per esempio serrando i denti.
    Tale movimento partecipa alla protezione globale del sistema nervoso grazie al lavoro delle meningi (descritte più oltre con il sistema nervoso).
    Ultima modifica di anna1401; 28/07/2008 alle 12:21

  5. #25
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    Le tensioni del cranio

    sono legate a quelle dell'apparato vertebrale.
    Alcune tecniche chiropratiche utilizzano anche delle manovre che coinvolgono il cranio e le sue strutture interne (meningi, liquido cefalo-rachidiano). Tali tecniche, dette sacro-occipitali (S.O.T., una gran parte delle N.O.T., ecc.) o cranio-sacrali, appartengono alla sfera vertebrale perché hanno l'obiettivo di liberare dalle sublussazioni, benché apparentemente tocchino anche delle strutture non vertebrali. Ma l'occipite (osso che si trova alla base del cranio) è in contatto con l'atlante (prima vertebra cervicale), il bacino con l'osso sacro, e la dura madre percorre tutta la colonna. Il cranio e il bacino, quindi, partecipano al funzionamento vertebrale.

  6. #26
    L'avatar di anna1401
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    La cerniera cranio-mandibolare

    è composta dall'articolazione tra il cranio e la mandibola (cioè la parte mobile della mascella). La sua importanza, nella sfera chiropratica che, per definizione, è neuroarticolare, deriva dal fatto che la qualità della chiusura dei denti (occlusione dentaria) influisce permanentemente sulla regolazione delle articolazioni
    temporo-mandibolari o A . T.M. (le mascelle), che a loro volta influiscono sulle altre strutture articolari del corpo attraverso
    l'adattamento posturale. Per convincersene, è sufficiente chiudere la bocca mettendo i denti a contatto senza stringerli, girare la testa da una parte e poi dall'altra e sentire il cambiamento di posizione del contatto tra i denti che avviene con questo movimento.

  7. #27
    L'avatar di anna1401
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    Ed è vero anche il contrario

    ossia che una variazione dell'occlusione dentaria può disturbare tutto il resto del corpo. Il malfunzionamento dei denti e delle mascelle, quindi, può danneggiare il funzionamento vertebrale, e viceversa.
    Per questa ragione, nell'analisi dei disturbi intervertebrali, bisogna spesso tener conto delle regolazioni dentarie e incaricarsi
    eventualmente dei problemi ascendenti (che "salgono" dal resto del corpo verso i denti) e dei problemi discendenti
    (che "scendono" dai denti verso il corpo).

  8. #28
    SP@RROW Ospite
    Wow utilissimo grazie mille di cuore anna punti per te

  9. #29
    L'avatar di anna1401
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    In effetti, i denti sono praticamente gli unici elementi fisici del corpo che, nella nostra civiltà, una normale (per non
    dire banale) azione chirurgica di routine si prende la briga di cambiare - senza poter tornare indietro - nei loro rapporti
    anatomici naturali. Bisogna essere molto prudenti, quindi, e far verificare regolarmente la propria schiena quando abbiamo in
    corso dei lavori dentari. Può succedere che, dopo degli interventi dentari (corone, impianti), capitino dei problemi di schiena, e di salute in generale, oppure che a volte alcuni disturbi scompaiano. La ricorrenza dei problemi vertebrali, peraltro, è spesso legata a dei disturbi dentari cronici iatrogeni (dovuti ai trattamenti), e i chiropratici hanno la possibilità d'identificarne la presenza, per aiutare il chirurgo dentista ad affinare il suo lavoro.

    Fonte: abcd-editions.com

  10. #30
    L'avatar di vvalesi
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    materia e energia

    Esiste un'interessante correlazione fra i meridiani di Agopuntura, odontoni (cioè di tutto l'apparato dentario), organi linfatici ( tonsille e seni paranasali) protagonisti del sistema immunitario, segmenti muscolo scheletrici e vertebrali, organi, ghiandole endocrine quali la tiroide, l'ipofisi, le gonadi(ovaie e testicoli), emozioni e atteggiamenti mentali. Questa visione globale a cui si collegano anche gli osteopati è comune a molte delle discipline OLISTICHE (da olos che significa completo) le quali si muovono nell'ambito di una visione globale dell'essere umano biologico pensante, privilegiando la supremazia dell'energia sulla materia.
    Forse però privilegiare supremazie non è corretto: l'idea iniziale della medicina cinese è quella che la distinzione fra materia ed energia è una contrapposizione scolastica, considerandole due espressioni della stessa essenza.

  11. #31
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    La Colonna Vertebrale

    gli elementi che la compongono sono:
    - le vertebre e le curve vertebrali: cervicali, dorsali, lombari, sacrali e coccigee.
    - I dischi intervertebrali.
    - Il complesso intervertebrale.
    La colonna vertebrale comincia alla base del cranio e termina all'estremità del coccige. È la struttura solida (di sostegno)
    che collega la testa al bacino. Si appoggia, tramite i lati del sacro, sulle superfici articolari delle ossa iliache del bacino, e
    dà la possibilità di controllare la forza di gravità e i movimenti del collo e della schiena.

  12. #32
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    Per garantire la mobilità, la colonna non è formata da un osso unico, ma si compone di 33 segmenti, detti vertebre, che ci permettono di chinarci, girarci, ecc.

    Inoltre, per poter mantenere una certa elasticità, per trasmettere nel modo ideale la forza di gravità e per proteggere i tessuti che racchiude, la colonna presenta varie curvature nel senso antero-posteriore, ossia due lordosi (in cui la parte concava è rivolta posteriormente) e due cifosi (in cui la parte concava è rivolta anteriormente).

    Ogni curva è formata da un tipo di vertebre particolari che, dall'alto al basso, sono denominate:

    -lordosi cervicale, composta da 7 vertebre cervicali indipendenti;
    -cifosi dorsale, composta da 12 vertebre dorsali o toraciche indipendenti;
    -lordosi lombare, formata da 5 vertebre lombari indipendenti;
    -cifosi sacro-coccigea, composta da 5 vertebre sacrali saldate tra loro, articolate con 4 vertebre coccigee saldate tra loro.
    Ultima modifica di anna1401; 28/07/2008 alle 12:22

  13. #33
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    La vertebra

    In linea generale, tutte le vertebre hanno la stessa forma.
    Le loro componenti ossee sono le seguenti, descritte iniziando dalla parte anteriore verso la posteriore:
    . un corpo, massiccio, che supporta la preponderanza del peso.
    un anello che circonda il canale vertebrale, nel quale passa il midollo spinale. L'anello, che è formato anteriormente dai peduncoli (parti massicce che toccano il corpo vertebrale) e dalle lamine (che si uniscono posteriormente), possiede
    diversi prolungamenti:
    - verso l'alto, ha due apofisi articolari superiori, che raggiungono le apofisi articolari inferiori della vertebrasoprastante;
    - verso il basso, ha due apofisi articolari inferiori, che si connettono con le apofisi articolari superiori della vertebra
    sottostante;
    - posteriormente, c'è l'apofisi spinosa (da cui il nome spina dorsale), ossia la parte della colonna vertebrale che si
    tocca sulla schiena;
    - da entrambi i lati, ha un'apofisi trasversa.

  14. #34
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    Le vertebre sono separate dai dischi intervertebrali, che contribuiscono a rendere più agevole il movimento e facilitano l'assorbimento dei traumi.

    Tutti questi elementi hanno una funzione specifica, che viene tenuta presente dal chiropratico, senza contare i legamenti e i muscoli che collegano gli elementi vertebrali a due a due, oppure a tre a tre o più, per rendere efficace e armonioso il loro funzionamento (i muscoli) pur proteggendoli dagli eccessi dell'uso dinamico (i legamenti).

    Per un professionista, ogni vertebra è praticamente identificabile all'esame visivo. In effetti, in funzione della sua posizione nella colonna, ogni vertebra ha un ruolo preciso che ne determina la particolare configurazione e i legami organici specifici.

    Logicamente, più si scende lungo la colonna vertebrale, più le vertebre sono massicce e solide, poiché devono sopportare un peso maggiore, sempre restando mobili.
    Ogni regione, però, ha la sua particolarità.
    Ultima modifica di anna1401; 28/07/2008 alle 12:22

  15. #35
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    Sono le più piccole vertebre mobili.
    Il collo dev'essere molto flessibile, mentre tra le sue vertebre devono poter uscire le ramificazioni nervose (da cui dipende il funzionamento delle mani e delle braccia, degli occhi e di una parte del cuore, ecc.).
    Le vertebre cervicali non sono molto spesse, sono compatte, leggere e quasi incastrate l'una nell'altra.
    Non hanno una grande ampiezza di movimento tra l'una e l'altra, ma svolgono un lavoro in comune molto efficace.

    Quando c'è un minimo slittamento nel loro funzionamento, in genere ne subisce un danno tutto l'insieme della meccanica del collo: ne deriveranno dolori al collo, dolori alle braccia, debolezze muscolari, mali di testa.

    Anche il colpo di frusta od altri traumi non riparati possono dare problemi, poiché dal momento in cui la meccanica si guasta il disturbo può diventare serio! Il collo, quindi, merita l'attenzione chiropratica a partire dal momento in cui si presentano, a quel livello, dei segni di sensibilità anormale.

    Nell'analisi cervicale, in genere si separano le prime due vertebre dalle cinque più basse, perché si trovano proprio sotto la testa ed hanno delle funzioni particolari. Inoltre, devono sostenere quella grossa palla che è la testa: pesante e voluminosa.
    Hanno quindi bisogno di una strategia speciale.
    Ultima modifica di anna1401; 28/07/2008 alle 12:23

  16. #36
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    La prima vertebra

    ha la forma di un anello munito di due grosse masse che le permettono di supportare il cranio. D'altra parte, ha il nome giusto - atlante - come quello del dio della mitologia greca che doveva sorreggere il mondo.
    La sua forma è identica a quella delle altre vertebre, ma la sua funzione ne ha cambiato l'importanza delle componenti: il corpo e l'apofisi spinosa sono ridotti a delle vestigia, le apofisi articolari sono ipertrofiche e le apofisi trasverse sono normali e attraversate da un'arteria, come quelle delle altre vertebre cervicali.

  17. #37
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    da parte sua, assicura la transizione tra la prima e le altre vertebre cervicali. Nella sua parte superiore, si adatta alla struttura dell'atlante, permettendogli di appoggiarsi efficacemente;

    infatti la parte superiore del suo corpo vertebrale si è trasformata (apofisi odontoide) per formare un asse di rotazione che si infila nell'anello dell'atlante (da cui il suo nome - asse - derivante dalla sua funzione di fare da perno). La sua parte inferiore si presenta invece come quella delle altre vertebre del collo, su cui si appoggia.

    La congiunzione occipito-atlanto-assiale (tra occipite, atlante ed asse) è una zona dell'apparato vertebrale considerevolmente mobile: grazie ad essa la testa può inclinarsi, girarsi e piegarsi sul collo.

    Il fatto che sia una zona molto mobile, associato alla natura delle componenti neurologiche e vascolari che passano al suo livello, ne fanno una regione molto sensibile alle variazioni di funzionamento.

    Vedremo che certe tecniche di cura lavorano soprattutto in questa regione, che viene detta "alta cervicale".

    Fonte: abcd-editions.com
    Ultima modifica di anna1401; 28/07/2008 alle 12:23

  18. #38
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    Le vertebre dorsali hanno la particolarità di essere articolate con le costole.
    Le costole formano la gabbia toracica, che protegge gli organi vitali come il cuore, il fegato, i polmoni, i reni.

    A livello della colonna, le costole toccano la vertebra che è loro associata ed anche quella superiore (un contatto sul corpo vertebrale ed uno sull'apofisi trasversa della loro vertebra associata, e un terzo contatto con il corpo vertebrale della vertebra superiore).

    Sul lato anteriore del torace si collegano con lo sterno (direttamente le più alte, oppure per mezzo della cartilagine del paio anteriore), ad eccezione delle due costole fluttuanti (le più basse) che non raggiungono lo sterno.

    Gli impedimenti meccanici dovuti al fatto che si attaccano alle costole e ai piani delle articolazioni rendono le vertebre dorsali meno mobili rispetto alle altre vertebre della colonna, ma i loro movimenti permettono ugualmente una buona ampiezza di movimento del busto.
    Ultima modifica di anna1401; 28/07/2008 alle 12:24

  19. #39
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    I loro disturbi meccanici

    molto spesso, colpiscono il funzionamento degli organi interni (le alte vertebre dorsali sono legate al cuore ed ai polmoni, le medie e le basse dorsali sono legate ai sistemi digestivo e urinario).
    Per non parlare dei blocchi intercostali, così dolorosi, oppure dei disturbi meccanici che riguardano i punti di attacco delle costole sulle vertebre, così vicini ai centri nervosi! Mantenere integro il loro funzionamento è quindi essenziale per la conservazione della salute.

  20. #40
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    Le vertebre lombari sono le più solide strutturalmente.
    Esse devono sorreggere il peso della parte superiore del corpo e ciò costituisce una causa essenziale della loro vulnerabilità meccanica: infatti gestiscono delle considerevoli forze gravitazionali.

    Se, durante uno sforzo di sollevamento, la schiena non è tenuta diritta, la demoltiplicazione delle forze di leva che queste vertebre devono sopportare sorpassa, molto spesso, la competenza dei loro tessuti di sostegno. Allora, sono molto vicini i blocchi o i mal di schiena!

    La forma di queste vertebre è compatta, il loro corpo è spesso, le loro apofisi articolari sono robuste. Nello stesso tempo, sono molto mobili, consentendo che il corpo si pieghi in avanti, all'indietro e sui lati.
    L'ultima vertebra lombare si appoggia sulla "base" del sacro.

    Questa è la vertebra che sopporta il peso maggiore ed è una di quelle di cui si sente parlare più spesso, come del disco che la separa dal sacro: questo disco (L5-S1) è legato alle famose lombaggini, e responsabile di protrusioni o di altre ernie discali.
    Bisogna assicurarsi che sia libero di muoversi quando ci sono dei traumi o dei dolori alla parte bassa della schiena.
    Ultima modifica di anna1401; 28/07/2008 alle 12:25

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