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Le vertebre sacro-coccigee
Le vertebre sacrali e coccigee sono particolari. Non sono mobili, come le altre vertebre della colonna, ma sono separate le une dalle altre da cartilagini, che finiscono per fondersi alla fine dell'adolescenza. Tale rigidità dà loro l'aspetto di due
blocchi: il sacro ed il coccige.
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Il sacro - Le 5 vertebre sacrali
La parte superiore del sacro è larga e potente: supporta il peso della parte alta del corpo e si appoggia sulle superfici articolari delle ossa iliache, verso le quali dirige le forze di supporto della gravità che derivano dalla parte alta del corpo.
Tali articolazioni sacro-iliache sono larghe e poco mobili, ma sono tanto importanti nel controllo della gravità che sono molto sensibili a qualunque difetto di mobilità. I blocchi al loro livello, o "blocchi del bacino", sono le cause più comuni di dolore alla parte bassa della schiena.
Al di sotto delle articolazioni sacro-iliache le vertebre sacrali sono meno sviluppate e prendono una forma triangolare (detta apice o punta) che termina nel coccige.
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Il coccige - Le 4 vertebre coccigee
Queste quattro piccole ossa saldate sembrano pendere all'estremità della colonna vertebrale, senza nessuna utilità.
Invece, il loro ruolo è estremamente importante nel controllo del sistema nervoso centrale. "Un osso così piccolo che ha
una funzione così grande!", riconoscono gli specialisti in neurologia funzionale. Il coccige è legato, attraverso le vie neurologiche, con la rocca petrosa, un osso essenziale del cranio.
Le fratture della rocca petrosa sono considerate tanto gravi perché essa è legata al palato e al pavimento degli occhi,
perché forma le tempie.
Il coccige non è quindi soltanto un vestigio di coda, ma uno strumento d'elezione per la sopravvivenza del corpo umano
Le cadute che lo feriscono sono da paventare, perché mettono in pericolo tutto l'insieme della funzione nervosa: sono
quindi da controllare urgentemente in caso di traumi sui glutei!
Fonte: htabcd-editions.com
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Il sistema nervoso è la seconda componente fisica del mondo chiropratico.
Ricordiamo che la sublussazione comprende il disturbo funzionale di un elemento osteo-articolare e la corrispondente perturbazione neurologica associata.
Senza sistema nervoso, quindi, non si può parlare di chiropratica.
Tutti i responsabili chiropratici descrivono la loro professione, d'altro canto, mettendo al primo posto il sistema nervoso.
Ecco, per esempio, quanto scrisse un istituto americano, il Cliveland's College, U.S.A. (anche tutti gli altri ne danno delle definizioni altrettanto esplicite, ma noi ne citiamo una soltanto):
"Le terapie chiropratiche si concentrano principalmente sul funzionamento della colonna vertebrale e sulla sua relazione con il sistema nervoso.
La scienza chiropratica si basa sulla premessa che una buona salute dipenda, in parte, da un sistema nervoso regolarmente funzionante.
I principi chiropratici insistono sul fatto che il corpo è un organismo che si autoregola e si autoguarisce, e le funzioni dell'organismo sono controllate e coordinate dal cervello, dal midollo spinale e dai nervi che si ramificano in tutto il corpo.
Ultima modifica di anna1401; 28/07/2008 alle 12:25
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Le ossa mobili della colonna offrono protezione alla rete delle vulnerabili comunicazioni del sistema nervoso, e in particolare al midollo spinale ed ai fragili nervi rachidiani che escono tra i segmenti vertebrali della colonna.
Una perdita della mobilità o della posizione normale dei segmenti vertebrali possono irritare, o disturbare, la funzione nervosa, con il risultato di procurare una funzionalità anormale dei tessuti e degli organi del corpo.
I dottori in chiropratica si riferiscono a questa funzione vertebrale perturbata, ed al suo potenziale effetto sul sistema nervoso, con il nome di "complesso della sublussazione vertebrale".
L'approccio chiropratico, con l'obiettivo di migliorare la salute, consiste nel localizzare ed eliminare il disturbo vertebrale e la sua interferenza nervosa, permettendo così che il corpo ritorni al suo stato naturale di salute e di benessere.
Ultima modifica di anna1401; 28/07/2008 alle 12:26
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Strutturalmente, il sistema nervoso è formato dal cervello, dal midollo spinale e dalle ramificazioni nervose (dette rachidiane) che fuoriescono tra le vertebre per formare i nervi, gruppi di fibre nervose che collegano (nei due sensi) i comandi nervosi centrali a una data funzione.
La chiropratica, al fine di aiutare a mantenere e a migliorare la salute, propone un lavoro che si rivolge soprattutto alla regolazione e all'ottimizzazione del funzionamento del sistema nervoso, in quanto apparato principale nel gestire le informazioni nel corpo umano.
Tale sistema, in effetti, coordina tutte le funzioni naturali di autoregolazione del corpo: lo aiuta a crescere, assicura il mantenimento dei suoi equilibri interni e delle sue relazioni con l'ambiente, partecipa alla sua gestione emotiva.
Ogni ostacolo al suo buon funzionamento, perciò, è una possibile causa di problemi di salute.
Il sistema nervoso, rispetto all'interesse accordatogli dal nostro approccio funzionale, può essere suddiviso in tre parti:
Ultima modifica di anna1401; 28/07/2008 alle 12:27
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* il sistema nervoso centrale, composto dal cervello e dal midollo spinale, che gestisce le informazioni provenienti dall'ambiente e coordina le risposte di adattamento del corpo.
Può essere colpito da disturbi vertebrali locali, che possono essere regolati da alcune tecniche specifiche (N.O.T., ecc.). Ha in gestione i comandi del corpo e si trova all'interno delle protezioni fornite dalle ossa e dalla dura madre.
* il sistema nervoso vegetativo, che regola le funzioni degli organi.
I suoi riflessi non sono controllati volontariamente.
I disturbi intervertebrali hanno un'azione sugli organi del corpo attraverso questa parte del sistema nervoso, che comprende i nervi simpatici e parasimpatici, due tipi di nervi che hanno la funzione di accelerare o di frenare le attività degli organi che innervano.
* il sistema nervoso somatico, che controlla gli atti volontari (azioni dei muscoli, riflessi, ecc.).
Esso è formato dai nervi che attivano i muscoli e da quelli che trasportano la sensibilità (caldo, freddo, dolore, ecc.).
I nervi sciatici ne sono un esempio, talvolta crudeli per le nevralgie che procurano (letteralmente "dolori di nervi"), così frequenti.
Fonte: htabcd-editions.com
Ultima modifica di anna1401; 28/07/2008 alle 12:28
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Il Livello Intervertebrale
I tessuti sono così vicini che possono interagire, toccarsi, irritarsi o infiammarsi nel caso che ci siano difetti di funzionamento meccanico: un blocco, un edema che faccia gonfiare i tessuti molli, le tensioni dei muscoli che circondano l'articolazione,una protrusione del disco sono altrettante ragioni fisiche che possono portare all'irritazione delle radici nervose.
Le ramificazioni nervose partono dal midollo spinale e poi passano attraverso i fori di congiunzione, in prossimità
dell'articolazione vertebrale, dei legamenti e del disco inervertebrale.
Durante questo tragitto possono essere disturbate.
Alcune ramificazioni hanno una funzione locale, e la loro irritazione avrà un effetto in prossimità delle vertebre da cui
fuoriescono, provocando dei problemi vertebrali locali.
Alcune ramificazioni partecipano a un tragitto nervoso (per esempio il nervo sciatico o il nervo crurale).
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La loro irritazione si farà sentire anche con un effetto a distanza, lungo il percorso del nervo considerato, in regioni del corpo che corrispondono ai luoghi innervati dal nervo colpito: la parte posteriore della coscia, la gamba, il polpaccio e/o il piede per il nervo sciatico; l'inguine e la parte davanti della coscia per il nervo crurale, ecc.
Altre ramificazioni hanno un'azione sulle funzioni organiche (ramificazioni neurovegetative).
La loro irritazione darà un effetto a distanza dovuto al disturbo del funzionamento dell'organo che è in rapporto con la
ramificazione nervosa considerata.
Esistono poi degli altri tipi di reattività neurologica, a volte più complessi, le cui spiegazioni si possono trovare nelle opere dedicate alla neurologia chiropratica.
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La Dura-madre
Il sistema nervoso centrale, lungo tutto il suo percorso, sia nel cranio sia nella colonna vertebrale e fino alle uscite a livello intervertebrale, è circondato dalle meningi.
Queste membrane, ben conosciute perché quando si infiammano si parla di meningite, formano tre strati di tessuto che, dall'interno all'esterno, sono chiamate pia madre, aracnoide e dura madre.
Le due meningi più interne, ossia la pia madre e l'aracnoide, hanno la funzione principale di nutrire il sistema nervoso centrale e di controllare gli scambi liquidi al suo interno.
La più esterna, o dura madre, tra le altre ha la funzione di proteggere il sistema nervoso centrale. Il suo nome, del resto, lo indica chiaramente: "dura", perché protettrice per struttura, "madre" perché protettrice per funzione.
Essa riveste un interesse particolare nell'ambito della sublussazione vertebrale, per diverse ragioni:
- il fatto che si attacca direttamente a numerosi punti della colonna vertebrale (base del cranio, prime vertebre cervicali, sacro, coccige) e, in conseguenza, i disturbi meccanici della colonna possono infastidirla, dando luogo a molteplici possibilità di disordini neurologici (dolori vertebrali, pseudo dolori meningei).
Ultima modifica di anna1401; 28/07/2008 alle 12:28
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il fatto che ad ogni livello in cui le ramificazioni nervose tra le vertebre fuoriescono, tali ramificazioni sono circondate dalla loro protezione, costituita dalla dura madre, fino all'estremità del foro di congiunzione. Se ci sono dei disturbi meccanici particolari, questi per natura provocano delle tensioni a livello degli elementi neurologici di protezione, con le prevedibili conseguenze sul funzionamento delle vertebre ed altrettanto sugli organi legati ai nervi che originano dalle ramificazioni nervose considerate (fegato, stomaco, reni, cuore).
Le meningi, pertanto, sono un elemento essenziale del complesso della sublussazione vertebrale.
Riassumendo, il sistema si compone di vertebre mobili, in mezzo alle quali passano i comandi delle funzioni del corpo,
che sono inviati sotto forma di trasmissione telegrafica attraverso le connessioni del sistema nervoso.
Lo scenario è allestito.
Possiamo capire, allora, come le perturbazioni meccaniche vertebrali possano influenzare la qualità delle trasmissioni
nervose e come le sublussazioni causino dei problemi di salute.
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qualche caso in cui l'azione chiropratica è generalmente riconosciuta come utile
Ora, indicheremo qualche caso in cui l'azione chiropratica è generalmente riconosciuta come utile.
Tali esempi rispondono, in parte, alla domanda iniziale di questo capitolo: <<Viene spesso chiesto, al chiropratico, se
può curare questo o quest'altro.>>
La risposta consisterà in quattro punti, ossia si occuperà:
- delle azioni locali, in base alla natura dei tessuti toccati;
- delle azioni a distanza, in base alla natura delle ramificazioni nervose stimolate;
- delle azioni generali, in base alla natura delle funzioni colpite;
- in realtà, però, bisogna veramente determinare gli effetti delle sublussazioni?
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Azioni Locali Inerenti Alla Natura Dei Tessuti Implicati
La logica vuole che, quando ci si occupa di curare con le mani toccando le vertebre, il primo livello di aiuto che si offre
è quello locale.
È evidente, quindi, che il livello di aiuto chiropratico più diretto è quello legato ai problemi dell'apparato vertebrale stesso.
Le terapie chiropratiche s'incaricano di una gran parte dei problemi vertebrali, in quanto le sublussazioni colpiscono
molto spesso le reti neurologiche e vascolari locali, causando dei dolori a livello della colonna stessa.
Citiamo ora alcuni tipi di problemi, che nascono se le sublussazioni originarie sono:
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.A livello cervicale:
-dolori al cranio, al collo (meccanici o legati all'artrosi), torcicollo, conseguenze dolorose del colpo di frusta o di altri traumi del collo, ernie discali;
-limitazione dei movimenti (con o senza dolore) per girare o inclinare la testa.
.A livello dorsale:
-dolori alla schiena (meccanici o legati all'artrosi), alle scapole, dolori intercostali o toracici (associati oppure no a difficoltà respiratorie);
-dolori dovuti alla fragilità della colonna (malattia di Scheuermann, spondiloartriti e malatte reumatoidi, ecc.).
.A livello lombare:
-dolori lombari (meccanici o legati all'artrosi), aggravati oppure no dai movimenti della parte bassa della schiena;
-ernie discali
.A livello del bacino:
-dolori della parte inferiore della schiena o del basso ventre, le cui variazioni sono spesso legate ai cambiamenti di posizione (seduti, in piedi, camminando o stando fermi in piedi), pubalgie
-dolori alle anche.
Ultima modifica di anna1401; 28/07/2008 alle 12:30
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Azioni A Distanza Inerenti Alla Natura Delle Reti Nervose Stimolate
Uscendo dalla colonna vertebrale, i nervi si possono irritare e quindi causare dei dolori lungo il loro tragitto, oppure non innervare bene i muscoli verso cui sono diretti, con conseguente debolezza muscolare o crampi muscolari.
Se le sublussazioni d'origine sono:
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. A livello cervicale:
-dolori a livello della testa, a causa dei nervi che provengono dal collo: nevralgia di Arnold, dolori nei bulbi oculari.
-dolori alle spalle, alle braccia e alle mani. Le famose sindromi delle nevralgie cervico-brachiali e del canale carpale ne sono dei buoni esempi, ed anche i formicolii e le variazioni (in eccesso o in difetto) della tensione muscolare.
-perdita di forza e/o di sostanza muscolare in alcune parti delle braccia.
.A livello dorsale:
-dolori tra le scapole, dolori intercostali;
-dolori a livello sternale e dolori pseudo-cardiaci.
.A livello lombare e del bacino:
-dolori sciatici (glutei, retro delle cosce, polpacci, piedi), cruralgie (inguini e glutei), dolori nel bacino.
-perdita di forza e/o di sostanza muscolare (come se i muscoli scomparissero) in certe parti delle gambe.
Ultima modifica di anna1401; 28/07/2008 alle 12:30
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Azioni Generali Inerenti Alla Natura Delle Funzioni Colpite
Le ramificazioni nervose disturbate possono provocare dei problemi a livello degli organi con cui sono collegate.
Citeremo alcuni organi corrispondenti ai vari livelli colpiti, ma lasceremo al lettore la scelta di effettuare un'eventuale
analisi professionale delle relazioni tra i problemi a quel livello e la possibile causa neurovertebrale (non è una relazione
obbligatoriamente a senso unico, come vedremo più avanti).
Se le sublussazioni originarie sono:
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.A livello cervicale:
-occhi, orecchie, bocca, gola.
.A livello dorsale:
-cuore, bronchi e polmoni (asma, allergie di vario tipo), esofago, stomaco (gastriti o altre acidità), milza, pancreas, fegato
e cistifellea.
.A livello lombare e del bacino:
-reni ed organi urinari e genitali, intestino tenue e colon.
Ultima modifica di anna1401; 28/07/2008 alle 12:31
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Non tutti i problemi a questi livelli sono dovuti alle sublussazioni vertebrali
ma i legami neurologici tra l'organo e l ' origine neurovertebrale delle ramificazioni che l'innervano rendono obbligatoria una delle seguenti relazioni:
-una sublussazione, che causa un disturbo nella trasmissione del tono nervoso a livello delle ramificazioni ad essa collegate, rende più fragile la funzione dell'organo a cui le ramificazioni sono destinate. In questo caso la sublussazione induce il problema di salute, o perlomeno partecipa alla sua nascita.
La sua eliminazione provocherà, nella maggior parte dei casi, il ritorno dell'organo al suo funzionamento normale, se l'aggiustamento interviene prima che siano acquisite le lesioni del tessuto. Nel caso in cui le lesioni all'organo siano ormai acquisite, il ritorno alla salute rimarrà solo parziale.
È auspicabile, quindi, un intervento chiropratico precoce, se non addirittura preventivo.
-un organo il cui funzionamento sia alterato (trauma, chirurgia, infezione batterica, tumore, ecc.) induce una sublussazione.
In caso di problema organico, infatti, le vie neurologiche neurovegetative, portatrici di un'informazione nervosa squilibrata, provocheranno frequentemente una sublussazione vertebrale a livello dell'entrata delle ramificazioni nervose collegate all'organo colpito.
La sublussazione acquisita, inoltre, renderà ancora più fragile, a sua volta, il funzionamento dell' organo.
Ultima modifica di anna1401; 28/07/2008 alle 12:31
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Eliminare la sublussazione, anche se è un'azione che da sola non regola il problema di salute iniziale, avrà tuttavia un'utile influenza nell'aiutare l'organo a ritornare in salute, soprattutto nel caso in cui sia stato già fatto un trattamento locale non chiropratico del problema organico e, malgrado tutto, la sublussazione continui a disorganizzare la salute del paziente. Questo è un meccanismo frequente nei trattamenti organici generali, dopo i quali resta comunque una fragilità
cronica, eliminata peraltro con molta efficacia dalla chiropratica.
In tutti i casi, il chiropratico potrà informare il paziente sulla natura dei rapporti in causa, o chiedere degli esami
complementari. In quest'ambito è molto gradita la collaborazione inter-professionale, per il bene del paziente.
Fonte: abcd-editions.com
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