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Discussione: Scuola di Naturopatia

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    Il dottor Salmanoff a questo proposito ha dichiarato:
    "Guardando senza preconcetti i processi vitali nell'organismo umano, con le sue reazioni biochimiche, la sua emo-dinamica adattata, calcolata, diretta, regolata, con i suoi innumerevoli fenomeni di diffusione, di osmosi, con le sue oscillazioni di equilibrio acido-basico, con la sua respirazione cellulare, i suoi riflessi incessanti, la sua regolazione corticale, ancora se ci si rende conto della costante fisico-chimica del protoplasma vivente, siamo obbligati ad accettare il vitalismo".

    Per il materialista, al contrario, i fenomeni vitali si riconducono ad una reazione fisico-chimica.

    Questa reazione sarebbe anche la sorgente della vita. Si comprende, però, male che due soggetti situati in circostanze simili (dunque in presenza degli stessi fenomeni psico-chimici), reagiscano in maniera differente, che due trattamenti non abbiano lo stesso effetto su due diversi individui.

    Ciò significa che ciascuno ha reagito con le proprie forze, in funzione di criteri personali; la forza vitale ha dato prova di scelta ed ha orientato il soggetto verso la reazione più favorevole al suo organismo in funzione del suo stato.

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    Questa facoltà di scelta e di decisione permette, oltre al fenomeno dell'auto-guarigione, di esplicare la ereditarietà, la crescita ed anche la malattia, allorché si considerino i sintomi di questa come dei "segnali d'allarme" inviati dal sistema nervoso vegetativo al sistema cerebro-spinale.

    Dove risiede questa forza vitale?
    E' difficile localizzare e materializzare questo concetto così sottile, ma sembra che questa forza risieda innanzitutto nelle cellule nervose e nella materia bianca del cervello.

    Affinché la forza vitale possa agire ed organizzare la difesa ed il mantenimento dell'organismo, è indispensabile che essa si trovi in un terreno sano, pulito e nelle buone condizioni create da un ambiente favorevole ed equilibrato.

  4. Registrato da
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    Il medico deve essere dapprima un filosofo e sapere quale è lo scopo profondo dove lo devono condurre le tecniche di cui dispone: questo scopo è la restaurazione, la consolidazione, la preservazione della forza vitale.

    La prima conseguenza fra vitalismo e naturopatia è che l'azione terapeutica del medico naturopata rivestirà sempre la stessa forma: è il principio dell'unità terapeutica, che trova giustificazione nel fatto che la malattia è una.

    Questa è "l'azione su tutta l'economia" del biologo Marchessau; non si curerà un sintomo, ma si migliorerà il terreno, per permettere alla forza vitale di manifestarsi pienamente.

    Il trattamento unico rivestirà tutte le sfumature e finezze per ogni caso, in ciò sta l'arte del naturopata.

    Fonte lifegate.it

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    Filosofia naturopatica

    (Pubblicato il 21-05-2002)

    I naturopati assolvono al duplice ruolo di terapisti e di educatori, per infondere una maggiore consapevolezza dei metodi terapeutici naturali: trattamento verso il malato e non verso la malattia.

    La realtà della Naturopatia è legata alla possibilità non solo di curare, ma anche di fare cultura.
    Nel curare si riprendono, con la Naturopatia, schemi di interpretazione della malattia e di risoluzione di essa per certi versi antichi e tradizionali ma anche "ecologicamente" nuovi ed adeguati alla armonia sia biologica che psichica della persona.

    La Naturopatia ha la caratteristica di possedere un fondamento metodologico, diagnostico e terapeudico totalmente autonomo e complementare alla medicina allopatica (ufficiale).

  6. Registrato da
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    Il suo approccio avviene tramite la cultura e la conoscenza delle medicine naturali, comprese anche quelle tecniche e arti sanitarie d'ordine più manuale, ed è verso il malato e non verso la malattia!

    Infatti, la Naturopatia si esprime come visione "cosmetologica" dell'uomo.
    Se si considera la visione di ri-armonizzare la persona secondo i suoi parametri naturali, evitando di "invadare" l'organismo con sostanze ed interventi che possano migliorare, da una parte, ma squilibrare dall'altra, e se si pone attenzione al significato della parola "cosmo", cioè ordine, ecco che la funzione di guarigione, come recupero e sviluppo dell'armonia psicofisica, è "cosmetica", nel senso anche che guarigione = bellezza, armonica = sanità, scorgendo così punti sempre più in comune con quella Medicina Estetica seria e completa.

  7. Registrato da
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    La Naturopatia, inoltre, si unisce sia culturalmente che operativamente alla visione antropologica della Medicina Psicosomatica.
    Si può dire che la Naturopatia è un'espressione della Medicina Psicosomatica come visione unitaria di Corpo e Mente, dell'uomo considerato come un unico evento energetico, psichico e somatico.

    Come la Medicina Psicosomatica riconosce nell'evento malattia, la metafora di un senso e di un progetto del Sé psicosomatico dell'individuo, così si può vedere come etimologicamente la parola Naturopatia derivi da "Pathos" cioè sentire, percepire, e "Natura", che deriva dal participio futuro del verbo nascor.

  8. Registrato da
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    Questo significa che il Naturopata, al di là della sua preparazione culturale e qualifica professionale, cioè di estrazione medica, o chiropratica, o di medicine naturali complementari, o riflessuologica, osteopatica o quant'altro, ha una grossa responsabilità nel rapporto clinico e psicosomatico col paziente, in quanto ha una funzione ermeneutica-interpretativa del senso della malattia come processo esistenziale, inserito nel progetto personalogico dell'individuo stesso.

    Il terapeuta naturopata quindi, oltre alla sua preparazione clinico-culturale di capire e conoscere il significato scientifico delle malattie, deve individuare il "senso" delle stesse nell'evenienza singola e irripetibile nel processo progettuale dell'esistenza di ogni singolo paziente.
    Ultima modifica di pippofranco; 20/12/2011 alle 15:47

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    Naturopatia: figlia di Arte e Scienza antica

    (Pubblicato il 21-05-2002)

    "Gli uomini cominciarono a filosofare quando, notando gli effetti, si accorsero di ignorare le cause"
    (Aristotele)


    Fin dalla sua comparsa sul pianeta, l'uomo ha da sempre cercato di dare risposte alle domande più inquietanti della esistenza e tra queste il perché della malattia, del dolore e del fine ultimo della vita stessa: la morte.

    Questi interrogativi, sebbene possano ad un'analisi superficiale sembrare di pertinenza eminentemente filosofica, hanno gettato le basi per una pratica che potesse, lei sola, allontanare "il maleficio" dalla persona sofferente.

  10. Registrato da
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    A chi, dunque, rivolgere le proprie attenzioni per trovare una cura in grado di allontanare le grandi sofferenze, fisiche e spirituali?

    L'ambiente circostante, la Natura dispensatrice di frutti prelibati e piante velenose, era l'unica in grado di offrire all'uomo rimedi aventi il magico potere di lenire le piaghe che affliggevano uomini, tribù e intere popolazioni.

    In quell'epoca antica, dove la musica sacra del tamburo accompagnava il rito della guarigione, tutta la realtà era permeata da uno spirito omnipervasivo che univa mondo fisico e mondo divino.

    Non vi era così distinzione tra il "mondo interiore" dell'individuo e la realtà circostante. Tutto era vivo e animato: gli eventi esteriori influenzavano il divenire dell'uomo e viceversa, gli sconvolgimenti dell'uomo influivano sull'ambiente fisico in un continuo e incessante interscambio tra le due parti, tra uomo e natura, tra uomo e divinità.

  11. Registrato da
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    In un tale contesto, è evidente, la cura diventava un momento intenso e pregno di sacralità dove solo il sacerdote-medico, l'unico in grado di comunicare con la divinità, era in grado di ristabilire l'equilibrio dell'individuo malato.
    La malattia, nell'assetto sociale-antropologico, era l'evento condiviso da tutta la comunità e la cura un intenso rituale che ne coinvolgeva tutti i membri.

    Su questi presupposti, legati ancora alla sfera del soprannaturale e del divino si celano le prime esperienze terapeutiche, popolate di rituali di guarigione, rimedi naturali e simboli archetipali.

    In questo mondo mitico, legato alla tradizione ed ad un "linguaggio formulaico", ancora lontano dal "Logos" proprio della scienza, si sono sviluppate sulle rive del Mediterraneo le grandi civiltà quali quella Egizia, Greca Latina senza dimenticare le prime Scuole di Medicina del Mondo Arabo (Avicenna).

    Ciascuna di queste, nel suo periodo di massimo splendore ha dato grandi contributi all'arte terapeutica, non possiamo, infatti, dimenticare i rituali di guarigione operati ad Epidauro in Grecia, i contributi dati alla Diagnostica e alla Terapia dai Medici Egiziani, da Galeno e da Avicenna.

  12. Registrato da
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    In questo mondo basato su un'idea unitaria di uomo, si inserirà il pensiero di Platone, prima e quello di Cartesio molti secoli dopo che andranno a distruggere per sempre l'antica armonia.

    Dalla divisione cartesiana tra "res extensa" e "res cogitans" si originerà irrimediabilmente il dualismo del pensiero occidentale.
    L'uomo non è più mediatore tra la sfera umana e la sfera divina, ma è separato, scisso in due entità che mai più potranno trovare conciliazione.

    A sancire questa rottura contribuirà l'Illuminismo che sancirà l'avvento della "Nuova Scienza" e con essa le scoperte "nuove" della Chimica, Microscopia ecc.., ponendo la visione pragmatica cartesiana come elemento fondamentale della Medicina.

    Si assiste così ad una definitiva separazione tra due mondi, tra arte e scienza.
    L'antica ars curandi, l'arte della cura si è da allora frazionata progressivamente in una sequenza di specializzazioni volte a ricercare nel "micro" la causa prima della malattia.

    Sebbene il progresso scientifico e tecnologico abbia raggiunto importanti traguardi in ambito diagnostico e preventivo, l'ossessiva ricerca dell'agente patogeno ha dimenticato l'essere umano nella sua totalità e la malattia come espressione di un suo disagio profondo.
    Ultima modifica di pippofranco; 20/12/2011 alle 15:47

  13. Registrato da
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    La scienza in naturopatia

    (Pubblicato il 03-12-2002)

    La filosofia vitalista ha dato vita ad una scienza ben definita: "l'umorismo" opposto al "solidismo" del materialista, come scienza degli umori.
    Gli umori sono costituiti dal sangue, dalla linfa e dai diversi liquidi intra ed extra-cellulari che rappresentano circa l'80-90 per cento del corpo umano, il restante 10-20 per cento si bagna in questi umori, attingendovi nutrimento e scaricandovi le proprie tossine.

    Da ciò si capisce l'importanza della situazione nella quale si trovano questi umori, essendo nel terreno organico l'origine di tutte le malattie, o meglio di tutte le forme che riveste la malattia, allorché esso sia intossicato :

    "la malattia è una e la sua causa è la presenza nell'organismo di sostanze estranee alla massa vitale utile"
    (Khune).

  14. Registrato da
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    L'umorismo è una scienza anzitutto sintetica e respinge automaticamente ogni analisi approfondita e dettagliata che rischierebbe di mascherare i fenomeni importanti (diagnostica dell'allopatico).

    Aristotele ha dichiarato : "non esiste scienza del particolare, non esiste scienza che del generale";
    e Platone: "bisogna cercare di guarire l'organo attaccandosi a tutto l'individuo".

    La sua tecnica: questa è il naturismo, vale a dire l'utilizzazione di metodi naturali o simili alla natura, per accendere, dirigere e/o controllare l'auto-guarigione aiutando la forza vitale, più o meno scarsa a causa dell'intossicamento umorale.

    Per questo la naturopatia dispone di dieci agenti naturali (o tecniche):

    gli alimenti (bromatologia)
    le piante (fitologia)
    i bagni (idrologia)
    gli esercizi (kinesologia)
    le mani (chirologia)
    i gas (pneumologia)
    i riflessi (riflessologia)
    i raggi (attivologia),
    i fluidi (magnetologia)

    Queste tecniche sono applicate nel contesto di ognuna delle tre cure naturopatiche in funzione di ogni caso:

    la cura di disintossicazione,
    la cura di rivitalizzazione,
    la cura di stabilizzazione.

  15. Registrato da
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    Avete ora una buona idea di ciò che è la naturopatia, rimane da approfondirla, ma bisogna soprattutto praticarla, in quanto il rispetto delle leggi biologiche è il garante più sicuro della salute, sia fisica che psichica.

    I liquidi o umori dell'organismo: questo è ciò che spesso viene anche definito terreno o ambiente.

    In una situazione di normalità, le operazioni di assimilazione e di eliminazione che si svolgono a livello cellulare, permettendo il mantenimento della vita, sviluppano tossine in quantità e qualità previste per essere eliminate facilmente.

    Questi scambi avvengono grazie ai liquidi bagnanti le cellule, alla loro composizione, alla loro mobilità, etc. Essi sono adattati alla necessità di portare nutrimento alle cellule e a quella di prendersi a carico i loro rifiuti.
    Poi la linfa e da ultimo il sangue, veicolano le tossine fino ai quattro grandi emuntori che sono: la pelle, i reni, il fegato con la sua vescicola biliare e l'intestino ed infine i polmoni.

  16. Registrato da
    07/12/2004
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    Il sangue si carica anche delle sostanze nutritive (fra cui l'ossigeno) e le raccoglie per permettere agli organi rispettivi di trasformarle, stoccarle e portarle ad ogni cellula, con l'intermediazione dei sieri extra-cellulari.
    La malattia dipende dal sovraccarico di questi umori in residui e tossine.

    Questo sovraccarico (o tossiemia) proviene esso stesso da metabolismi viziati nell'assimilazione/eliminazione cellulare e dalle scorie dell'apparato digerente (intestino).

    Se questo disturbo appare quando l'organismo umano non funziona nelle sue condizioni naturali, è perchè quest'ultimo manca di nutrimento (solido, liquido e gassoso), in qualità e quantità previste per le sue caratteristiche anatomiche (specifiche della specie) e circostanziali (in funzione del suo stato e delle condizioni esterne).

    Quali sono questi residui e queste scorie?
    Essi sono di due categorie: le colle ed i cristalli.
    Ultima modifica di pippofranco; 20/12/2011 alle 15:47

  17. Registrato da
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    21,524

    Cos'è la naturopatia?

    Cos'è la naturopatia? qualcuno me ne sa parlare?
    Mi sapreste dire se funziona o se è solo un palliativo?
    penso che il mio equilibrio psico-fisico sia squilibrato ma assumento una certa quantità di farmaci farei volentieri a meno di caricare fegato e reni ulteriormente...
    grazie a tutti quelli che vorranno riespondermi
    E ci sono lacrime di gioia e risate
    avvelenate, perché nulla é semplice...
    Paul Valéry

  18. tritratro Ospite

    Riferimento: Cos'è la naturopatia?

    io sinceramente non ne so niente però prima di cambiare un farmaco con prodotti naturali è meglio se chiedi al medico che te l'ha prescritto se può essere sostituito cosi

  19. Registrato da
    10/10/2007
    Messaggi
    21,524

    Riferimento: Cos'è la naturopatia?

    nooooooo non voglio cambiare nulla
    vorrei solo magari aggiungere qualcosa di naturale tutto quì
    E ci sono lacrime di gioia e risate
    avvelenate, perché nulla é semplice...
    Paul Valéry

  20. Registrato da
    07/12/2004
    Messaggi
    23,941

    Riferimento: Cos'è la naturopatia?

    Sofix, ho unito il tuo messaggio a questa discussione già esistente.
    Qui di informazioni ce ne sono già parecchie, se vuoi incominciare a leggere per darti un'idea, poi si può eventualmente discuterne ancora.

  21. Registrato da
    10/10/2007
    Messaggi
    21,524

    Riferimento: Scuola di Naturopatia

    grazie anna non mi ero accorta
    E ci sono lacrime di gioia e risate
    avvelenate, perché nulla é semplice...
    Paul Valéry

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