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Discussione: Medicina ortomolecolare – Micronutrizione - Nutrigenomica

  1. Registrato da
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    Gli esami ortomolecolari di laboratorio

    Un paziente può essere malato pur presentando dei valori normali negli esami di laboratorio standard.

    Gli esami di laboratorio standard rivelano troppo tardi, e a volte mai, le diversità metaboliche avvenute. Perciò gli esami ortomolecolari di laboratorio rappresentano un grosso passo in avanti e un notevole ampliamento delle possibilità diagnostiche del medico.

    Le differenze metaboliche, gli stati di carenza e le situazioni di disturbo, spesso possono venire riconosciute ancora prima della loro effettiva manifestazione in una malattia.

    Si può dunque affermare che le analisi ortomolecolari sono utili al medico non solo per una mirata terapia individuale ma anche come efficiente strumento di precoce prevenzione.

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    Medicina ortomolecolare – Micronutrizione - Nutrigenomica
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    La differenza fra la prevenzione convenzionale e quella ortomolecolare

    Prevenzione convenzionale:
    Diagnosi precoce di una malattia, vaccinazioni, protezione contro gli incidenti, difesa da tossicodipendenze

    Prevenzione ortomolecolare:
    Mantenimento della salute e dell’equilibrio del metabolismo.
    Insieme ai consigli dietetici, la somministrazione mirata di sostanze nutrizionali ortomolecolari può ridurre notevolmente il rischio di future malattie.

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    I vantaggi offerti dagli integratori ortomolecolari

    Per lo sviluppo dei prodotti ortomolecolari si preferisce scegliere quelle sostanze necessarie alla salute che generalmente sono presenti nel nostro organismo e nei cibi sani.
    Nella preparazione delle sostanze nutrizionali ortomolecolari si cerca di evitare, dove ciò è fattibile, l’utilizzo di elementi estranei all’organismo.

    Inoltre, non bisogna dimenticare che in un prodotto di sostanze nutrizionali i vari elementi devono essere presenti in un rapporto equilibrato e sinergico tra loro, così da corrispondere alle necessità fisiologiche dell’organismo.

    Per es. calcio e magnesio dovrebbero essere in un rapporto di ca. 2-3:1;

    oppure lo zinco e il rame in un rapporto di almeno 5-6:1.

    Prodotti squilibrati assunti per lungo tempo possono sbilanciare il metabolismo o portare a un diminuito assorbimento di altre sostanze nutrizionali.
    I prodotti ortomolecolari rispettano, in generale, queste relazioni fra gli elementi».

    Fonte: Fondazione per lo Sviluppo della Medicina ortomolecolare e della Micronutrizione di Rapperswil in Svizzera
    Link all'autrice: Evoluzioni
    http://www.laleva.cc/cura/med_ortomo...l#Anchor-14210

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    Infelice Lo stress del nostro scontento

    Avere, al momento, molto da fare non è considerato stress, ma essere senza lavoro è, al contrario, un vero e proprio stress.

    Stress è quella situazione che ci mette sotto tensione e a cui non possiamo sfuggire, o per cui non riusciamo a trovare nessuna via d’uscita. Questo essere sotto tensione non è causa di disturbo ‘solo’ per il nostro equilibrio psichico, ma anche per il nostro equilibrio fisico.
    Questa tensione si rivela in sottili cambiamenti chimici che avvengono nel nostro organismo.

    Gli psico-neuro-immunologi hanno evidenziato che ogni pensiero del nostro cervello determina delle vere e proprie trasformazioni chimiche nel nostro corpo e, per questo, è ben lecito affermare che, effettivamente, ci si può ‘rodere a morte’! Lo stesso succede con lo stress.

    Lo stress si verifica innanzitutto nella nostra psiche. È una situazione che disturba enormemente il nostro equilibrio, le reazioni a questo disagio possono essere:

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    • tensione muscolare
    • pressione alta
    • frequenza cardiaca accelerata
    • aumento dell’ormone dello stress: l’adrenalina
    • indebolimento del sistema immunitario
    • allergie di varia natura
    • Herpes (la febbre sulle labbra o nel naso)
    • disturbi digestivi vari
    • nervosismo e difficoltà a concentrarsi
    • depressione

    Questi disturbi hanno la tendenza a diventare cronici e la loro origine non sta tanto in un funzionamento ‘difettoso’ dell’organismo, bensì in una situazione di tensione.
    Qualsiasi situazione in grado di arrecare tensione per il fatto che non si vedono soluzioni possibili, è fautrice di stress e, il nostro organismo comincia, in risposta, a sviluppare la malattia.

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    Non bisogna combattere i sintomi

    È inutile accanirsi con dei medicinali ad alleviare il disagio di questi sintomi, bisogna invece affrontare la causa. Lo scopo è quello di riconoscere la causa e trovare quindi la soluzione possibile.

    Nel caso che questo stato di stress sia diventato uno stato cronico, non è più sufficiente affrontare la situazione solo da un punto di vista psicologico, perché ora l’organismo ha di sicuro innescato dei meccanismi autodistruttivi.

    Il metabolismo, dopo aver subito per un lungo tempo la tensione causata dallo stress, ha cominciato a cedere e ora necessita di aiuto. Vediamo cosa.

    • Contro la pressione alta si potranno assumere delle capsule di grassi acidi essenziali (EPO e EPA). Quelle ortomolecolari derivano dal grasso di alcuni pesci di mare.

    • Contro la stanchezza, il nervosismo, l’irritabilità, la difficoltà a concentrarsi si potranno assumere le vitamine del gruppo B.

    • Per rafforzare il sistema immunitario che mostra il suo indebolimento con reazioni allergiche si potrà assumere molta vitamina C, lo zinco e la vitamina A, E e quelle del gruppo B.

    • Contro la tensione muscolare, così pure nei disturbi cardiaci e di circolazione si potranno assumere il magnesio, il calcio e il potassio.

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    Alimenti contro lo stress

    Cereali integrali - che contengono le vitamine del gruppo B.

    Verdura e frutta fresca - che contengono la vitamina C e i minerali.

    Prodotti caseari e uova - che contengono la vitamina A ed E.

    Noci, oli spremuti a freddo - che contengono gli acidi grassi essenziali omega 6 (EPO).

    Carni da animali sani - che contengono il ferro.

    Pesce - che contiene i grassi acidi essenziali omega 3 (EPA).

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    Comprendere lo stress

    Anche voi siete una di quelle persone che al mattino si sente più stanca di quando è andata a dormire?
    Oppure che soffre di cambiamenti d’umore, di stanchezza quasi cronica, insonnia, depressione, mal di testa, disturbi digestivi?
    Ebbene, questi sono tutti sintomi da stress.

    Forse il troppo lavoro, forse la troppa fretta, forse i problemi personali... tuttavia lo stress è determinato da molti altri fattori come l’inquinamento a cui siamo sottoposti, la cattiva alimentazione (checché dica la pubblicità che proclama come cibi naturali proprio quelli che sono invece industriali!), la crescita, le malattie, un sonno disturbato, grande attività fisica o mentale, il fumo, l’alcol, gli intossicanti, le diete dimagranti, la gravidanza...

    Insomma, tutto ciò che disturba l’equilibrio può essere percepito dalla nostra psiche come fattore di stress.
    Tutte le situazioni di stress richiedono una maggiore dose di elementi nutrizionali, cioè vitamine, minerali e oligoelementi.
    È importante intervenire dunque prima che queste carenze determinino, nel tempo, delle vere e proprie patologie.
    (Da Nuova Era & meditazione n. 33)


    Fonte: Fondazione per lo Sviluppo della Medicina ortomolecolare e della Micronutrizione di Rapperswil in Svizzera
    Link all'autrice: Evoluzioni

  10. Registrato da
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    QUALI SONO I PRINCIPI CHE RENDONO VALIDO E TOTALMENTE BENEFICO UN PRODOTTO?

    • Ci sono alcune vitamine che, se di sintesi, presentano una catena chimica diversa da quelle naturali.
    Se si introducono vitamine dalla struttura chimica differente, l’organismo non le riconosce come ‘amiche’. Invece, per le vitamine naturali si è riscontrata una capacità di assimilazione del 50% superiore a quella in risposta a prodotti di sintesi (come normalmente sul mercato).

    • Un altro punto sui cui bisogna fare attenzione è l’abitudine di aggiungere eccipienti, per dare gusto e colore. Queste sostanze non sono mai state dichiarate benefiche per l’organismo!

    • L’ultimo fattore importante è che le sostanze nutrizionali, per essere veramente efficaci e positive, necessitano di essere presenti in quantitativi adeguati e soprattutto sinergici tra loro.

    L’assunzione di prodotti il cui equilibrio fra gli elementi non è stato giustamente calibrato produce, nel tempo, degli squilibri metabolici dannosi all’organismo.

    L’individuo che tiene alla propria salute dovrà vedere di acquistare dei prodotti che gli offrano tali garanzie.
    Negli ultimi anni, grazie alla più stretta collaborazione con alcuni nutrizionisti americani, si sono approfondite le ricerche in questo ambito che, oggi, si preferisce definire con un termine più semplice: ‘Micronutrizione’.

  11. Registrato da
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    COSA SIGNIFICA MEDICINA ORTOMOLECOLARE?

    La medicina ortomolecolare è da intendersi come disciplina integrativa alla medicina accademica e a quella complementare.
    Si basa infatti su delle premesse scientifiche derivanti dalla medicina e dalla biochimica.

    Medicina ortomolecolare significa preservare la salute e curare le malattie modificando la concentrazione delle sostanze essenziali per la salute, che generalmente sono presenti nel corpo umano.

    Ogni organismo ha un fabbisogno individuale soggettivo di sostanze nutritive essenziali. Questo fabbisogno deve essere coperto affinché l’individuo possa mantenere la salute o recuperare da una malattia.

    Quando, il suddetto fabbisogno di sostanze essenziali, non viene totalmente garantito dall’alimentazione, si verificano fenomeni di carenza. Ogni carenza di oligoelementi, sostanze minerali, vitamine, acidi grassi essenziali e aminoacidi, prima o poi, conduce all’insorgere di vere e proprie patologie.

  12. Registrato da
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    Alla base della medicina ortomolecolare c’è sempre la ricerca delle cause che hanno portato all’insorgere della malattia, e un’analisi globale della situazione metabolica individuale della persona presa in esame.

    È molto raro che sia soltanto ‘una’ la causa che sviluppa l’intero quadro clinico. Bisogna dunque essere in grado di prendere in considerazione non solo le influenze biochimiche derivanti dal tipo di alimentazione e dalle sostanze nutrizionali così introdotte, ma anche le interazioni che si sviluppano nel soggetto dal contatto con l’ambiente.

    Determinanti sono infatti le situazioni di stress fisico e psichico, l’ambiente familiare e di lavoro, le abitudini di vita e le predisposizioni genetiche.

    Fonte http://www.laleva.cc/cura/med_ortomolecolare2.html

  13. Registrato da
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    LE SOSTANZE NUTRIZIONALI - GLI STRUMENTI DELLA MEDICINA ORTOMOLECOLARE

    Alle sostanze nutrizionali appartengono le vitamine, le sostanze minerali, gli oligoelementi, gli aminoacidi e gli acidi grassi essenziali.

    Essi sono assolutamente necessari alla conservazione della vita e della salute.
    Il corpo li ricava dagli alimenti o dai supplementi nutrizionali poiché non è in grado di produrli da solo.
    Attualmente sono 45 le sostanze nutrizionali considerate essenziali.

    Di alcune sostanze l’organismo ne necessita solo una quantità minima, tra queste alcune vitamine e gli oligoelementi, che vengono indicati come micro-sostanze nutrizionali.

  14. Registrato da
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    COME AGISCONO LE SOSTANZE NUTRIZIONALI NELLA PREVENZIONE E NEL TRATTAMENTO DELLE MALATTIE?

    Una sostanza nutrizionale può curare una malattia in corso, o prevenirne una futura, grazie anche alla stimolazione del metabolismo cellulare che permette ai tessuti di mantenersi sani.

    Chi, per esempio, in età adulta inizia in tempo ad assumere una giusta quantità di calcio, prendendo - come supplemento ad una sana e bilanciata alimentazione - un’aggiunta di sostanze nutrizionali contenenti calcio, magnesio e vitamina D, stimola nel suo organismo uno scambio ottimale di minerali nelle ossa.
    Ciò contribuisce a mantenere la struttura ossea coesiva e resistente, e a diminuire il rischio di osteoporosi e di fragilità.

    Lo stesso accade con l’assunzione di vitamina B6 che, presa come supplemento, migliora le funzioni delle cellule immunitarie, migliorando a loro volta la resistenza alle infezioni.

  15. Registrato da
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    PERCHÉ PREFERIRE LE SOSTANZE NUTRIZIONALI ORTOMOLECOLARI AI MEDICINALI CLASSICI.

    Il professor R.J. Williams, un chimico americano che scoprì due vitamine (l’Acido Pantotenico e l’Acido Folico), fu uno dei «padri» fondatori della medicina ortomolecolare.

    Egli introdusse una severa differenziazione dei medicinali in due tipi:
    - al primo appartengono quei medicinali che sono estranei all’organismo e che non si possono trovare nell’alimentazione naturale, che, tuttavia (spesso attraverso gli esperimenti condotti secondo il principio della casualità, quindi attraverso tentativi) si sono rivelati abbastanza validi nel trattamento delle malattie.
    Questi vengono definiti «medicamento estraneo all’organismo».
    L’Aspirina, la penicillina e i tranquillanti appartengono a questi tipi di medicinali.

    - Al secondo tipo appartengono le sostanze nutrizionali che sono presenti nel nostro corpo e che possono essere reperiti dall’alimentazione. Vengono definiti «medicamento proprio dell’organismo» .
    Sostanze nutrizionali come le vitamine e i minerali, appartengono a questo gruppo.

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    Il pensiero fondamentale della medicina ortomolecolare afferma che il trattamento di una malattia, con degli effetti a lunga scadenza sulla salute, lo si ottiene attraverso la modificazione della concentrazione di precise molecole già presenti nell’organismo.

    Ciò può avvenire attraverso la corretta alimentazione (quindi tralasciando tutto ciò che è nocivo all’organismo), e attraverso l’assunzione di megadosi di vitamine, minerali, oligoelementi, aminoacidi e oli insaturi.”

    In modo particolare Pauling cercò di dimostrare l’efficacia di una corretta assunzione di megadosi di vitamine nella prevenzione e nella terapia.
    I suoi studi lo portarono ad approfondire gli effetti antiradicali dell’acido ascorbico (la vitamina C) e delle vitamine liposolubili A ed E nella stimolazione del sistema immunitario.

    Fonte http://www.laleva.cc/cura/med_ortomolecolare2.html
    Ultima modifica di anna1401; 11/06/2010 alle 15:39

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    Cool Il respiro dell’Everest… nella medicina ortomolecolare

    Tratto da:
    Medicina Naturale (ed.Tecniche Nuove); n°3 maggio 2007
    intervista con il prof Adolfo Panfili di ritorno dalla spedizione hymalayana presso il laboratorio Piramide più alto del mondo.
    - La medicina ortomolecolare vola in alta quota per studiare l’invecchiamento cellulare e cogliere dagli effetti dell’ipossia elementi utili alle capacità di adattamento dell’essere umano.


    Vivere bene, vivere più a lungo, vivere meglio. Orizzonti di una medicina che intende curare l’uomo nella sua globalità, secondo un concetto di salute che non è solo assenza di malattia, ma armonioso stato di benessere.
    Una condizione di equilibrio biochimico e psicosomatico in cui l’organismo umano si riconosce seguendo i principi di un vivere sano: una corretta alimentazione/idratazione, un adeguato movimento e un calibrato rapporto con l’ambiente circostante.

    È questa l’anima della medicina ortomolecolare, disciplina integrativa alla medicina accademica e a quella complementare a cui il prof. Adolfo Panfili, Presidente onorario dell’A.I.M.O. (Associazione Internazionale di Medicina Ortomolecolare) insieme alla dottoressa Valeria Mangani, dedica il suo impegno in studi di livello internazionale.

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    Definire ‘elevata’ la sua esperienza, non è solo un aggettivo, considerando l’attività svolta a 5050 metri di quota, nella Valle del Khumbu, ai piedi del versante nepalese dell’Everest, nel Laboratorio - Osservatorio Internazionale Piramide.

    Gestita dal Comitato Ev-K²-CNR insieme alla Nepal Academy of Science and Technology (NAST), la Piramide ha dato vita a 520 missioni scientifiche, con la partecipazione di 220 ricercatori afferenti a 143 diverse istituzioni scientifiche provenienti da varie nazioni e impegnati in diversi campi di studio.

    Tra questi, anche la medicina e la fisiologia con test mirati agli effetti dell’ipossia sull’organismo umano e alle sue capacità di adattamento.
    È in quest’ottica che il dr. Panfili ha portato la sua testimonianza scientifica alla terza conferenza internazionale su “Gravità e il sistema cardiovascolare”, organizzata dall’I.N.R.C (Istituto Nazionale per la Ricerca Cardiovascolare) e il CSV (Centro Sperimentale Volo) Reparto Medicina Aeronautica e Spaziale presso il CNR di Roma.
    Occasione d’incontro questa, che ci ha permesso di conoscere i ‘segreti’ della longevità fra le popolazioni che vivono alle pendici dell’Everest, chiarendo qual è il vero anti-age per l’essere umano.

  19. Registrato da
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    Domanda: Prof. Panfili, oggi si parla tanto di antiage, ma aldilà delle tendenze, quali sono i parametri della longevità cui la ricerca medica ortomolecolare fa riferimento, avvalendosi anche di studi eseguiti ad alta quota?

    Risposta
    : È ormai dimostrato dagli inizi del 1900 che vivere a quote superiori ai 3000 metri sviluppa delle risposte fisiologiche atte alla sopravvivenza all’alta quota, in particolare vi è: - sensibilissimo innalzamento del numero totale di globuli rossi;
    - notevole aumento dell’emoglobina;
    - notevole incremento dell’eritropoietina e dell’ematocrito;
    - progressivo adattamento finalizzato a rendere possibili sforzi ad alte quote come se si stesse al livello del mare.

    Attualmente nel mondo più di 13 milioni di persone vivono ad altitudini comprese tra i 3000–5000 metri sopra il livello del mare.
    La Pressione Parziale di Ossigeno a queste altitudini è molto più bassa di quella riscontrabile in un ambiente normo-barico e corrisponde a 14.5 – 11% O2 rispetto al livello del mare.

    Residenti in alta quota mostrano usualmente oltre a ben note caratteristiche fisiologiche, maggiore longevità, aumentata vitalità e minor incidenza di malattie croniche e degenerative.

  20. Registrato da
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    Domanda :Come si spiega questo?

    Risposta: All’esordio degli studi epidemiologici sugli adattamenti all’alta quota si tendeva a considerare tutto ciò come la conseguenza di migliorate condizioni ecologico-ambientali, assenza di inquinamento e minor stress sociale, ma ben presto divenne chiaro il fatto che fosse l’ipossia stessa a stimolare una serie di adattamenti cellulari confluenti in un netto incremento del livello di salute.

    Domanda : Dove ha constatato maggiormente queste caratteristiche?

    Risposta: In regioni montane come quelle dell’Hindu Kush – Karakorum – Himalaya (HKKH), in Nepal, Tibet e Bhutan, dove l’alta longevità è intesa non solo in termini di sopravvivenza, ma di attivo benessere (negli altipiani del Khumbu alla base dell’Everest, non è difficile trovare trisnonni che ancora lavorano nei campi).
    Noi come associazione di Medicina Ortomolecolare, ci siamo da tempo impegnati nello studio dei parametri che regolano l’invecchiamento cellulare e che sono riconducibili a tre fattori principali:
    - alimentazione,
    - idratazione
    - quota.

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    Quando parliamo di quota parliamo di popolazioni che sono abituate a vivere in un ambiente dove la saturazione d’ossigeno è più bassa, perciò l’organismo attraverso l’evoluzione e l’adattamento ha finito per creare una performance ambientale ideale dal punto di vista cardiovascolare.

    Un fenomeno, quello della carenza di ossigeno, che si verifica naturalmente in alta montagna, creando quindi le condizioni di un vero e proprio ‘laboratorio’ di ricerca medica, con volontari sani, in cui possono essere seguite 24 ore al giorno le conseguenze dell’ipossia sul corpo umano come fenomeni alla base dell’invecchiamento.

    Ipossia è sinonimo di vecchiaia... In un certo senso se si riesce a comprendere bene il meccanismo fisiopatologico dell’ipossia si può riuscire ad affinare meglio la conoscenza scientifica sull’ageing.
    Tutti sappiamo che l’ossigeno è fondamentale per la vita.
    Nessuna cellula potrebbe sopravvivere a lungo senza il giusto apporto di ossigeno, pochi minuti di assenza di ossigeno possono determinare un danno grave o addirittura irreparabile a carico del cervello.

    L’ipossia gioca un ruolo importante nella patogenesi delle maggiori cause di mortalità quali l’ischemia cerebrale, miocardica, le patologie cardiache e polmonari croniche, il cancro e l’invecchiamento in generale. L’ipossia tra l’altro è una condizione presente nelle persone affette da obesità grave, diabete e sindrome metabolica.

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