La mente vaga, in modo casuale e incosciente. Soprattutto si ribella al nostro tentativo di soffermare la sua attenzione su un solo fenomeno.
Come rispondere davanti a questa antipatica situazione?
Assolutamente senza opporsi al problema.
Assolutamente senza tentare di eliminare il fenomeno distraente, mettendolo a tacere a forza di colpi di volontà.
Non va rigettato qualcosa che fa parte della nostra macchina mentale: va invece osservato, riconosciuto.
Attraverso il riconoscimento, l'oggetto osservato si assesterà.
Quindi, in questi casi, spostiamo la nostra consapevolezza dall'osservazione del respiro all'oggetto distraente: un pensiero, un ricordo, una sensazione fisica, un giudizio, una fantasticheria, ecc.
Questo oggetto, una volta posto sotto l'osservazione della consapevolezza, quasi come ghiaccio al sole, si liquefarà, si svuoterà.
Come qualsiasi fenomeno, ha avuto il suo inizio, il suo picco e il suo termine. A questo punto potremo tornare, con la nostra consapevolezza, al respiro.
FONTE: http://www.lameditazionecomevia.it/meditare.htm
segue..
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