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Discussione: Meditazione

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    A cosa serve la meditazione

    Il suo funzionamento è dovuto a quello che accade al nostro cervello quando la mente smette di chiacchierare.
    Le onde cerebrali in stato di meditazione cambiano frequenza e approdano a ritmi più blandi, associati con stati di benessere, rilassamento e fenomenologie paranormali o estasi mistiche.
    Il nostro sistema cerebrale una volta liberato dalla costante produzione di pensieri, modifica la sua attività e permette di raggiungere stati alterati di coscienza.

    Ma perché è così importante raggiungere queste possibilità?
    Al di fuori delle vette mistiche, accessibili solamente a chi la pratica da anni, la meditazione è uno strumento per rilassare la mente e di conseguenza il corpo, per permettere al nostro organismo di funzionare meglio, di guarire meglio, di migliorare le sue prestazioni.
    Ricerche scientifiche fatte su praticanti di meditazione dimostrano un miglioramento psicofisico generale.

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    Come si fa a meditare

    Come dicevo, esistono decine di tecniche. Ogni tecnica in genere è incentrata su qualcosa, legato ai nostri 5 sensi.
    Questo perché i sensi vengono sfruttati al fine di raggiungere uno stato di vuoto mentale.
    Esistono allora tecniche incentrate sull'ascoltare un suono (spesso vengono usati i Mantra che sono dei suoni con un particolare potere vibratorio), oppure guardare un oggetto, visualizzare della luce, danzare, concentrarsi su un punto, una parola, un concetto.

    Sono tutti escamotage per iniziare a ridurre il flusso dei pensieri in modo che siano più gestibili, al fine poi di interromperli completamente.
    In realtà si può meditare facendo qualunque cosa, lavando i piatti, passeggiando, ascoltando la musica.
    Basta staccare la mente e concentrarsi sul momento, sul qui e ora, su ciò che si fa senza girovagare coi pensieri.

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    Cosa accade durante la meditazione

    Generalmente per prima cosa si sperimenta la difficoltà di non pensare a niente. Siamo talmente ossessionati dai nostri pensieri, che separarcene ci sembra una tragedia.
    Eppure se si riesce con costanza a praticarla quotidianamente, si vede come giorno dopo giorno sembra più semplice arrivare ad uno stato di quiete.

    Anche se i pensieri non si fermano, però rallentano notevolmente, e a volte ci vengono regalati degli istanti di pura pace. Questo è dovuto anche al differente scorrere dell'energia nel nostro corpo.
    Generalmente la mente con i suoi pensieri assorbe gran parte dell'energia che scende in noi dall'alto.

    Bloccando i pensieri, questo flusso energetico inizia a riempire il nostro corpo sottile e inizia ad attivare i chakra lungo il percorso. Per questo la meditazione è uno strumento evolutivo così potente, perché ci trasforma dall'interno consentendo al nostro organismo di accedere ad un potenziale segreto.

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    Tecniche di meditazione

    La RESPIRAZIONE

    E' considerata una delle tecniche principali della meditazione. Questo perché la mente segue il respiro, e se proviamo a trattenerlo per un attimo vediamo che anche i pensieri si fermano.
    Allora imparando a controllare la respirazione diventa possibile anche controllare la mente.
    Esistono decine di tecniche legate solo alla respirazione. Una delle fondamentali è l'osservazione del respiro.
    Semplicemente concentrarsi sul suo ritmo, sul suo andare e venire dell'aria, respirando profondamente con l'addome.
    E' importante mantenere sempre il corretto allineamento della spina dorsale durante tutti i tipi di mediazione da seduti.

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    La VISUALIZZAZIONE

    E' uno strumento efficacissimo perché occupa la mente e la fa concentrare sulla sua capacità di immaginazione.
    L'immaginazione è una capacità divina che è innata in noi, non a caso questa è una delle tecniche più potenti.

    Anche qui ne esistono di diverso genere, ma una interessante è visualizzare una luce dorata che scende dall'alto e man mano riempie il nostro corpo, inondandolo.
    L'immagine qui sotto rappresenta (vedere nella pagina - Mandala ) un mandala particolare.

    In realtà è un circuito energetico che innalza gli ordini di energia. Fissandolo per un po' nel suo centro si potrà avvertire una strana sensazione nel terzo occhio, niente di preoccupante, sono energie congeste che si sciolgono.
    di una luce benefica, salutare e rilassante. Il tutto accompagnato da una respirazione calma e profonda.

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    L'ASCOLTO

    può diventare uno strumento utile perché si può fare in qualunque circostanza. Anche nel traffico. Mettiti in ascolto dei suoni intorno a te, non importa se siano belli o brutti.
    Chiudi gli occhi e entra dentro queste onde sonore, ascoltane la variazione di intensità, di ritmo, di timbro.
    La ricchezza dei suoni è un panorama che spesso dimentichiamo. Chiaramente meglio ancora se ascolti una musica che ti ispira. Concentrati solo su essa e cerca di non pensare ad altro. Sentirai un balsamo dolce riempire il tuo cuore.


    MEDITARE IN MOVIMENTO

    può essere utile per chi non ha voglia di restare fermo in posizioni scomode a lungo.
    Osho ha creato molte meditazioni dinamiche proprio con questo scopo, coinvolgere chi ha voglia di esprimere con il corpo le proprie sensazioni. Sono suddivise in fasi accompagnate da una musica, e alla fine una fase di silenzio per raccogliere la sensazione di pace dopo tanto movimento.


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    I MANDALA

    sono dei disegni di origine tibetana usati per praticare la meditazione.
    La loro simbologia e ricca e complessa ma il loro significato è quello di mettere in relazione il centro con la periferia.
    Noi troppo spesso viviamo nello strato superficiale delle cose, e perdiamo di vista il nostro centro. Meditare su un mandala vuol dire proprio questo, recuperare la coscienza del nostro centro.

    Trova un momento tranquillo della tua giornata.
    Mettiti a fissare il centro di questo disegno.
    Respira in maniera ampia e distesa.
    Dimenticati di tutto ciò che ti circonda e rivolgi l'attenzione al tuo centro. Immagina di entrare dentro in profondità di te stesso, come un flusso della corrente che ti trascina.
    Può essere il cuore, la testa, l'ombelico, non importa quale sia il punto preciso del corpo.
    Sarai tu a capirlo quando ci entrerai.
    Lasciati andare alla sensazione di benessere che provi, senza aspettare che nulla di particolare accada.
    Sii semplicemente cosciente di ciò che avviene.



    ALCUNI CONSIGLI


    - Quando un pensiero si affaccia, osservalo, e lascialo andare.
    - Cerca di essere costante e praticare sempre agli stessi orari.
    - Crea un tuo spazio personale per la meditazione, dove sei sicuro di non essere disturbato.
    - Crea un tuo rituale che ti faciliti la meditazione: usa incenso, un vestito particolare, una candela.

    FONTE: Mandala

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    La pratica della meditazione e la rivoluzione della coscienza

    (i Mario Thanavaro)
    tratto da www.superzeko.net

    La pratica della meditazione è uno strumento che ci viene offerto per potenziare la nostra capacità di visione.
    L'attività del meditare, propria del nostro cuore-mente, impegna tutte le facoltà spirituali, non solo quelle intellettive o pratiche.
    Comunemente, con questa parola si intende la capacità cosciente di cogliere il senso profondo di quanto avviene al nostro interno.

    Meditare non significa dunque semplicemente pensare, ma essere presenti all'evento del pensiero. Questa presenza si può paragonare a un riflettore, a un fascio luminoso che illumina un particolare aspetto del tema che vogliamo trattare, considerandolo ed elaborandolo.
    Questa attenzione al pensiero come evento interiore, alla scoperta dei grandi temi dell'uomo, ci permette di riconoscere una parte di qualcosa che va al di là della nostra volontà.

    Se per la pratica della concentrazione è necessaria, e a volte sufficiente, la volontà per poter essere presenti e concentrati sull'oggetto concentrativo, nella pratica della meditazione viene richiesto un maggiore rilassamento di questa volontà, e quindi una maggiore capacità di accoglienza.

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  10. Registrato da
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    Nella pratica meditativa avviene qualcosa di molto grande, di molto vasto: avviene una vera liberazione interiore. Infatti, ogni volta che diamo spazio al pensiero, ogni volta che notiamo la coscienza nel suo molteplice manifestarsi, ecco che portiamo all'unità quell'interiorità nascosta che cerca la luce, che vuole essere illuminata, che necessita di essere compresa all'interno dell'uno.
    Abbiamo tutti bisogno di molta umiltà nell'accogliere i nostri eventi interni e il nostro pensiero, perché nella misura in cui permettiamo ai pensieri di fluire siamo effettivamente in grado di esserne liberi.
    Ma se non permettiamo questo fluire, nella sua alternanza di positivo-negativo, bene-male, finiamo per demonizzare persone e oggetti, e creiamo al nostro interno un vero conflitto tra bene e male.

    La meditazione è un valido strumento per la conoscenza profonda di se stessi. Ma le pratiche meditative fanno parte di un corpo molto più vasto di insegnamenti, senza i quali la pratica meditativa può rimanere inefficace.
    La meditazione non deve ridursi a semplice tecnica, perché riflette uno stato di coscienza pregno delle conoscenze dei grandi maestri di tutti i tempi, appartenenti alle vere tradizioni di ricerca spirituale.

    Potremmo dire che la meditazione è il corretto atteggiamento nei confronti della vita stessa, e non è quindi riducibile a una tecnica o a una postura fisica, perché se così fosse escluderemmo gran parte delle esperienze che costituiscono il nostro vivere quotidiano.

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  11. Registrato da
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    Se abbiamo chiaro questo punto, possiamo avvicinarci alle pratiche meditative con una impostazione corretta, riconoscendo nelle pratiche un apporto valido, e per molti aspetti indispensabile, al fine di correggere la nostra percezione degli eventi.
    Possiamo avvicinarci alla pratica meditativa considerando il nostro corpo come un apparecchio radiofonico.
    Nel corso della giornata il nostro apparecchio psicofisico, proprio come una radio, è in grado di ricevere diverse esperienze, di sintonizzarsi su diversi programmi.

    Queste esperienze vengono vissute come sensazioni, emozioni, stati mentali. Sintonizzarsi correttamente su queste esperienze significa essenzialmente prendere coscienza di quello che ci sta accadendo, essere pienamente consapevoli dell'oggetto osservato.

    In altre parole, la nostra capacità di ascolto oggettivo del programma che stiamo percependo ci permette di conoscere la natura degli eventi così come si manifestano, secondo le cause e le condizioni che li determinano.
    Ciò che avviene nella nostra vita è determinato e al tempo stesso determinabile.

    Questa comprensione ci permette di liberarci dalla convinzione assai diffusa che le cose siano predeterminate, dalla credenza che siamo vincolati a un destino.
    La corretta comprensione della sequenzialità, della relazione di causa ed effetto ci permette di riconoscere una possibilità che sta a noi cogliere momento per momento: la possibilità di essere liberi.

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  12. Registrato da
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    Non possiamo relegare questa possibilità nel futuro, e non possiamo nemmeno compiangerci per non essere ancora illuminati.
    Dobbiamo assumerci la responsabilità di convogliare tutte le nostre forze perché nel momento presente si attui una vera rivoluzione della coscienza, realizzando pienamente ciò che siamo: esseri di luce in grado di ricevere luce e di trasmetterla.

    Anche se esistono parole diverse per descrivere questo stato di coscienza (libertà, verità, amore), indicano tutte un'unica capacità: la capacità di vedere chiaramente, di conoscere chiaramente e di esprimere chiaramente. Vedere, sentire, conoscere, esprimere sono proprietà della coscienza, ed è sui principi della visione profonda che possiamo esprimerci pienamente.

    La pratica meditativa è lo strumento per far sì che questa visione profonda non venga mai meno e perché si manifesti la chiarezza necessaria a essere nella vita al di là del dualismo che la caratterizza a livello sensoriale.

    Il nostro percorso si svolge all'interno della nostra esperienza psicofisica, ma ci porta alla sviluppo delle nostre potenzialità per passare da uno stato di semplice sensorialità allo stato di multi-sensorialità, ampliando le nostre percezioni ed esprimendoci pienamente secondo coscienza, secondo l'amore.

    In che modo? Prima di tutto, portando l'attenzione al corpo, in quanto il corpo costituisce il primo ricettacolo della vita.

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    Questa accensione di vita avviene quando i due gameti si incontrano e vanno a costituire la prima cellula, che dividendosi danno inizio a un processo in cui scorre una verità profonda.

    È la verità dell'intrinseca unità presente in ogni cosa, e che pur trascendendo la materia si esprime in ogni piano della materia.
    Sul piano dell'evoluzione fisica c'è dunque una continua ricerca per ristabilire l'unità apparentemente perduta.

    Sul piano dell'introspezione, ognuno di noi cerca di riportare la mente ad uno stato di unità, ad uno stato di pace, di integrazione profonda di tutti gli elementi che costituiscono la persona.
    Ecco allora che corpo, energia e mente, qualora armonizzati e vissuti in piena consapevolezza, diventano i canali dello spirito.

    Il lavoro meditativo vuole essere essenzialmente questo: fare del nostro corpo, e della sua espressione cosciente, un canale puro che consente la vera ricettività.
    Ciò significa attingere direttamente alla conoscenza senza le distorsioni tipiche del mentale, da cui molto spesso siamo afflitti perché è proprio nella stratificazione dei pensieri che si gioca il gioco dell'esistenza.

    Il pensiero "Sono perché penso" è una trappola mortale.

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    L'immortalità dell'essere si manifesta come realtà esperibile ogni volta che siamo in grado di lasciar andare il pensiero.
    Ma questa capacità di lasciar andare il pensiero richiede una verifica esperienziale, e all'interno della pratica meditativa tale verifica è possibile perché portiamo una maggiore attenzione al flusso degli eventi, e riconosciamo nella caratteristica della transitorietà e dell'impermanenza una legge universale.

    Tutto è instabile, tutto è transitorio, tutto è impermanente, tutto è effimero, caduco.
    Questa capacità di visione del costante fluire dell'esperienza ci pone quasi magicamente al di fuori della stessa esperienza.

    In questa percezione diretta la coscienza diventa più vasta, non più preoccupata ma tranquilla e profonda, serena, amorevole, aperta al continuo cambiamento, al continuo scorrere.
    Più consapevolezza, più coscienza, più vita.

    Più vita nella conoscenza della non-morte, quindi dell'immortale. La meditazione si presenta come la via all'immortalità, e il superamento della paura della morte è uno degli effetti di una pratica meditativa attenta e rigorosa.
    Andare oltre la paura significa andare oltre i limiti di una coscienza limitata da preconcetti.

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    La stessa idea di essere nati nel tal giorno e alla tale ora è un preconcetto che trova la sua giustificazione solo nello sviluppo biologico di una cellula.
    È di fondamentale importanza andare oltre l'identificazione con qualsiasi processo, perché i processi avvengono all'interno di una dimensione spazio-temporale e sono quindi determinati da un inizio, una crescita e una fine.

    Inizio, crescita e fine sono le coordinate di qualsiasi viaggio, di qualsiasi esperienza, di qualsiasi esistenza.
    Inizio, sviluppo e fine sono all'interno di un quadro spazio-temporale. Fare salti di coscienza significa ampliare questo quadro, uscire dalle costrizioni di questo spazio limitato.

    Ecco perché si parla di libertà, e il richiamo alla libertà è in fondo al nostro cuore, in fondo alla nostra anima.
    Il richiamo alla libertà è anche il richiamo alla conoscenza della nostra interdipendenza e del riconoscimento che non si può essere liberi se non nel rispetto della libertà altrui, e dunque nell'amore.

    Tutto ciò inizia da un semplice passo, da una semplice consapevolezza: la consapevolezza del respiro, la consapevolezza di essere qui e ora.

    FONTE: Mario Thanavaro, La pratica della meditazione e la rivoluzione della coscienza

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    MEDITAZIONE - Via di consapevolezza per la crescita interiore

    La meditazione, se praticata con regolarità, è uno strumento efficace per accrescere il nostro benessere psicofisico.
    Come confermato anche dalle più recenti ricerche scientifiche, la pratica regolare della meditazione ha un profondo effetto riequilibrante sul corpo e sulla mente.

    Lo sviluppo graduale della pace interiore e di emozioni positive aiuta a neutralizzare gli effetti negativi dello stress e a influenzare beneficamente anche problemi già esistenti, come ipertensione, cefalee, disturbi gastro.intestinali, ansia, depressione, disturbi del sonno …

    Grazie alla meditazione possiamo prendere contatto con la parte più profonda di noi, imparare a comprendere la mente e lasciando fluire le nostre energie vitali, ritrovare più tranquillità e pace.
    Aiutandoci a risvegliare la consapevolezza del nostro essere spirituale, la meditazione ci permette di ritrovare il senso profondo della nostra esistenza.

    I suoi effetti immediati, come un ritrovato relax e benessere psicofisico, sono solo le premesse per un lavoro interiore profondo, per la trasformazione e la liberazione della coscienza.

    Oggi anche in Occidente si stanno riscoprendo i benefici di una pratica millenaria che ci permette la scoperta di una affascinante visione della vita.


    FONTE: Ass.ne Amita Luce Infinita
    Ultima modifica di anna1401; 20/11/2009 alle 12:54

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    Amore e meditazione dalla concentrazione all’espansione.

    (di Fabio Valis - tratto da piùchepuoi.it)

    Il primo punto del Maestro Cijiao per meditare.

    Coloro che aspirano all’illuminazione e che vogliono apprendere la saggezza, suscitino dapprima un atteggiamento di grande compassione e facciano voto assoluto di padroneggiare la concentrazione, impegnandosi a liberare gli altri e a non cercare la liberazione solo per se stessi.
    Se raggiungete la concentrazione meditativa, il suo potere è eccelso.


    (Dal trattato per la meditazione chan del Maestro Cijiao di Changlu, 1000 d.C. )

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    Immagina qualcuno che si trova al buio in un ambiente non famigliare, i suoi gesti saranno incerti e non ci sarà sicurezza nei suoi atteggiamenti; a seconda di quello che incontra o crede d’aver di fronte, in lui varierà il suo stato d’umore e il suo comportamento, cambiando più e più volte direzione di marcia, senza sapere cosa sia meglio fare.

    In lui non troverai padronanza, ma confusione, tensione, timori, e molte idee più o meno illusorie si accavalleranno nella sua mente inquieta.
    Ti risuona questa descrizione? A me ricorda esperienze da me vissute, e penso appartenenti anche al vissuto di molti di voi…

    Sarà questa condizione di vita in cui si vive in forma ridotta, contratta, contratta sia nello spirito sia nel corpo, che verrà detta “tenebrosa” dai maestri spirituali: “Vivete nel sonno, siete come dormienti… come sonnambuli inconsapevoli che si affannano per il mondo” questa è la condizione in cui si trova colui che sta vivendo al buio; prima del risveglio, prima dell’illuminazione.

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    E in questa condizione di oscurità tanta pena viene seminata e raccolta, si può essere ignari di ciò, oppure rendersene conto, ma solo l’illuminato sa rendersene conto con chiarezza e profondità ed agire di conseguenza: “con grande compassione per liberare se stesso e gli altri”.

    “Coloro che aspirano all’illuminazione e che vogliono apprendere la saggezza” -dice il maestro- “suscitino dapprima un atteggiamento di grande compassione e facciano voto assoluto di padroneggiare la concentrazione.”

    L’illuminazione di cui ci parla il maestro è questo risveglio della consapevolezza di sé, che inizia con la pratica della concentrazione per padroneggiare la mente.
    Oggi ho deciso di scrivere non per dare un esercizio pratico o per riflettere su di un insegnamento in particolare, ma solo per invitarti ad intraprendere con serietà un cammino nella spiritualità.

    Una spiritualità che nasca come tua esperienza, con la tua soggettività, dove tu sei il centro, affinché tu possa scoprire insieme alla tua individualità la tua universalità.

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    Immagina la vetta più alta, e giù ci saranno i diversi cammini tra i quali puoi scegliere, che si inerpicano tra i monti dell’esistenza fino ad assottigliarsi prima di giungere alla cima suprema, e ci sei tu.
    Tu sei più importante di ogni meta idealizzata e di ogni cammino conosciuto e insegnato.

    Il tuo cammino potrà essere differente da quello di tuo fratello, la tua esperienza di cima potrà non assomigliare alla mia, ma è assai facile che ci sia grande affinità tra tutti noi.

    Perché se oltrepassiamo le differenze personali e caratteriali, orientandoci a ciò che ci accomuna, allora ci avvicineremo all’essenziale e universale cima.
    Puoi essere maschio o femmina, giovane o vecchio, ricco o povero, sano o malato, ma respiri come tutti gli esseri animati.

    Pure la Terra e il Sole a loro modo “respirano”; l’universo stesso -immagino- abbia un suo “respiro” fatto di concentrazione e di espansione.
    Quegli stati d’animo che saranno sperimentati come forme di inadeguatezza, incapacità, umiliazione, insicurezza, renderanno più difficile la libera espansione dell’essere vivente e la sua apertura fiduciosa verso il piacere, la creatività, l’amore.

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    Si cerchi allora il cammino, l’aiuto, la disciplina, per superare quegli ostacoli: così la concentrazione mentale è una pratica usata dai mistici yogi, ed il suo potere è eccelso nel ridurre in cenere gli ostacoli che ingabbiano l’espansione verso la libertà.

    Immaginati sulla vetta del mondo nel culmine della tua concentrazione, e lì, tu, nella massima espansione verso l’infinito.
    Questo è uno dei segreti dello yoga, quello yoga trasmesso dalle Upanisad e dagli insegnamenti dei maestri che hanno imparato a concentrarsi sull’essenza, che hanno trasceso la mente espandendosi nel vasto armonico lieto impersonale silenzio.

    L’Amore è attenzione, come la meditazione yoga anch’esso è la più naturale e volontaria forma di concentrazione di cui abbiamo esperienza: non c’è vero amore se l’innamorato vive nella dispersione.

    Quella concentrazione in vero amore sarà sperimentata come espansione del Cuore: così tu puoi superare le leggi della fisica e della logica che pongono la definizione di concentrazione ed espansione come due dinamismi contrari, tu puoi riunirli nella realtà trascendente della meditazione e dell’amore.

    FONTE: |► ► Amore e meditazione dalla concentrazione all’espansione.

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