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Discussione: Meditazione

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    meditazione e ... Ormoni spensierati

    (Di Letizia Michelozzi – da oltrelinfinito.it)

    Gli effetti delle tecniche meditative sul cervello e la loro efficacia sulla salute sono state indagate ricorrendo a diversi strumenti scientifici: elettrocardiogramma, elettroencefalogramm a e, più recentemente, attraverso l'uso delle immagini di risonanza magnetica funzionale.
    Tutti gli studi hanno registrato modificazioni elettrofisiologiche e chimiche che danno una spiegazione "concreta" dello stato di profondo benessere che si può sperimentare durante la meditazione.

    Ne parliamo con il professor Francesco Bottaccioli, presidente della Scuola di medicina integrata che, insieme ad Antonia Carosella ha scritto Meditazione, psiche e cervello, Tecniche Nuove, un libro che vuole essere un valido aiuto, sia sul piano teorico che pratico, per tutti, compresi medici, psicologi e altri
    professionisti interessati a conoscere gli ultimi dati delle ricerche in materia.

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    Se si rilassa, il cervello funziona meglio

    Dalle esperienze dei primi decenni del secolo scorso di Johannes Heinrich Schultz - lo psichiatra tedesco che, combinando le sue osservazioni sull'ipnosi e sulla disciplina del Raja yoga, elaborò il training autogeno - fino ai giorni nostri, gli studi sono diventati sempre più sistematici e articolati.

    Partendo dall'osservazione diretta di "meditanti” con tradizionali strumenti di registrazione dell'attività elettrica del cuore e del cervello, si sono poi aggiunti altri sistemi di indagine, come le analisi del sangue, per riscontrare l'influenza sui più importanti ormoni e neurotrasmettitori.

    Ne è risultato che l'uso regolare delle tecniche meditative determina nel cervello:

    - la regolazione della produzione di cortisolo, fondamentale ormone dello stress; l'aumento notturno della melatonina,ormone del sonno con funzioni chiave nella sincronizzazione dei ritmi biologici dell'organismo

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    - la riduzione della noradrenalina, neurotrasmettitore prodotto sia dalle surrenali che dal cervello, sotto stress

    - l'aumento della serotonina, antidepressivo e regolatore della fame e del senso di sazietà

    - un incrermento del Dhea (deidroepiandrostero ne), ormone prodotto sia dalle surrenali che dal cervello con molteplici ruoli sull'umore e sul sistema immunitario

    - l'aumento del testosterone, ormone maschile che svolge un ruolo importante anche nelle donne. Perché, soprattutto in menopausa,
    costituisce una riserva per la produzione, di estrogeni tramite un meccanismo di conversione enzlmatica dall'ormone maschile a quello femminile che si chiama automatizzazione.

    Ovviamente, la portata di questi cambiamenti nella rete ormonale è fondamentale nel rapporto tra emozioni, stress e salute.

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    «In sintesi», spiega Bottaccioli, «gli effetti fisiologici si possono riassumere in un rilassamento profondo che non ottunde l'attenzione, anzi la potenzia, in un maggior controllo dei circuiti neuroendocrini e in una maggiore coerenza cerebrale con migliore comunicazione tra gli emisferi e maggiore capacità di adattamento.

    Certo, la qualità e la quantità degli studi, da un certo punto di vista, appare insufficiente ma risultano sempre meno convincenti le prediche sulla
    "debolezza metodologica degli studi", sulle "modeste evidenze esistenti in merito all'efficacia terapeutica della meditazione" che talvolta capita di leggere sulle riviste scientifiche, quelle stesse che vivono della pubblicità e del sostegno dell'industria farmaceutica la quale, ovviamente, non ha
    nessun interesse a sviluppare la ricerca sulle tecniche meditative, non brevettabili e quindi non profittevoli».

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    I primi risultati arrivano dopo sei settimane

    Malattie cardiovascolari e ipertensione possono trarne grande giovamento, come ha evidenziato uno studio pubblicato recentemente su Stroke, la rivista scientifica dell'Associazione dei cardiologi americani.

    Sono stati valutati gli effetti di alcuni mesi di meditazione sullo spessore della parete interna della carotide, l'arteria che porta sangue al cervello.
    Mentre nel gruppo di persone che ha seguito una normale terapia l'aterosclerosi della carotide è aumentata di poco, il gruppo che ha
    partecipato al programma di meditazione ha visto diminuire il restringimento.

    Ottimi risultati anche nella sindrome del colon irritabile, come confermano all'Università statale di New York.
    Crampi e costipazione si sono ridotti notevolmente in un gruppo di pazienti che ha praticato tecniche di rilassamento per sei volte al giorno (ogni seduta di 15 minuti) per sei settimane.
    Lo stesso gruppo, rivisto a distanza di un anno, ha avuto un ulteriore progresso per quanto riguarda dolore e gonfiore.

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    Un recente lavoro apparso sulla nvlsta medica specialistica Thorax ha dimostrato l'efficacia delle tecniche yoga nel controllo e nella riduzione degli attacchi d'asma.
    E al Tom Baker Cancer Centre di Alberta, Canada, un centinaio di pazienti oncologici ha visto ridurre ansia, depressione, rabbia, ha mostrato minore labilità emotiva e minori sintomi cardiopolmonari e gas****ntestinali grazie a un'ora e mezza di meditazione settimanale più esercizi a casa per sei settimane.

    Da segnalare anche le esperienze che alcuni psichiatri americani stanno realizzando su persone ammalate di cancro applicando tecniche psicoterapiche e meditative di gruppo.
    In particolare i lavori di David Spiegel, psichiatra della Stanford University che per primo nel 1989 pubblicò risultati incoraggianti sull'uso della terapia di gruppo in donne operate per tumore al seno e che recentemente, in una rassegna su Nature Reviews Cancer, ha individuato le linee guida da seguire.

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    Un labirinto per ritrovare calma e concentrazione

    A livello sociale, la meditazione si è dimostrata un ottimo strumento di riabilitazione in situazioni difficili.
    Il Dipartimento di psicologia dell'Università di Washington ha studiato gli effetti a lungo termine della meditazione buddista Vipassana su detenuti per reati collegati alla dipendenza da droghe.

    Obiettivi: ridurre il consumo di droghe, migliorare gli stili di vita e la stima di sé, ridurre le recidive.
    Il corso, della durata di dieci giorni con frequenza quotidiana, ha dato risultati preliminari che sono stati diffusi da George Parks, coordinatore del progetto, su Alternative & Complementary Therapies.

    Circa il 45% dei detenuti non sono rientrati in carcere nell'arco di due anni, a differenza del normale che si aggira sul 25%.

    Aumento della calma, miglioramento della concentrazione e dell'attenzione, minore impulsività si registrano anche nelle carceri di Sing Sing e in quelle minorili di Bangkok dove corsi simili sono stati introdotti.

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    Riferimento: Meditazione

    In particolare, la "meditazione camminata" sta avendo un forte impulso, nelle carceri e fuori, per merito di un progetto mondiale detto del labirinto.

    Il reverendo Laura Artress, psicologa dei Ministri di culto a San Francisco, ha riscoperto il labirinto nella cattedrale di Chartres in Francia e lo ha riproposto.
    Le spirali meditative adesso esistono, in stoffa o in pietra, in un centinaio di strutture nel mondo.

    Altro esempio importante riguarda la violenza a scuola, vera emergenza negli Stati Uniti. I pediatri dell'Università di Augusta in Georgia hanno inserito nei gruppi di meditazione alcuni adolescenti difficili che, dopo quattro mesi, hanno
    fatto registrare una riduzione di sospensioni e richiami superiore aIl'80%.

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    E in Italia…

    «La meditazione non è solo un fatto individuale», afferma Bottaccioli, «ma una modalità che può essere integrata all'interno di una nuova concezione della medicina e della salute.
    La cosa è realistica e praticabile e può diventare parte integrante dell'offerta dei servizi sanitari.

    Per esempio, nella Scuola di medicina Integrata a Perugia, è iniziato nel 1999 e si è concluso a giugno di quest'anno un corso sponsorizzato dalla Asl Umbria al quale si sono iscritti medici e psicologi clinici, i primi che si sono diplomati in medicina integrata.

    In questo corso le tecniche meditatlve sono state materia di insegnamento costante. A ogni incontro si inseriva un'ora di meditazione.
    Inoltre, la regione Umbria ha approvato a fine luglio, il piano sanitario regionale con l'impegno di istituire in ogni distretto sanitario un ambulatorio di medicina integrata.

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    Cosa significa medicina integrata?

    Avere una visione olistica e globale del funzionamento dell'organismo umano sia in termini scientifici, sia facendo riferimento ai sistemi medici tradizionali, soprattutto in medicina cinese, e integrando strumenti terapeutici diversi, moderni e antichi.

    Per la prima volta nel nostro Paese c'è un'istituzione che prova a fare un salto di qualità. Abbiamo anche condotto esperienze con ragazzi di terza media in una scuola di Aprilia (Latina), circa 200 allievi.
    Dopo aver illustrato come funziona il cervello rispetto all'organismo umano, abbiamo insegnato i primi rudimenti del rilassamento che è quello spiegato nel libro.

    Alla fine erano tutti entusiasti, hanno registrato gli esercizi e hanno chiesto agli insegnanti di riproporli. Poi abbiamo proposto un corso per i genitori di
    questi ragazzi e uno, più complesso, per insegnanti di scuole superiori, sul rapporto mente-corpo e tecniche meditative.

    Il progetto ora, è di coinvolgere i bimbi delle elementari e integrare il rilassamento con l'alimentazione, lavorando sui disturbi del comportamento alimentare.

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    La cosa più importante è convincere genitori e insegnanti che queste pratiche sono utili».

    Quale consiglio per chi si accosta alla meditazione?

    «Credo sia importante incontrare insegnanti che non presentano le tecniche sotto aspetti ritualistici e religiosi. Mentre chi si accosta deve essere sgombro da pregiudizi, avere un atteggiamento paziente verso le cose che apprende e verso se stesso, senza aspettarsi risultati immediati.

    Queste pratiche fanno parte di un cambiamento più generale e chi non ha fini
    utilitaristici lo vedrà prima di quanto pensa».

    La meditazione aiuta a sviluppare l'attenzione:

    «Abbiamo un modo di concepire la vita 'che è basato sulla corsa febbrile», dice Antonia Carosella, psicopedagogista e insegnante di tecniche di meditazione. «Ma non c'è attenzione a ciò che
    facciamo.
    La consapevolezza, invece, può farci risparmiare tempo perché vediamo subito i gesti inutili che compiamo».

    FONTE: http://www.oltrelinfinito.it/approfo...pensierati.pdf

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    Meditare per guarire e sentirsi meglio

    (dottoresse Simonetta Marucci e Luciana Colombo - 20/4/2004 )
    tratto da: buonpernoi.it

    Innumerevoli studi dimostrano i benefici effetti della meditazione. E nel piano sanitario dell’Umbria questa antica tecnica viene inserita, insieme ad altre medicine non convenzionali, in un percorso di medicina integrata.
    La meditazione diventa una delle chiavi per curare e prevenire disturbi di vario genere, come l’anoressia per esempio.

    Probabilmente nessuna delle ragazze in cura per uscire dal tunnel dell’anoressia alla residenza Palazzo Francisi avrebbe mai immaginato che la via verso la riconquista della propria salute sarebbe passata anche attraverso sedute di meditazione.

    Senz’altro, come tutti noi, almeno per aver letto Siddharta di Hesse, sapevano che i saggi buddisti seduti con le gambe incrociate sulle montagne dell’Himalaya quando meditavano svuotavano la mente dagli stimoli dell’ambiente, liberandosi dai pensieri che li disturbavano per raggiungere uno stato di tranquillità, rilassamento, profonda consapevolezza e beatitudine dello spirito.

    Ma loro non dovevano vincere una dura battaglia col cibo, questione di vita o di morte in certi casi… E le ragazze non anelavano certo allo sviluppo della saggezza, della pietà e della comprensione.
    Per di più la residenza dov’erano ricoverate non era un centro di cura alternativo, ma una struttura gestita dal Servizio Sanitario Nazionale, l’Asl 2 di Perugia

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    “La proposta innovativa e assolutamente positiva per le ragazze”, ci spiegano le dottoresse Simonetta Marucci e Luciana Colombo responsabili della terapia meditativa, “è nata a seguito di un corso quadriennale finanziato dalla Regione Umbria in medicina integrata che abbiamo frequentato alla SIMAISS, la Scuola Internazionale di Medicina Avanzata ed Integrata e di Scienza della Salute.”

    La dott.ssa Marucci precisa come prima di introdurre sedute di meditazione per il trattamento dei disturbi del comportamento alimentare abbia con la collega cercato riscontro in studi scientifici della validità dell’ipotesi e cioè che “in ragazze molto giovani con processi mentali bloccati la pratica meditativa aiuti più che la tradizionale psicoterapia ad accedere all’aspetto emozionale”.

    “Le ragazze”, prosegue la dott.ssa Colombo, “hanno una visione dicotomica della realtà: vedono sè stesse grasse e tutti gli altri magri. La meditazione le aiuta ad accettare la loro condizione, prestando attenzione agli eventi, alle emozioni, ai pensieri, ai comportamenti senza descrivere o giudicare un’esperienza.

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    Questo è importante perché in una situazione di completo disordine è necessario osservare e stabilire delle priorità.
    ” L’équipe terapeutica opera nella residenza dove le ragazze rimangono dai tre ai sei mesi e seguono un percorso stabilito al quale devono attenersi per un buon risultato della terapia.

    a meditazione si svolge due volte alla settimana e, visti i buoni risultati, la Asl ha proposto un progetto più allargato: “anche le operatrici che assistono le ragazze – ci dice la dottoressa – sono coinvolte nel progetto e seguono costantemente incontri di meditazione.

    Questa tecnica si è rivelata positiva: le operatrici affrontano il lavoro libere dall’ansia e dallo stress.” La proposta è stata fatta anche ai genitori delle ragazze che in questo tipo di disturbi svolgono un ruolo fondamentale: presto anche mamme e papà inizieranno a praticare la meditazione con le dottoresse.

    Ma facciamo un passo indietro: come mai un assessorato alla sanità ha finanziato un corso di medicina integrata?
    Siamo finalmente di fronte a una integrazione tra terapie tradizionali e alternative?

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    In Umbria sembrerebbe proprio di sì, tanto che nel Piano sanitario regionale approvato lo scorso luglio si fa riferimento a un progetto di medicina integrata che dovrebbe portare entro il 2005 alla realizzazione nei dodici distretti sanitari di un ambulatorio dove medicine non convenzionali come agopuntura, omeopatia o meditazione “vadano a braccetto” con classiche terapie farmacologiche.

    L’idea risale al 1999 quando la regione promosse appunto un corso di medicina integrata in collaborazione con la Scuola Internazionale di Medicina Avanzata ed Integrata e di Scienza della Salute (SIMAISS) il cui direttore è Francesco Bottaccioli, per il quale il nuovo operatore medico dov’essere capace di usare sia mezzi terapeutici modernissimi sia mezzi antichissimi, la cui validità sia però scientificamente dimostrata.

    “Ho accettato con entusiasmo la possibilità offertami dalla mia Ausl di approfondire con un corso quadriennale la sinergia tra medicina tradizionale e alternativa”, ci racconta la dott.ssa Marucci che già da alcuni anni trattava con l’agopuntura le dipendenze da fumo, da alcool…

    Ora, grazie alla scuola, ha ampliato le sue conoscenze e si augura di poter estendere la pratica della meditazione alla cura di altre patologie, contando sull’ausilio di altri colleghi che hanno iniziato quest’anno a frequentare il corso SIMAISS.
    Sotto l’egida dell'assessorato alla sanità della Regione Umbria ha infatti preso il via lo scorso 30 gennaio il secondo corso di medicina integrata.

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    Qualche speranza che altre regioni imitino l’esperienza umbra?

    Purtroppo la decisione del Ministero della Salute e della Commissione Educazione Continua in Medicina di sospendere gli eventi di formazione residenziale concernenti le medicine alternative e non convenzionali salvo quelli relativi alla “valutazione dei fondamenti scientifici e dell’efficacia delle medicine alternative o non convenzionali” renderà più complessa l’auspicabile scambio di esperienze e competenze tra medici che praticano la medicina tradizionale e quelli dediti a quella alternativa.

    La diffusione della pratica della meditazione all’interno delle Asl dovrà inoltre superare un altro ostacolo: nel testo (la così detta proposta Lucchese, dal nome del suo relatore) che il Parlamento si prepara a discutere per disciplinare l‘esercizio di alcune medicine non convenzionali non si fa riferimento alla meditazione, ma solo a quelle terapie (agopuntura, omeopatia, fitoterapia, omotossicologia, antroposofia, medicina tradizionale cinese, ayurveda, chiropratica e osteopatia) che già nel 2002 la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurgi e degli Odontoiatri aveva riconosciuto come atto medico.

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    Tuttavia sempre più medici sembrano interessati a studiare gli effetti benefici che la meditazione risulta avere sulla salute fisica e mentale di chi la pratica.

    È il caso dell’oncologo Paolo Lissoni dell’ospedale San Gerardo di Monza, che ha dimostrato come la pratica meditativa sia un aiuto per meglio affrontare la cura dei tumori.

    Merito della melatonina, un ormone del benessere che aumenta durante la meditazione e che per il medico è efficace per la prevenzione e la cura dei tumori.

    Le teorie dell’oncologo monzese sono state riconosciute dal National Cancer Institute di Washington.

    FONTE: Meditazione: non più medicina alternativa, ma integrata. Nel dossier: MEDITARE PER GUARIRE E SENTIRSI MEGLIO - Bella la salute - Buonpernoi.it

  19. Registrato da
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    Libri sulla meditazione?

    Mi sapreste consigliare un buon libro di riferimento per capire e imparare la Meditazione?
    Ultima modifica di anna1401; 12/01/2010 alle 15:02

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    Riferimento: Libri sulla meditazione?

    Ci sono parecchi libri sulla meditazione, e ci sono anche tanti tipi di meditazione.
    Io per incominciare ad approfondire l’argomento ho iniziato con la lettura di questo semplice e piacevole libro, adatto a tutti, che è un approccio alla tecnica:
    Dovunque tu vada, ci sei già”. Una guida alla meditazione di Kabat-Zinn Jon
    L’autore descrive il percorso per arrivare alla consapevolezza di sé, attraverso la meditazione.
    Non è da leggere tutto d’un fiato, ma con calma, un po’ per giorno: ogni capitoletto contiene spunti per riflessioni e anche alcuni esercizi per imparare ad entrare nell’ottica della riflessione e della meditazione.

    Poi altri libri interessanti sono quelli del maestro Osho, come:
    Che cos'è la Meditazione
    La Meditazione Passo Dopo Passo
    Io ora sto leggendo questo: “Alleggerire l’anima”, dove Osho introduce alle pratiche di meditazione dinamica, per espandere la consapevolezza a tutto il nostro essere.
    Pare un controsenso parlare di dinamismo nella meditazione, quando si è sempre creduto che l’arte del meditare sia una cosa statica e silenziosa.. Osho dice che per raggiungere una profonda tranquillità interiore, bisogna dapprima diventare così attivi da trasformare tutta la nostra energia in movimento "caotico", e in un secondo tempo, ci si ferma e ci si mette in attenta osservazione ed ascolto delle nostre reazioni interiori, come all’interno di un ciclone…

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  21. Registrato da
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    Qualche "seduta" di meditazione dinamica l'avevo provata tempo fa.
    E' stata proprio una bella esperienza, soprattutto liberatoria...
    Per un'oretta circa, i partecipanti erano liberi di "buttar fuori" quello che "sentivano" dentro, attraverso movimenti spontanei, respirazione disordinata, balli senza ritmo imposto, canti inventati al momento ecc tutto quello che veniva naturale fare in quel momento, e nessuno doveva preoccuparsi della propria apparenza, di quella del proprio vicino e degli altri
    Al segnale del maestro, poi, tutti potevano rilassarsi abbandonandosi sdraiati a terra, fermi immobili, ad osservare, ascoltare, sentire le sensazioni che si erano scatenate nel corpo e che lentamente poi se ne andavano, lasciando una profonda pace e rilassamento interiore

    Esperienza molto interessante!

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