Questa discussione dal titolo Meditazione è all'interno del forum Terapie e Tecniche complementari; (tratto da: lastampa.it - 13/1/2010 )
Quaranta minuti alla settimana per aiutare i ragazzi a gestire l'ansia
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Ora a scuola si impara a meditare
(tratto da: lastampa.it - 13/1/2010 )
Quaranta minuti alla settimana per aiutare i ragazzi a gestire l'ansia
LONDRA
Gli studenti di una delle scuole pubbliche più importanti del Regno Unito, la Tonbridge School del Kent, svolgono 40 minuti di meditazione alla settimana per combattere lo stress.
Si tratta di un innovativo metodo, rivolto agli alunni di 14 e 15 anni, progettato per aiutare i ragazzi a sviluppare le proprie capacità di concentrazione e sconfiggere lo stress.
Questa sorta di corso durerà almeno due mesi, secondo quanto riportato dal quotidiano britannico Times.
Il progetto è gestito congiuntamente dallo staff delle scuole Charterhouse e Hampton che presto partiranno con il corso.
Richard Burnett, direttore della Tonbridge, ha detto che per far funzionare questo metodo innovativo è richiesto sia agli studenti che agli insegnanti un «cambiamento culturale» della percezione del silenzio.
«Una delle cose che riguarda la scuola è che il silenzio è associato con il potere, l’insegnante dice agli allievi di stare tranquilli», ha detto. «Quello che bisogna fare - ha continuato Burnett - è trasmettere l’idea che il silenzio è un’attività positiva da assaporare e godere».
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Mark Williams, direttore del Mindfulness Centre di Oxford, ha detto che la Tonbridge è stata la prima scuola a introdurre un corso completo di meditazione in un contesto pratico piuttosto che accademico.
«Non si tratta di convertire le persone al Buddhismo - ha aggiunto - ma ci sono prove scientifiche che dimostrano l’utilità di queste pratiche.
E allora perchè non utilizzarle?» Andrew McCulloch, alla guida della Mental Health Foundation, è invece convinto che assumere consapevolezza tramite questi corsi offre anche la possibilità di prendere misure proattive per evitare la depressione e l’ansia da adulti.
Ultima modifica di francyfre; 30/01/2012 alle 12:51
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La potenza della MEDITAZIONE...
La meditazione come pratica terapeutica scientificamente accreditata
(di Francesco Dal Pino - tratto da .italiadiscovery.it)
(...) Le neuroscienze sempre più mostrano interesse per la pratica meditativa sviluppando la sperimentazione di diverse MBCT (Meditation Based Cognitive Therapy) che dimostrano in termini di alta probabilità , le potenzialità terapeutiche della meditazione nel trattamento dello stress, del dolore e di un ampio numero di malattie croniche, dalle cardiopatie alla depressione.
Un significativo passo avanti nel dialogo tra scienza ed esperienza della meditazione.
Ad oggi in Occidente la domanda sulla natura della mente cosciente è stata affrontata esclusivamente seguendo un paradigma interpretativo di riduzione ad un oggetto misurabile e registrabile, lontano dalla nostra esperienza conscia,mentre la meditazione può facilitare l'analisi dell’aspetto mentale nella sua esperienza più peculiare, come sperimentazione diretta , non oggettivabile inquanto relativa al soggetto che fa esperienza.
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La logica insita alle ricerche condotte sinora è stata quella di scoprire cosa succede nel cervello quando il soggetto vive una certa esperienza o svolge un certo tipo di attività mentale e in che modo ciò che accade in questi casi possa contribuire ad un percorso di salute e guarigione.
L’oggetto di osservazione è quindi il cervello in primo luogo, e poi le varie relazioni organiche con il sistema immunitario, cardiocircolatorio ecc. nella convinzione , sostenuta con diverse accezioni e sfumature, che mente e corpo costituiscano una unità inscindibile.
Ne conseguirebbe che se scoprissimo come funzionano i correlati neuronali dell’esperienza meditativa che i buddisti chiamano “compassione” o di uno stato che definiamo, per intenderci, “felicità”, si potrebbe cadere nella credenza di aver definito come sole funzioni e reazioni biochimiche questi stati mentali.
Questo può accadere ancora più facilmente se ci accorgiamo che la stimolazione che produciamo nelle aree preposte alle funzioni di “felicità” o di “consapevolezza” del cervello, generano nel soggetto una condizione piacevole che lo allontana dalla sofferenza psichica, se ne potrebbe dedurre che questo sia il segreto della felicità e della consapevolezza di sé: ovvero la stimolazione di un’area cerebrale..
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Questo approccio inserito in un contesto terapeutico condotto da specialisti seri, può fornire risultati incoraggianti per la cura di diverse patologie legate alla sofferenza psichica, come ha dimostrato Helen S.Mayberg presentando i suoi ultimi studi sulla depressione.
Ma si deve tenere ben presente che di fatto la stessa scienza riesce attualmente a misurare solo il 5% di ciò che si ritiene essere la materia...
Per la meditazione curare la sofferenza stimolando la produzione di sostanze biochimiche, è solo un effetto collaterale di una indagine esperienziale condotta sul piano del significato dell'evento doloroso e sulla sua realtà.
Ritenere che l'assunzione di una pillola sia assimilabile alle pratiche di consapevolezza perchè gli effetti sul cervello sembrano essere gli stessi rischia di essere un inconsapevole atto di riduzionismo di quel complesso sistema aperto, corpo - mente limitandolo al solo elemento fisico, e quindi trascurando completamente l’esistenza di una mente, di un soggetto che abita questo corpo e che si pone delle domande sulla propria natura...
Ultima modifica di francyfre; 30/01/2012 alle 12:51
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Esercizio di meditazione
Huna: Tecniche di guarigione degli sciamani Kahuna Hawaiani
(tratto da: Un libro per il web di Paola Dianetti)
La meditazione è sempre stato il metodo più diffuso in tutte le discipline spirituali del presente e del passato, per ottenere cambiamenti nello stato di coscienza e nella salute del corpo fisico.
La meditazione Yoga o la pratica Zen hanno come obiettivo principale l’abbattimento di ogni forma di pensiero, per sperimentare l’espansione nella mente universale. Queste potremmo definirle forme di meditazione passiva.
Esistono anche forme di meditazione attiva, come quelle utilizzate nelle scuole del pensiero positivo, dagli ipnotizzatori e dagli esperti di tecniche mentali.
Nella meditazione attiva la mente non sperimenta affatto il vuoto, bensì viene riempita da immagini e pensieri riguardanti ciò che si vuole rendere concreto.
Nella tradizione dei Kahuna ci sono entrambe le forme di meditazione: quella passiva si chiama NALU, quella attiva si chiama NO’ONO’O.
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In qualunque tipo di meditazione vengono adottate quattro fasi di esecuzione:
1. Consapevolezza dirigere l’attenzione verso l’oggetto della meditazione;
2. Rilassamento, annullamento delle resistenze fisiche e mentali;
3. Concentrazione, attenzione fortemente concentrata;
4. Perseveranza attenzione continuata fino a quando non si è aggregata una sufficiente quantità di energia per realizzare l’obiettivo della
meditazione.
La scelta del metodo attivo o di quello passivo va fatta in base al proposito che ci prefiggiamo nella meditazione e alle preferenze personali.
Come in tutte le pratiche Huna, quella che funziona bene per noi è la migliore.
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ESERCIZIO di meditazione PASSIVA
Quella che segue è una forma di meditazione passiva, che ha come obiettivo lo sviluppo della consapevolezza interiore.
- Sedete con la schiena ben dritta, chiudete gli occhi e iniziate a respirare profondamente e lentamente.
Sentite come il respiro rinforza il vostro campo energetico, createvi un guscio protettivo di luce bianca.
- Portate per un po’ l’attenzione sul respiro, finché il corpo non diviene tranquillo e rilassato, poi rivolgete l’attenzione all’interno verso ogni pensiero, immagine, suono o sensazione che compare nella mente.
Osservate come ogni fenomeno appare e poi scompare.
- Restate nel ruolo dell’osservatore cosciente, senza fare critiche o esprimere giudizi. Qualsiasi cosa accada è perfetta così com’è.
Possono arrivare visioni, ricordi, sensazioni, oppure assolutamente niente. Osservate tutto ciò che potete senza fare interpretazioni.
- Al termine fate qualche respiro profondo, muovete il corpo, aprite gli occhi e tornate al presente.
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MEDITAZIONE CREATIVA
La meditazione creativa ha lo scopo di portare nella nostra esistenza cose, situazioni, capacità che desideriamo acquisire, ma al momento non abbiamo.
Ci sono molteplici tecniche di meditazione creativa, tra cui meditazioni strutturate sotto forma di fantasie guidate, sul genere di quella per “scalare la montagna”.
In particolare ora ci occuperemo della costruzione di forme-pensiero.
Si tratta di immaginare di qualcosa che si desidera ottenere e credere che questo verrà realizzato, col solo potere personale o con l’aiuto di un essere superiore.
La cosa più importante, che invece a volte viene dimenticata, è di concentrare l’energia universale, per trasformare la forma-pensiero in realtà.
Quello che vi propongo sotto è un metodo Huna per creare forme-pensiero.
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ESERCIZIO di meditazione CREATIVA
- Assumete una posizione meditativa e respirate per un po’ lentamente e profondamente.
Attraverso il respiro fate in modo che il vostro campo energetico diventi fortemente concentrato ed energizzato dalla luce bianca.
Il campo di energia vi pervade e si espande attorno a voi, sentitene la vibrazione e il pizzicore. Nel contempo chiedete di essere messi in contatto col vostro Sé Superiore.
- Mettete le mani a forma di coppa, distanziate di circa 20 cm. quindi immaginate che l’energia accumulata fluisca dai palmi delle mani, fino a formare una sfera di luce che tenete tra le mani.
Se avete difficoltà a percepire la sfera, sfregate tra loro i palmi delle mani e tornate in posizione.
Ora possedete una sfera di energia pronta per qualsiasi programmazione, utilizzatela per risolvere un problema personale.
- Visualizzate voi stessi all’interno della sfera, felici e in buona salute, con il vostro attuale problema già risolto e superato.
Usate l’immaginazione per rendere la cosa più reale possibile, coinvolgete tutti i sensi fisici, percepite la soddisfazione e la gioia di aver risolto il problema. Più senso della realtà mettete nell’esperienza, più forte è la forma-pensiero ottenuta.
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- Quando avrete reso la sfera più forte possibile, lanciatela verso l’alto o inseritela nel vostro corpo e lasciate che faccia il suo lavoro, concludendo con una richiesta al vostro spirito superiore di favorire la realizzazione.
Abbiate completamente fiducia nel Sé Superiore e nel suo aiuto.
- Chiudete la meditazione con un gesto o una parola conclusiva (es. “Così sia”, “E’ fatto”, “Grazie”).
Più la condizione richiesta è diversa da quella che oggi vivete, più dubbi e paure possono affacciarsi durante la meditazione.
In questo caso ripetete la meditazione più intensamente e più spesso possibile.
Una volta al giorno è il minimo indispensabile, ma una maggior frequenza è altamente consigliata.
Continuate fino al raggiungimento di ciò che desiderate.
Se cambiate idea su questa programmazione e volete farne una diversa, dovete prima effettuare una meditazione speciale per l’annullamento di questa forma-pensiero, altrimenti continuerà a produrre i suoi effetti, interferendo con i vostri nuovi propositi.
(tradtto da: Un libro per il web di Paola Dianetti)
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La Meditazione
Meditare: perchè?
(tratto da ananda.it)
La pratica della meditazione non è più considerata un’esclusiva dei monaci buddisti, dei mistici cristiani o dei sadhu indiani.
È diventata parte della nostra cultura popolare, perché porta risultati positivi e spesso immediati.
I medici la consigliano quale efficace rimedio per ridurre lo stress e l’ipertensione, per controllare il dolore fisico ed emotivo e quale parte integrante dei programmi di riabilitazione post- chirurgica.
Viene inoltre insegnata ai manager come aiuto per ritrovare calma e concentrazione nel proprio lavoro o per ridurre l’ansia che deriva dal carico di responsabilità.
Gli allenatori sportivi consigliano la meditazione per aiutare gli atleti ad aumentare la loro concentrazione e a combattere il nervosismo. Gli insegnanti scolastici iniziano ad imparare a meditare per poter avere più pazienza con i propri studenti e la insegnano agli allievi per stimolarne la creatività e l'intuizione.
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Ma perché è tanto consigliata?
Prima di tutto, perché è facile da praticare. Può essere praticata da chiunque, ad ogni ora ed in ogni luogo, non richiede attrezzatura speciale, strumenti o abbigliamento particolare. Tutto ciò che serve sono una sedia comoda e un ambiente calmo.
Una volta raggiunta una buona familiarità con la meditazione, sarà possibile praticarla anche in ambienti non perfettamente tranquilli.
La meditazione è facile da imparare e bastano anche solo dieci minuti al giorno per praticarla. Può essere usata in modo mirato durante le attività quotidiane, per aumentare la concentrazione e rilassare tensioni fisiche o mentali.
Meditare migliora anche la nostra salute e vitalità. Poiché insegna a respirare in modo corretto, apporta ossigeno e energia vitale al corpo e alle cellule del cervello, stimolando beneficamente gli organi vitali e rafforzando il sistema immunitario, digerente e circolatorio.
Per coloro che sono più interessati all’aspetto filosofico, meditare apre nuove strade nell’esplorazione del sé e può portarci a più profonda comprensione, armonia e pace interiore.
Infine, per coloro che sono più inclini alla spiritualità, la meditazione è la porta che introduce alla realizzazione del Sé.
Ultima modifica di francyfre; 30/01/2012 alle 12:51
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Meditazione, efficace come i farmaci anti-depressione
La pratica, basata su di una terapia cognitiva, fornisce una protezione dalle ricadute depressive al pari dei farmaci.
LO STUDIO:
Sarebbe proprio una bella cosa, quella di poter fare a meno degli psicofarmaci per tenere a bada i sintomi della depressione. E, a quanto sembra, un modo c’è.
È quanto sostengono i ricercatori del Centre for Addiction and Mental Health (Canada) che hanno pubblicato i risultati del loro studio sulle pagine dell’Archives of General Psychiatry. La meditazione basata su di una terapia cognitiva (MBCT), secondo gli scienziati, fornirebbe la stessa protezione dalle ricadute depressive dei farmaci tradizionali.
Per giungere alle loro conclusioni, gli scienziati hanno condotto uno studio randomizzato della durata di 18 mesi, in modo da comparare gli effetti della meditazione con quelli dei farmaci.
Prima di procedere con le verifiche, tutti i partecipanti con una diagnosi di depressione maggiore sono stati trattati con i farmaci antidepressivi fino a quando i loro sintomi non si sono placati.
Dopodiché, sono stati suddivisi a caso per ricevere un trattamento con la MBCT, un placebo o continuare la terapia farmacologica.
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Ultima modifica di francyfre; 30/01/2012 alle 12:52
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L’intento era quello di valutare l’efficacia dei diversi trattamenti nel tempo. Tutti i pazienti sono stati seguiti a regolari intervalli durante i 18 mesi di trial. Gli appartenenti al gruppo MBCT dovevano praticare la meditazione a casa propria tutti i giorni, per un totale di otto sessioni settimanali.
Alla fine del periodo di controllo, si è evidenziato come gli appartenenti al gruppo MBCT mostrassero praticamente gli stessi tassi di ricaduta di quelli che hanno continuato a ricevere i farmaci antidepressivi. Al contrario, il gruppo di controllo trattato con il placebo ha mostrato tassi di ricaduta significativamente più alti.
Ancora una volta, la meditazione che un tempo era relegata a mera pratica per santoni o spiritualisti, acquista un valore attuale e si pone come una valida tecnica complementare in grado di offrire numerosi vantaggi. Meditate, gente, meditate, diceva qualcuno.
[lm&sdp]
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Riferimento: Meditazione, efficace come i farmaci anti-depressione
Ho notato solo ora questo tuo messaggio...
Non sono un esperto e parlo da autodidatta, anni fa ho frequentato per mesi inutilmente una psicologa... mi hanno anche dato degli psicofarmaci che ho voluto smettere di prendere in quanto stavo solo peggio...
Un bel giorno ho deciso di smettere con tutto, psicologa psicofarmaci etc... avevo tutti contro che mi dicevano sbagliassi perché da soli non si esce dalla depressione e altre caz.zate del genere! Io non mi sono mai riconosciuto come depresso, ma gli altri sostenevano lo fossi...
Comunque sia ho letto su internet molto sulla meditazione, iniziai a farla per lungo tempo, anche un'ora al giorno, a quei tempi ancora non lavoravo...
Ora ho un controllo sulla mia vita e sulle mie emozioni che non pensavo fosse possibile raggiungere!
Spero possa essere utile per qualcuno...
Ultima modifica di francyfre; 30/01/2012 alle 12:52
Venne per il sole, ma rimase per il popolo!

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Riferimento: Meditazione, efficace come i farmaci anti-depressione

Originariamente Scritto da
luca468
.. Ora ho un controllo sulla mia vita e sulle mie emozioni che non pensavo fosse possibile raggiungere!
Direi che allora hai raggiunto un ottimo risultato!
La cosa più importante è agire consapevolmente nel modo desiderato, senza lasciarsi condizionare dal parere o dalle pressioni degli altri, per arrivare ad amarsi e ad accettarsi così come si è, nel pieno rispetto di sì stessi
Anche questa è "evoluzione"
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Riferimento: Meditazione, efficace come i farmaci anti-depressione

Originariamente Scritto da
anna1401
Direi che allora hai raggiunto un ottimo risultato!
La cosa più importante è agire consapevolmente nel modo desiderato, senza lasciarsi condizionare dal parere o dalle pressioni degli altri, per arrivare ad amarsi e ad accettarsi così come si è, nel pieno rispetto di sì stessi
Anche questa è "evoluzione"

Infatti dal mio punto di vista è senz'altro positivo, tuttavia esistono aspetti che altre persone, o se vogliamo la società, potrebbe giudicare non positive in una persona.
Inutile dire che mi importa poco e continuo a farlo, visti gli innumerevoli benefici personali, faccio un lavoro molto tecnico che richiede a volte di tenere a mente molte cose contemporaneamente senza farsi distrarre altrimenti ci metterei ore e ore a fare le cose. Avere una mente concentrata per me è quasi una necessità, per quanto non abbia responsabilità immediate stringenti come potrebbe averle un chirurgo, un pilota o un autista ho certamente bisogno di essere più concentrato di loro se voglio mantenere degli standard di efficenza accettabili.
Venne per il sole, ma rimase per il popolo!

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