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Discussione: Danzaterapia e musicoterapia

  1. Registrato da
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    Un effetto altrettanto notevole è stato notato anche nei bambini che avevano seguito teatro: "le loro abilità sociali erano cresciute, cioè erano diventati più aperti e meno timidi". "La questione ancora da risolvere - prosegue Schnellenberg - è se si tratti di un effetto specifico della musica o di un'azione più generale degli stimoli intellettuali. I nostri risultati mostrano che la musica ha un effetto maggiore e più duraturo delle altre attività, ma suggeriscono che comunque certi stimoli possono dare benefici non trascurabili, come è stato per i bambini che hanno seguito il corso di teatro".

    Quindi, quello che di sicuro possiamo dire, è che "avere delle attività extrascolastiche ha un effetto sull'intelligenza dei bambini".

    segue..
    Ultima modifica di anna1401; 22/07/2011 alle 12:18

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    Danzaterapia e musicoterapia
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    Ma se sui benefici delle lezioni di musica in giovane età i risultati di Schnellenberg sembrano essere inequivocabili, il discorso è molto diverso per quanto riguarda i benefici della musica in generale.
    Cioè sembra più difficile affermare che ascoltare musica ogni tanto possa migliorare le prestazioni intellettive.
    Come è stato detto per il cosiddetto Effetto Mozart.

    Secondo i sostenitori di questa teoria, ascoltare dei brani del compositore austriaco (e solo suoi) renderebbe più intelligenti e migliorerebbe le abilità cognitive anche dei malati di Alzhemeir.

    A questo riguardo Schnellenberg si mostra decisamente più scettico: "abbiamo ripetuto l'esperimento con Schubert e abbiamo trovato anche un effetto Schubert.
    E sui ragazzini di dieci anni abbiamo anche riconosciuto un effetto Blur, perché abbiamo notato un aumento delle prestazioni nei ragazzini che avevano ascoltato le canzoni del gruppo pop inglese!
    ".

    segue..
    Ultima modifica di anna1401; 22/07/2011 alle 12:18

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    Quindi, per Schnellenberg, il presunto effetto di Mozart sarebbe da ricondurre a un effetto più generico della musica, che è capace di rilassare e di migliorare l'umore.

    A patto, però, che sia quella preferita. "Lo stimolo uditivo, quando viene percepito come gradevole, aumenta il benessere. E quando uno si sente bene e rilassato, assolve meglio ai suoi compiti.
    Ma questo stesso effetto potremmo trovarlo anche utilizzando delle caramelle: i bambini ai quali si dà una caramella prima di fare il test, molto probabilmente, lo eseguono meglio degli altri
    ".

    Nessun effetto Mozart, dunque. Mentre un effetto positivo prolungato per l'intelligenza di chi segue delle lezioni di musica, quello sì.
    Ultima modifica di francyfre; 29/12/2011 alle 13:55

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    Smile Tomatis

    Citazione Originariamente Scritto da anna1401 Visualizza Messaggio
    Uno dei maggiori studiosi del suono dal punto di vista medico, il francese Alfred Tomatis è stato il primo a sostenere che la musica mozartiana è in grado di produrre un miglioramento delle abilità cognitive dell’individuo, attraverso lo sviluppo del ragionamento spazio-temporale.

    Tomatis sostiene pertanto che l’ascolto della musica mozartiana è in grado di favorire l’organizzazione dei circuiti neuronali, rafforzando i processi cognitivi e creativi dell’emisfero destro.

    Fonte .musicotherapy.it
    Alcuni anni fa ho accompagnato una mia cara amica a Parigi a fare un corso di approfondimento con Tomatis dopo un lungo e intenso percorso in Italia. Lei fa la cantante lirica.
    Quella fu un'esperienza incredibile. Migliorò moltissimo la sua emissione vocale e risolse alcuni problemi interiori notevoli. In Italia aveva fatto anche il Parto Uditivo. Consisteva nel rivivere le sensazioni della sua vita intrauterina ascoltando con filtri particolari, la voce della madre che le leggeva una storia. Alla fine di quella esperienza, molto faticosa perchè le fece riemergere tutti i dolori repressi e le ansie, la vidi cambiata. Riconciliata con se stessa e più amorevole.
    Penso che lui sia un uomo straordinario

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    Ma che esperienza bellissima e interessante!
    Mi fa molto piacere che la tua amica abbia avuto questi risultati positivi!

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    Ascoltare la musica abbassa la pressione

    Sanihelp.it - Al meeting di New Orleans dell’ American Society of Hypertension un gruppo di ricercatori dell’Università di Firenze ha proposto i risultati di uno studio estremamente originale e interessante.

    Sembra che ascoltare almeno mezz’ora al giorno di musica classica, celtica o il indiana, possa abbassare valori elevati di pressione arteriosa.

    Lo studio ha seguito 48 persone di età compresa fra i 45 e i 70 anni, tutti con ipertensione trattata farmacologicamente.
    28 di loro, ogni giorno, per circa un mese hanno ascoltato 30 minuti di musica classica, celtica o indiana, mentre svolgevano un blando esercizio fisico.
    Gli altri 20 non hanno cambiato in alcun modo le loro abitudini di vita.

    Un monitoraggio attento della loro pressione arteriosa ha rivelato, dopo un mese, un netto decremento della pressione sistolica nei pazienti che hanno ascoltato musica metodicamente rispetto al gruppo di controllo.

    L’ascolto della musica, quindi, può essere un sistema per aiutare a controllare l’ipertensione senza provocare alcun effetto collaterale.

    Fonte sanihelp.it

  8. Registrato da
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    AUDIOPSICOFONOLOGIA metodo TOMATIS

    L’AudioPsicoFonologi a è un metodo innovativo che può risolvere, in maniera soddisfacente, vari disturbi psicologici e psicosomatici.
    È comunque molto efficace anche nei problemi di apprendimento, di mancanza di concentrazione ed è anche d'aiuto a bambini e adolescenti con difficoltà scolari.

    Grazie all'energia che l'orecchio apporta al cervello, il pensiero è molto attivato e quindi anche le facoltà creative sono ampliate.

    segue..
    Ultima modifica di anna1401; 22/07/2011 alle 12:19

  9. Registrato da
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    L’AudioPsicoFonologi a è una terapia ideata da un medico otorinolaringoiatra francese, Alfred Tomatis, che, negli anni '50 , partendo dagli studi sulle sordità professionali degli aviatori e sui disturbi della emissione vocale nei cantanti, scopre il legame esistente tra lo sviluppo psichico della personalità e l'esperienza dell'ascolto.
    Egli mise in evidenza le relazioni esistenti fra l'orecchio e varie funzioni dell'organismo, come ad esempio il linguaggio.

    Il metodo audiopsicofonologico ideato dal dott. Tomatis stabilisce che quando l'orecchio non ascolta in modo ottimale si hanno ripercussioni su tutto l'organismo.

    L'audiopsicofonologi a ha come oggetto di studio e di applicazione la rieducazione dell'orecchio fatta allo scopo di stimolare l'ascolto di un individuo.

    Recuperare, attraverso l'applicazione del metodo, la capacità di ascoltare vuol dire non solo poter parlare a sé stessi e agli altri in modo differente, ma anche potersi percepire mentalmente in modo nuovo.

    segue..
    Ultima modifica di anna1401; 22/07/2011 alle 12:19

  10. Registrato da
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    La base musicale del metodo AudioPsicoFonologia è la musica di Mozart che è ricca di alte frequenze.

    Si utilizzano anche in misura minore i canti gregoriani, che mettono in sintonia i ritmi cardiaci e respiratori.

    Il programma sonoro si prefigge lo scopo di far seguire al paziente una progressione di ascolto ideale, simile a quella che avrebbe dovuto sviluppare dal momento del suo concepimento; la qualità del suo ascolto e di conseguenza la comunicazione con l'ambiente sono la risultante di tutto ciò che non è "filato liscio" da quel momento in poi.

    Dalle ricerche sul rapporto strettissimo tra facoltà d’ascolto e mente, dalla messa a punto di un metodo di terapia sperimentale finalizzata alla ri-educazione delle potenzialità auditive può darsi un nuovo e sistematico approccio didattico basato sull’ascolto.

    segue..
    Ultima modifica di anna1401; 22/07/2011 alle 12:19

  11. Registrato da
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    Il raffinato processo di apprendimento dell’uso della voce si evolve per gradi fin dal concepimento e secondo Tomatis è fortemente veicolato dall’orecchio.

    La funzionalità dell’apparato uditivo in stretta connessione con gli organi preposti alla fonazione, mentre disciplina l’intera attività sensoriale, condiziona la presa di coscienza di sé e della propria corporeità.

    Questa breve premessa è anche il punto d’arrivo della teorizzazione elaborata da Tomatis in relazione alla questione dell’ascolto che egli considera prioritaria ed essenziale.

    L’approccio pedagogico all’ascolto appare ben diverso - come T. stesso sottolinea - dal percorso terapeutico psicoanalitico teso unicamente a cercare di smontare le rigide forme delle costruzioni umane “ rafforzate da millenni di incomprensione da cui l’ascolto si è trovato letteralmente escluso “

    (cit. da pag. 202 di “ Ascoltare l’universo”).

    segue..
    Ultima modifica di anna1401; 22/07/2011 alle 12:19

  12. Registrato da
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    L’applicazione pratica del metodo Tomatis si propone essenzialmente di risvegliare l’ascolto: il percorso guidato, ma non passivamente seguito, verso il recupero dell’ascolto ” ha per principale obbiettivo la scoperta della presenza dell’altro, della presenza effettiva di ciò che è altro da sé ”.

    Grazie alla ritrovata e rinnovata facoltà di ascoltare “ tutto ciò che un essere umano può raccogliere e tradurre in linguaggio verbale attraverso il sistema nervoso, si ritroverà libero dai filtri frapposti dalle vicende affettive e arricchito di tutta l’esperienza personale “. (cit. vedi sopra).

    Dunque insegnare o rieducare l’ascolto “ può diventare un apprendimento come gli altri “ , tanto più efficace se effettuato, con l’aiuto di sistemi sempre più avanzati, grazie ai progressi dell’elettronica : sistemi che tengano conto da una parte dei meccanismi dell’orecchio e dall’altra dell’elaborazione dei suoni compiuta dall’apparato uditivo fin dal concepimento.

    segue..
    Ultima modifica di anna1401; 22/07/2011 alle 12:20

  13. Registrato da
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    Tomatis sottolinea l’integrazione funzionale delle parti dell'orecchio “ vestibolare “ e “ cocleare “ (la prima preposta all’equilibrio, la seconda deputata al riconoscimento dei suoni), la sua capillare innervazione a tutti i livelli del midollo spinale, ne fanno l’organo privilegiato all’ascolto.

    Ma, a prescindere dalla buona funzionalità dell’orecchio, il processo di condizionamento audio-vocale, che prende avvio fin dallo stadio intrauterino, non sempre si evolve in modo del tutto lineare.

    Influenze di ordine affettivo, le interferenze sociali, l’insieme delle pressioni esterne, possono alterare il normale funzionamento degli organi sensoriali e produrre nella percezione sonora, sfasature tali da ostacolare o falsare ogni possibilità d’ascolto reale.

    Accedere alla dimensione vera e profonda dell’ascolto è possibile soltanto attraverso la rimozione degli ostacoli che limitano o impediscono la presa di coscienza di sé, mediata dall’acquisizione del linguaggio.
    Ultima modifica di francyfre; 29/12/2011 alle 13:55

  14. Registrato da
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    Come ascoltare la musica

    Oggi quasi tutti ascoltiamo musica, anche perché essa è presente, al di là del nostro desiderio di ascoltarla, in quasi ogni luogo.
    Però il più delle volte il nostro ascolto avviene in modo distratto, durante lo svolgimento di altre attività.

    Al contrario, beneficiare in profondità della musica significa soprattutto saperla ascoltare.
    Inoltre, i rumori in cui siamo costantemente immersi finiscono col produrre un frastuono che si ripercuote anche al nostro interno, producendo una agitazione della mente che ci impedisce di poter entrare in contatto con la nostra essenza più profonda.

    segue..
    Ultima modifica di anna1401; 22/07/2011 alle 12:20

  15. Registrato da
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    Bisognerebbe piuttosto riscoprire la tecnica primordiale di ascoltare e ascoltarsi, una tecnica che forse migliaia di anni fa era innata nell’uomo, quando i rumori erano solamente quelli prodotti dagli uomini e dalla natura che li circondava...

    Innanzitutto per un ascolto terapeutico è di fondamentale importanza trovarsi in uno stato fisico e psichico rilassato.

    Per fare ciò non è necessario stare sdraiati a letto con gli occhi chiusi o ottenere il rilassamento con tecniche specifiche come il training autogeno: la migliore preparazione all’ascolto è fatta di respirazione, tranquillità, e soprattutto atteggiamento non-critico nei confronti del suono.

    Importante è anche la postura che deve essere preferibilmente quella seduta, con le gambe non accavallate, le braccia staccate dal corpo poggiate su comodi braccioli.
    E’ anche importante non indossare abiti troppo stretti, che condizionano la nostra postura.

    segue..
    Ultima modifica di anna1401; 22/07/2011 alle 12:20

  16. Registrato da
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    Questa condizione è quella che augurabilmente ci consentirà in primo luogo il rilassamento, e poi il raggiungimento di uno stato di attenzione fluttuante, che, senza pericolo di addormentarci, ci consentirà il vero ascolto terapeutico.

    Altro elemento importante è la chiusura degli occhi, un gesto che racchiude in sé importanti significati neurofisiologici e psicologici.
    Infatti la semplice apertura degli occhi, induce una modificazione dell’attività elettrica di tutte le aree cerebrali e dà luogo ad una funzione sensoriale di grandissimo impegno: la vista, che non giova al rilassamento e alla focalizzatone sulla propria interiorità.

    Inoltre, chi prova difficoltà a questo livello già segnala incapacità o addirittura paura di perdere il controllo della situazione esterna e quindi di abbandonarsi.
    Ultima modifica di francyfre; 29/12/2011 alle 13:55

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    Cosa ascoltare

    Consultando delle pubblicazioni di musicoterapia si possono ricavare le indicazioni più disparate: c’è chi ritiene che la musica più adatta sia quella CLASSICA, chi sostiene che il genere più indicato è invece il JAZZ, chi propenderà per la NEW-AGE, e così via.

    In realtà è probabile che quasi tutta la musica sia indicata e che contenga in sé delle valenze terapeutiche. E’ quindi difficile elencare quali siano i brani in assoluto più terapeutici.

    Ci sono musiche che, per motivi in parte misteriosi, appartengono esclusivamente a noi, e producono solo in noi effetti fisici e soprattutto psichici, che difficilmente possiamo condividere con qualcun altro.

    Esemplificativo è a questo proposito il caso del diciottenne G. S. che pochi anni or sono si è risvegliato dal coma ascoltando una canzone del suo cantante preferito, Antonello Venditti.

    segue..
    Ultima modifica di anna1401; 22/07/2011 alle 12:20

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    Come possiamo negare che in questo caso la musica di Venditti non abbia esplicato importanti effetti terapeutici?
    Vi sono poi musiche che ci portiamo dentro da sempre, come se appartenessero al nostro stesso DNA, ed altre che pur accompagnandoci per brevi tratti della nostra vita sono in grado di “fotografare” questi “spezzoni” di esistenza in maniera indissolubile e profonda.

    Ci potrà capitare, magari in modo del tutto occasionale, di riascoltare una musica dopo molti anni e di trovarci a rivivere in maniera impressionante la stessa situazione in cui ci capitò di ascoltarla anni addietro, fino a poter percepire i profumi, i colori ed altre sensazioni legate a quel preciso momento.

    Si tratta di vere e proprie sinestesie (parola che deriva dal greco Syn = attraverso + aisthesis = percezione), un fenomeno affascinante che ha luogo ogni qualvolta una singola stimolazione sensoriale dà origine alla percezione di altri eventi sensoriali.

    segue..
    Ultima modifica di anna1401; 22/07/2011 alle 12:20

  19. Registrato da
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    Esemplificativo è un caso pubblicato recentemente sulla prestigiosa rivista scientifica “Nature” riguardante E.S. una giovane musicista svizzera che è appunto una sinesteta: E.S. quando ascolta la musica, è infatti in grado di percepire le note come differenti colori e perfino di gustarne il sapore.

    Tornado al tema di quale musica ascoltare, probabilmente la cosa migliore è quella di lasciarsi inizialmente andare al proprio intuito, e solo in un secondo momento mettere a fuoco una ricerca più mirata.

    Sicuramente l’aiuto di un musicoterapeuta esperto potrebbe essere inizialmente di aiuto per guidare alla scoperta della propria musica terapeutica, ma come criterio generico è consigliabile utilizzare inizialmente musica mai ascoltata prima, e di carattere strumentale.
    Ultima modifica di francyfre; 29/12/2011 alle 13:55

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    La musica New-Age

    Nata alla fine degli anni '70, questa musica è spesso usata come aiuto per la meditazione.
    Dal punto di vista armonico è lineare, apparentemente semplice ma si presenta ugualmente come un prodotto sofisticato.
    E’ studiata per non coinvolgere emotivamente ed evita frequentemente la ovvietà di frasi cantabili ripetute (i ritornelli).

    Ciò che la distingue dal rock, dal jazz e dalla classica è il suo carattere fondamentalmente meditativo, fatto per placare invece che per esaltare gli istinti primari.
    Gli artisti New Age usano strumenti tradizionali, etnici, acustici, elettrici o elettronici, e anche suoni e rumori ambientali.

    Tra i nomi più rappresentativi del genere si possono citare il pioniere della musica elettronica Brian Eno, il multi-strumentalista Kitaro, il pianista George Winston, la cantante Liz Story, l'arpista Andreas Vollenweider e il violinista elettronico Jean-Luc Ponty.

    Proprio la sua innata semplicità e sterilità ne fanno l’ideale colonna sonora dei relax e delle meditazioni.

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    Ultima modifica di anna1401; 22/07/2011 alle 12:20

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    La musica Gregoriana

    Con tale termine ci si riferisce alla musica in lingua latina creata nel periodo che va dai primi anni di diffusione del Cristianesimo sino all'anno 1000 circa.

    Il nome deriva dal Benedettino Gregorio Magno (papa dal 590 al 604) il quale, per dare maggiore unità alla chiesa si preoccupò di fondere i numerosi canti di preghiere che venivano usati nei centri già raggiunti dal Cristianesimo. Papa Gregorio impose ufficialmente il canto gregoriano in tutte le province del Sacro Romano Impero che si diffuse così nelle abazie e nei conventi.
    Solo Milano ebbe il permesso di continuare ad eseguire i canti ambrosiani, cioè quelli voluti da S.Ambrogio vescovo di questa città nel IV sec.

    Il canto gregoriano non aveva finalità artistica, ma il solo scopo era quello di unire i fedeli nella preghiera. Il canto gregoriano utilizza i ritmi del respiro naturale per creare un senso di riposante vastità.

    E’ eccellente per lo studio in tranquillità e per la meditazione, e può ridurre lo stress.

    segue..
    Ultima modifica di anna1401; 22/07/2011 alle 12:21

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