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Discussione: Mente Quantica e cambiamento interiore

  1. Registrato da
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    Prova a fare uno sforzo di immaginazione aggiuntivo.
    Prova a pensare, per esempio, ad una scatola di scarpe dentro una scatola di scarpe più grande.
    Nella scatola esterna c’è il “narratore silenzioso”, nella scatola interna ci sono il proto-sé e l’ oggetto.
    Le due scatole, insieme, sono il film-nella-testa generato dalle mappe neuronali.

    Questa è la mia personale reinterpretazione della teoria della coscienza di Damasio. Ci sono da fare due valutazioni: la prima è se io abbia in effetti capito completamente la teoria di Damasio; la seconda è se Damasio abbia colpito nel segno nell’elaborare la sua teoria.

    Una cosa è certa: a Damasio va senz'altro riconosciuto il merito di aver contribuito a introdurre il corpo nella discussione scientifica sulla coscienza. L'idea che l'organismo partecipi all'esperienza cosciente rompe nettamente con una tradizione che vuole la mente ben distinta dal corpo e restituisce alla coscienza stessa i requisiti biologici indispensabili per farne un oggetto di studio scientifico.
    Ultima modifica di francyfre; 30/01/2012 alle 11:52

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    Mente Quantica e cambiamento interiore
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    Riferimento: Il cervello umano

    Citazione Originariamente Scritto da anna1401 Visualizza Messaggio
    Credo che a qualcuno potrebbe interessare...
    E' troppo lungo un testo del genere. Molto meglio sintetizzarlo in poche righe a profitto di tutti. E discuterlo.

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    Riferimento: Il cervello umano

    Ho scelto questo pezzo perché mi pare già abbastanza sintetizzato, data la vastità dell’argomento, e perché è descritto in maniera semplice, di facile e scorrevole lettura, alla portata di chiunque...

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    Pollice in su Esercizio di riequilibrio tra emisfero destro e sinistro...

    Si sente parlare spesso di emisfero sinistro ed emisfero destro del cervello, cioè del fatto che il nostro cervello è "diviso" in due parti che gestiscono aspetti diversi della nostra personalità e del nostro modo di vivere.
    Secondo molti insegnamenti tradizionali recuperare l'equilibrio tra questi due emisferi è un procedimento molto lungo e faticoso, in realtà non è così difficile come sembra. Scoprite come…

    L'emisfero sinistro è legato alla parte razionale, logica, che consente di elaborare i dati. E’ quella parte che assomiglia maggiormente ad un computer.
    È definito anche parte "maschile" perché è connesso a caratteristiche maggiormente diffuse negli esseri umani di sesso maschile.

    L'emisfero destro, invece, è legato alla sfera intuitiva, creativa, quella maggiormente utilizzata per esempio da molti artisti, inventori e particolarmente utilizzata anche in esperienze sciamaniche o comunque oltre il limite della realtà ordinaria.
    Viene definito anche "femminile" perché è soprattutto nelle donne che questa sfera è rimasta maggiormente attiva.

    segue..
    Ultima modifica di francyfre; 30/01/2012 alle 11:52

  6. Registrato da
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    Negli ultimi secoli e millenni, in particolare nel mondo occidentale, le facoltà dell'emisfero sinistro hanno lentamente preso il sopravvento fino a relegare in secondo piano gli aspetti della creatività e dell'intuizione

    In altre culture, per esempio quella degli aborigeni australiani, con il "Tempo di Sogno", la capacità di spaziare tra diversi piani della realtà è considerato un'esperienza quotidiana e ad essa non viene rivolta un'attenzione particolare o diversa rispetto agli altri piani dell'esistenza

    I ricercatori hanno scoperto da tempo ormai che nel bambino fino ai sei anni di vita, le facoltà di questi due emisferi sono ancora equilibrate: ecco che un bambino è capace spesso di percepire altri aspetti della realtà, di costruire con il gioco il proprio "tempo del sogno" personale.
    E’ anche per questo che l'età dell'apprendimento, quella scolastica, inizia proprio intorno ai sei anni, è a questo punto che la sfera razionale inizia a prendere il sopravvento.

    Molti insegnamenti tradizionali, molte culture fanno pensare che recuperare l'equilibrio tra questi due emisferi del cervello, premessa per poter avere un rapporto pieno e completo con la realtà, sia un procedimento lungo, faticoso, che necessita di anni di pratiche, spesso vendute a caro prezzo.

    L'immagine che correda quest'articolo (vedere la gif animata nella pagina) è un esempio, invece, di come il recupero di un rapporto armonioso con la propria realtà, e di un proprio percorso di crescita personale, possa avvenire senza bisogno di "pratiche" lunghe.

    segue..

  7. Registrato da
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    Come fare? Facile, anche se non necessariamente semplice...

    Se osservate l'immagine della ballerina che ruota su se stessa, quando la vedete ruotare in senso orario state utilizzando l'emisfero sinistro, la parte logica e razionale del cervello.
    Se nell'osservarla mettete l'intento di cambiare modalità di percezione, ad un certo punto la ballerina inizierà a ruotare in senso antiorario: è entrato in gioco l'emisfero destro del cervello.

    Qualcuno potrà pensare che in realtà sia l'immagine a cambiare periodicamente senso di rotazione, per cui vi suggerisco di fare questa prova con qualcun altro e di verificare che realmente è possibile vederla girare in direzioni opposte nello stesso momento.

    L'obiettivo non è quello di fare un esercizio o un "gioco di prestigio". Con un po' di pratica è possibile percepire il momento in cui la ballerina inverte il suo senso di rotazione come un vero proprio "clic" interiore; continuando a esercitarvi fino al punto in cui potrete determinare consapevolmente in quale senso vederla ruotare, sarete arrivati anche al punto in cui avrete scoperto come passare dall'utilizzo di una visione razionale ad una più intuitiva della realtà.

    segue..

  8. Registrato da
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    Con un semplice esercizio come questo può iniziare per qualcuno un viaggio verso la scoperta che la realtà quotidiana è strettamente determinata dal punto di vista dell'osservatore, pertanto uno stesso evento può essere visto in modi molto diversi tra loro proprio a seconda di come lo si osserva.

    E per qualcuno, chissà, questo può essere l'inizio di un viaggio alla scoperta di ben più affascinanti piani della realtà quali quelli in cui ci si addentra con il viaggio sciamanico nella caccia all'anima, oppure la scomparsa della propria immagine riflessa nello specchio sperimentato della One Experience, oppure ancora molte esperienze cui spesso si accede con l'ausilio di piante maestre e sostanze allucinogene, senza però l'utilizzo di tali sostanze.

    Del resto, nelle culture sciamaniche, l'utilizzo delle piante maestre (funghi o altro) per entrare in contatto con altri aspetti della realtà è considerato solo come uno strumento per rendersi conto che tali piani esistono e l'invito, a quel punto, è poi fare a meno di tale sostanze ed imparare ad espandere la propria sfera di percezione senza più ricorrere a nient'altro che se stessi.
    Ultima modifica di francyfre; 30/01/2012 alle 11:53

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    Come la coscienza crea il mondo materiale e corporeo

    Un viaggio quantistico per incontrare la fonte della creazione

    (dr Gaetano Conforto - tratto da quantumedicine.com)

    Una delle scoperte più affascinanti di questo secolo, è stata la dimostrazione di sostanze di natura peptidica, dette Neuropeptidi, da parte della ricercatrice Candice Pert, che le ha studiate in relazione al loro effetto sugli stessi recettori su cui agisce la morfina.
    Risvolto di questa scoperta è che ad ogni pensiero o immagine, seguono tutta una serie di immissione in circolo, da parte del cervello, di queste sostanze con effetti immediati alla periferia, sugli organi.

    Come si può intuire da questo meccanismo, noi siamo in grado di influenzare, regolando l’attività di questi Neuropeptidi, il funzionamento del nostro corpo ( Benson, Austin, Epstein).

    Per esempio, a seguito di una esperienza piacevole, quindi mentale, si hanno dei risvolti positivi su molte funzioni corporee, per immissione in circolo di Endorfine (sostanze simili alla morfina!).
    Lo stesso sistema immunitario ne trae giovamento, potenziandosi; i glucocorticoidi (gli ormoni dello stress ) si riducono, e cuore, polmoni, circolazione, metabolismo, radicali liberi si assestano a valori ideali per la salute.

    segue..

  10. Registrato da
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    Tecniche come la visualizzazione creativa (immagini mentali ), la Meditazione Trascendentale, la Risposta di Rilassamento (Benson e gli effetti sull’ipertensione), Yoga, Zen, sono in grado di provocare una particolare attività cerebrale, caratterizzata da onde alpha, dove avvengono gli importantissimi e delicati legami fra mente e corpo.
    Aperta questa porta, possiamo agire sulle funzioni corporee!!!

    I buddisti che praticano lo Zen, nudi sulla neve, sono in grado di riscaldare delle coperte inzuppate di acqua ghiacciata !!! (Austin).
    Il cardiologo americano Dean Ornish associando queste tecniche con l’alimentazione vegetariana, lo Yoga, e la ricerca spirituale, ha ottenuto la scomparsa delle placche arteriosclerotiche alle coronarie di cardiopatici, pronti per l’intervento chirurgico di by-pass.

    E’ ovvio che ciò comporta una metodica di training mentale, il cui impegno quotidiano è alla base dei risultati, apparentemente inusuali per noi occidentali staccati dal mondo dei rapporti mente-corpo (in medicina è noto l’effetto placebo, a dimostrazione di questi legami): la mente allenata è in grado di influire sulla fisiologia corporea.

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    La fisica quantistica è andata oltre (vedi Wolf) dimostrando in laboratorio (Aspect) come entità immateriali pensieri, immagini vivide) di natura quantistica, sotto l’effetto dell’osservatore, cioè della nostra attenzione, si trasformano da onde di probabilità, invisibili, in particelle, visibili (effetto mente-corpo ): in poche parole siamo creatori del nostro mondo, quindi della nostra realtà !!!

    Il cervello quindi diventa il mezzo attraverso cui agisce la mente: ma, secondo la fisica quantistica applicata alla fisiologia, ci sarebbero tante piccole menti, quante sono le molecole del nostro corpo, che cooperano con la mente più grande, in un'unica rete di scambi immediati.

    Inoltre è stato provato il teorema di Bell, altro fisico, che riguarda la non-località: due particelle (quindi oggetti materiali) che vengono separate, dimostrano di essere unite, qualunque sia la distanza, con fenomeni che riguardano entrambe contemporaneamente, come se ci fosse, ed è stato dimostrato, un legame che va oltre la velocità della luce.

    L’osservazione crea la nostra realtà: noi siamo CREATORI…..

    Bibliografia: vedere nella pagina
    Ultima modifica di francyfre; 30/01/2012 alle 11:53

  12. Registrato da
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    L’ apparato psichico dal punto di vista dinamico:

    CONSCIO, PRECONSCIO, INCONSCIO
    (Dr. Cosimo Aruta - Tratto da: mediazionefamiliarem ilano.it )


    Quale è la differenza ?

    Il CONSCIO è l’Io consapevole, la parte che percepisce la realtà, inventa, crea, agisce, pensa, decide ecc.


    Il PRECONSCIO è la parte della coscienza che non ricordiamo e che può affiorare alla coscienza solo se stimolata.
    Un esempio:una persona incontra un amico dopo tanti anni, lo saluta con cordialità, ma non ricorda il suo nome.
    Si sforza, spreme le meningi, ma quel nome proprio non raggiunge la memoria, almeno in quel momento. Dopo qualche ora, salutato l’amico ed in un altro contesto, il nome riemerge: ad esempio, Giacomo! Certo, Giacomo, perché non mi è venuto in mente prima.
    Semplicemente perché questo ricordo era collocato nel pre-conscio, per emergere aveva bisogno di essere stimolato.
    segue..

  13. Registrato da
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    Immaginiamo un archivista che avesse iniziato una ricerca di un documento. Quando l’elemento, in questo caso il nome, raggiunge la coscienza, a lui si accompagnano una serie di ricordi collegati, come la gita scolastica, una partita di calcio, etc.
    Non tutti i ricordi possono essere contemporaneamente presenti, perché altrimenti sarebbe impossibile pensare. Come per un archivista non è possibile disporre di tutti i documenti contemporaneamente, occorre sempre il tempo necessario per la ricerca.

    L’INCONSCIO è la personalità profonda e non manifesta, ed emerge nel corso dell'analisi.
    L'inconscio può anche raggiungere la memoria in modo "travestito" nei sogni o nei lapsus, quando “sfugge” alla coscienza stessa.
    L'inconscio si struttura nel corso dello sviluppo psicosessuale del bambino, nei primi anni di vita; è stato definito inizialmente da Freud: il luogo dell'oscurità, dell'inaccessibilità , la regione delle rimozioni.
    Ultima modifica di francyfre; 30/01/2012 alle 11:53

  14. Registrato da
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    INCONSCIO - conoscerlo per vincere

    (Dr. Claudio Pagliara - tratto da piùchepuoi.it )

    Che cos’è l’inconscio?
    Come funziona?
    Qual'è la sua sede?



    Credo che ce ne sia bisogno se si vuole veramente utilizzare al meglio le grandi potenzialità di questa parte importante di ciascuno di noi.
    E’ come avere una Ferrari e non sapere come funziona, rimarrà sempre li, con delle potenzialità inespresse.
    Oltretutto ho notato che tantissimi hanno le idee errate o, comunque, confuse, in merito alla sede ed al funzionamento dell’inconscio.
    Prima di tutto va superato il concetto Freudiano di inconscio.
    Per Freud si doveva intendere per inconscio il complesso dei contenuti e dei processi che non affiorano alla coscienza (su questo si può essere d’accordo) e che non sono quindi controllabili razionalmente ( questa parte va rivista alla luce delle nuove conoscenze scientifiche).

    Non solo perchè l’inconscio ha una sua perfetta logica e razionalità, ma anche perchè è più corretto dire non controllabili volontariamente.
    In verità anche questo non è perfettamente vero perchè c’è un dialogo continuo tra la nostra parte conscia ed inconscia, con reciproca influenza e che, con varie tecniche, si può controllare volontariamente.
    Ma non voglio addentrarmi troppo nel tecnico in questa fase.

    segue..

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    Andiamo sulle cose ora più pratiche.
    L’inconscio è una funzione del nostro cervello.
    Molte volte per capire come funziona il nostro cervello bisogna vedere cosa succede in determinate malattie.

    Esistono dei pazienti affetti da cecità corticale (è una forma di cecità dovuta a lesioni da trauma cranico, da tumori o da ictus che danneggiano la corteccia occipitale, esattamente nel luogo deputato alla percezione visiva consapevole) che sono affetti da ”blind-sight” o “visione cieca”.

    Questi pazienti sono ciechi, sanno di esserlo e si comportano di conseguenza, in quanto, per il danno cerebrale a livello della corteccia visiva, non sono consapevoli della percezione visiva.
    Sottoposti a determinati stimoli od a tutta una serie di esperimenti si comportano come dei sensitivi, nel senso che dimostrano di avere la capacità di vedere ciò che non vedono.

    Questi pazienti dimostrano di avere una elaborazione, anche se inconscia, delle informazioni visive a cui vengono sottoposti e questo si evidenzia nei loro comportamenti, pur non essendone loro consapevoli.

    segue..

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    Per esempio, chiedendo di afferrare degli oggetti, i pazienti riescono ad orientare e ad adattare la presa delle loro mani alla posizione, alla forma ed alla dimensione dell’oggetto presentato.
    Con tutta una serie di altri esperimenti si è verificato che questi pazienti non vedono con la parte consapevole del loro cervello, ma vedono con la parte cosidetta inconscia.

    Questo succede perchè le informazioni visive al sistema nervoso centrale, non sono dirette solo alla corteccia, ma anche a tutta una serie di strutture sottocorticali, che elaborano queste informazioni in modo inconscio, al fine di tenere conto anche di queste informazioni quando si devono fare delle scelte o si devono dare delle risposte.

    Quanto riferito ci fa capire che si realizza costantemente una elaborazione inconsapevole delle informazioni che arrivano al nostro sistema nervoso e che una parte importante del nostro comportamento è frutto di una elaborazione ed integrazione a diversi livelli sottocorticali.
    La coscienza regna ma non governa … pensate a chi comanda veramente in Inghilterra.

    Ponete attenzione, in questo momento, a tutte le informazioni che arrivano al vostro sistema nervoso centrale attraverso i vostri vari organi di senso (rumori, suoni, odori, immagini fuori dal vostro campo di lettura, posizione delle vostre gambe etc.)..

    segue..

  17. Registrato da
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    e di cui non siete consapevoli o, almeno, non eravate consapevoli fino a quando la vostra attenzione era rivolta a quello che stavate leggendo.
    Delle informazioni di cui sopra non eravate consapevoli perchè si fermavano nelle strutture cerebrali sottocorticali.
    Si crea, quindi, in ogni momento della nostra vita, anche un’elaborazione delle informazioni che si svolge a livello sottocorticale, conseguenzialmente inconsapevole e che realizza ricordi inconsapevoli.

    Il nostro inconscio non dimentica nulla delle esperienze che facciamo, siamo noi che crediamo di dimenticare, e questo solo perchè non ce ne ricordiamo più consapevolmente.
    L’informazione proveniente dai recettori, per essere cosciente, deve arrivare a livello della corteccia cerebrale, ma non sempre arriva qui e, comunque, non arriva solo qui.
    Esiste, quindi, una sensibilità incosciente che informa le parti inferiori del nostro cervello.

    Questa sensibilità incosciente viene anche memorizzata in modo inconsapevole ed è anche per questo che il nostro cervello apprende molto di più di quello che crediamo di apprendere in ogni esperienza e sa sempre molto di più di quello che crediamo di sapere.

    segue..

  18. Registrato da
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    Si può essere inconsapevoli di una parte del mondo e senza saperlo e senza volerlo, si può apprendere qualcosa da esso e su di esso.

    In continuazione ci sono cose che percepiamo e di cui non siamo consapevoli e che, comunque, producono effetti in noi ed intorno a noi, al di fuori del nostro controllo e della nostra volontà.
    Il nostro sistema nervoso centrale viene ad accumulare conoscenze che sono ignorate dalla parte consapevole.

    Per questo il nostro cervello sa anche quello che noi ignoriamo.
    Si crea in questo modo una conoscenza inconsapevole che condiziona e determina le nostre scelte e la nostra vita al di fuori del nostro controllo.
    Quanto riferito aiuta senz’altro a fare un po’ più luce sull’inconscio e ci apre la strada per capire che:

    • La coscienza è una grande macchina per cancellare e selezionare
    • L’inconscio è una grande macchina per non dimenticare.
    • l’invisibile è sempre più importante del visibile.
    • la verità libera, è rivoluzionaria e crea coerenza
    • la coerenza crea potere
    • quando la natura (l’inconscio) e la cultura (la consapevolezza) si incontrano anche le montagne si spostano.


    Buona riflessione e buona consapevolezza
    Dr Claudio Pagliara
    Ultima modifica di francyfre; 30/01/2012 alle 11:53

  19. Registrato da
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    Riferimento: Mente Quantica e cambiamento interiore

    Nella speranza di non essere inopportuno, segnalo questo video.
    Mi farebbe molto piacere sentire le opionioni dei lettori.
    Ultima modifica di francyfre; 30/01/2012 alle 11:53

  20. Registrato da
    07/12/2004
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    Riferimento: Mente Quantica e cambiamento interiore

    Ho il DVD
    e il libro:
    molto interessante !
    Ultima modifica di francyfre; 30/01/2012 alle 11:53

  21. Registrato da
    22/08/2009
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    Riferimento: Mente Quantica e cambiamento interiore

    Oltre a condividere molte cose che dice, quel tipo è una persona incredibilmente affascinante.

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