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Discussione: il corpo racconta

  1. Registrato da
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    Comunicazione Non Verbale (CNV) interattiva

    Il potere del linguaggio del corpo

    (di Vincenzo Fanelli)

    La comunicazione non verbale non è solo uno strumento per “leggere negli altri” oltre le parole ma anche un potente mezzo di interazione per creare empatia (o anche mismatching).
    Quello che facciamo con il nostro corpo ha molta più influenza di quanto possiamo immaginare. Ad esempio, la gestione degli spazi (Prossemica) è fondamentale per evitare di mandare in tensione il nostro interlocutore.

    Alcuni individui hanno una modalità comunicativa un po’ invasiva: tendono ad avvicinarsi troppo e a toccare chi hanno di fronte (Digitale).
    Se il suo interlocutore esprime segnali di rifiuto (ad esempio, indietreggia leggermente o esprime scarichi tensionali), è importante ripristinare la “zona neutra” (generalmente di un metro e mezzo circa).
    Infatti, tendiamo ad annullare le distanze con persone che sono in rapporto intimo e/o confidenziale con noi.

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    Quindi, come è possibile superare questa distanza con una persona appena conosciuta?
    In alcuni corsi di vendita spesso insegnano che con il cliente (appena conosciuto) bisogna rafforzare la stretta di mano toccando con l’altra l’avambraccio dell’interlocutore.

    Non posso condividere fino in fondo questo insegnamento: il canale della Digitale (ovvero toccare se stessi o gli altri) è una delle vie più potenti in quanto coinvolge la sfera affettiva.
    Quando tocchiamo qualcuno tendiamo ad esercitare un ruolo con implicazioni affettive e questo non sempre è possibile farlo, soprattutto con sconosciuti.

    È importante tarare il proprio comportamento in base al feedback: se chi ho di fronte vuole mantenere una distanza di un metro / un metro e mezzo, come posso pensare di poterlo toccare (anche solo con una pacca sulla spalla)?

  4. Registrato da
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    È pur vero che ci sono individui che hanno una modalità comunicativa cenestesica: questo atteggiamento può essere letto positivamente (quando non è costruito) in quanto vorrebbero entrare in empatia con noi.

    Bisogna sempre tenere a mente che noi siamo responsabili al 100% dell’esito della comunicazione, sia positivamente che negativamente.
    Quindi, una gestione consapevole della gestualità, della prossemica e di alcuni segnali, può permetterci di migliorare (o peggiorare) la qualità della relazione.

    Ad esempio, comunicare tenendo le braccia conserte potrebbe provocare due effetti negativi:

    1. esprimiamo chiusura a livello non verbale
    2. limitiamo l’efficacia della nostra comunicazione

  5. Registrato da
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    Il primo punto è semplice da comprendere in quanto le braccia conserte sono un segnale di rifiuto espresso quando viene trattato un argomento che desideriamo non toccare.

    A questo proposito bisogna aggiungere che il segnale acquista valore solo quando viene espresso su una determinata parola e/o argomento.
    In altre parole, se il mio interlocutore è già in chiusura, non necessariamente significa che il segnale è rivolto nei miei confronti.

    Invece, se è in apertura e (ad esempio) parlando di lavoro esprime il segnale di chiusura, vuol dire che c’è qualcosa che gli crea fastidio in relazione al lavoro.
    Quindi, quando interagiamo con gli altri e vogliamo comunicare apertura, dovremmo evitare di farlo con le braccia conserte.

  6. Registrato da
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    Il secondo punto (limitare l’efficacia della nostra comunicazione) si riferisce alla duplice via che la comunicazione segue: parola (logica) e gestualità/tono e ritmo di voce (parte emotiva).

    Quando interagiamo con gli altri non solo parliamo ma gesticoliamo, andiamo avanti e indietro rendendo molto più incisiva la comunicazione.
    Ad esempio, una cosa è dire :”Tavolo” tenendo le braccia ferme o conserte: un’altra è dire “Tavolo” raffigurando la superficie piana con il movimento delle mani.
    In questo ultimo caso il messaggio è molto più incisivo in quanto segue la duplice via.

    Quindi, i segnali di rifiuto e chiusura hanno il potere di limitare la nostra efficacia come comunicatori.
    Ma è vero anche il contrario: i segnali di gradimento ed empatia tendono ad influenzare positivamente chi abbiamo di fronte: la sua parte emotiva li legge aprendosi nei nostri confronti riconoscendoci come persone “empatiche”.

  7. Registrato da
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    Quindi segnali di apertura e disponibilità espressi volutamente possono predisporre positivamente chi abbiamo di fronte.
    La tecnica del Rispecchiamento (vedi articolo “Empatia e Rispecchiamento” di Vincenzo Fanelli) rappresenta un utilizzo interattivo della comunicazione non verbale per entrare in empatia.

    Concludendo, non dobbiamo lamentarci degli scarsi esiti se durante un’interazione esprimiamo segnali di scarico tensionale, chiusura o rifiuto (ad esempio, tamburellare con le dita sulla scrivania, braccia conserte, battere nervosamente il piede per terra ecc.).
    Paradossalmente siamo molto più efficaci quando siamo sciolti e spontanei.
    Ultima modifica di francyfre; 30/01/2012 alle 10:47

  8. Registrato da
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    Messaggi del Corpo

    (di Monica Giovine - tratto da piùchepuoi.it)

    La nostra anima o sè superiore ci manda dei messaggi attraverso il nostro corpo, il quale è il sensore che comunica direttamente con noi.
    Le emozioni negative protratte nel tempo creano dei blocchi energetici che si somatizzano trasformandosi in disagi e quindi in malattie.

    Esiste una chiave di lettura per interpretare i messaggi nel corpo e capire cosa vuole dirci quel disagio o quella malattia e cosa dobbiamo modificare e trasformare per sentirci bene ed in armonia con se stessi e con l’ambiente circostante.
    Qualcosa di noi va rivisto e trasformato, il messaggio che riceviamo ci vuole far capire che il pensiero negativo va debellato e trasformato in pensiero positivo.

    Ecco la chiave di lettura delle problematiche psicofisiche e dei messaggi che il corpo cerca di darci attraverso il disturbo ed disagio fisico.
    Ogni parte del nostro corpo ha una sua chiave di lettura, ecco dunque il significato della malattia o meglio della mancanza di armonia psico-fisica a seconda delle zone nella quale si presenta.

    Possiamo vedere come spesso la rabbia e lo stress, cosi come le paure e i sensi di colpa, si ripresentano e quindi la grandissima importanza di trasformare la nostra vita in un arcobaleno di emozioni positive e gioiose anzichè lasciarci trascinare e vincere dalle emozioni negative.

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    Anoressia/Bulimia Odio verso se stessi, negazione del nutrimento vitale, mancanza di autostima, mancanza di fiducia in se stessi

    Artrite Critica ed autocritica, perfezionismo, rigidità mentale, serietà, mettere i puntini sulle i.

    Asma Senso di soffocamento, amore soffocante, senso di colpa, complesso di inferiorità, mancanza di fiducia in se stessi

    Braccia Vecchie emozioni trattenute nelle articolazioni, difficoltà a lasciare andare il passato ed i ricordi, attaccamento

    Cancro Profondo risentimento, senso di impotenza, sfiducia, autocommiserazione, odio per se stessi, disperazione

    Cefalea Stress, tensione mentale, invalidazioni del sè, ruminazioni dei pensieri, pensieri stagnanti, senso del dovere

    Collo Inflessibilità, rigidità, severità, autodisciplina

    Cuore Negazione verso l’amore e verso la gioia, paura di concedersi e di concedere, anche paura delle responsabilità

    Diarrea Paura di trattenere qualcosa per se stessi, senso di colpa e di ineguatezza, sentirsi non meritevoli

    Dita
    Indice: ego, rabbia e paura
    Pollice: preoccupazioni, paura delle responsabilità
    Medio: Rabbia repressa
    Anulare: unioni dolorose amorose o famigliari
    Mignolo: Finzione, mancanza di verità, autocommiserazione

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    Dolore Fisico Autopunizione, senso di colpa, senso di ineguatezza a frontegiare le situazioni, senso di inferiorità

    Emicrania Ruminazione dei pensieri, idee fisse, troppi pensieri, senso di responsabilità pesanti, stress, perfezionismo e frustrazione

    Febbre Rabbia inespressa, emozioni represse, senso di colpa ed ineguatezza, desiderio di fermarsi

    Fistole Irritazione nei confronti degli altri, fastidio

    Gambe
    Paura ad avanzare, vita troppo frenetica, responsabilità incombenti, fretta, desiderio di fermarsi a riposare

    Genitali Rifiuto della sessualità sentita come un senso di colpa o come qualcosa di sporco e non meritevole di essere vissuto liberamente

    Infezioni urinarie Rabbia, paura dell’altro sesso, ferite non risolte, senso di colpa

    Vaginite Ferita amorosa da parte di un particolare partner non risolta

    Prostata Mancanza di autostima, ansia da prestazione, senso di inadeguatezza

    Sindrome premestruale Negazione della propria femminilità e del valore della donna

    Ginocchia Inflessibilità, incapacità a piegarsi, senso di orgoglio ferito, ego, testardaggine, paura verso i cambiamenti, ipocrisia

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  11. Registrato da
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    Gola Paura di cambiare, incapacità di farsi valere, rabbia, creatività frustrata. Laringite: troppa rabbia per potersi esprimere. Mal di gola: rabbia trattenuta. Tonsillite: creatività soffocata. Tiroide: trattenere le emozioni

    Gonfiori Pensieri stagnanti, lacrime trattenute, tristezza inespressa, paure represse, sentirsi intrappolati

    Ictus Pensieri negativi, blocco della gioia e dell’espressione, Forzature

    Incidenti Espressione di rabbia, rabbia verso qualcosa o qualcuno, frustrazione, ribellione, desiderio di fermarsi a riflettere

    Mammelle o seno Sentimento materno e protettivo talvolta eccessivo nei confronti di una persona, figlio, figlia, nipote, partner, o altra persona che si desidera proteggere, o situazione o animale domestico

    Mani Trattenere troppo a se stessi relazioni o cose materiali, anche denaro. Artrite alle mani: autocritica, critica verso gli altri, critica subita dagli altri

    Obesità Bisogno di protezione, insicurezza, senso di colpa e di inadeguatezza, crearsi uno scudo protettivo verso gli altri e la società, isolamento

    Orecchie Rifiuto ad ascoltare gli altri, ottusità Mal d’orecchie: rabbia inespressa. Sordità: rifiuto delle idee altrui, isolamento

    Piedi Autocomprensione, paura ad avanzare, mancanza di radicamento e di concretezza

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  12. Registrato da
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    Polmoni Incapacità di assorbire e dare la vita, negazione della società e degli altri, ansie inespresse. Enfisema polmonare o fumo eccessivo: rabbia inespressa, rigidità, autonegazione

    Rigidità Corpo rigido = mente rigida, inflessibilità, rigidità di idee, desiderio di affermare la propria idea, blocchi emotivi, resistenza al cambiamento o alle idee altrui

    Schiena
    Parte cervicale: mancanza di sostegno emozionale.
    Parte toracica: senso di colpa, paure inespresse, emozioni represse. Parte lombare: autodistruzione, senso di autocommiserazione e di inadeguatezza

    Stitichezza mancanza di fiducia di sapersi sostenere, tendenza a trattenere ed accumulare, difficoltà a lasciare andare il passato, i ricordi o le proprie idee

    Stomaco Paura, incapacità di dirigere le proprie idee, la propria creatività, le proprie aspirazioni, sentirsi vittime o succubi di qualcosa o qualcuno

    Testa Senso di inadeguatezza nel mondo con gli altri e con la società

    Ulcera mancanza di autostima, senso di colpa e di inadeguatezza, paura di non essere all’altezza delle situazioni o dell’aspettativa delle persone

    Ustioni e infiammazioni rabbia inespressa situazioni di agitazione represse

    Utero Tumore all’utero, misoginia, rifiuto della propria femminilità, sensi di colpa di tipo sessuale
    Ultima modifica di francyfre; 30/01/2012 alle 10:47

  13. Registrato da
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    Il dolore non scompare! Forse è legato ad un disagio emotivo?

    (Tratto da: vivodibenessere.it 27-03-2011)


    Ci sono disturbi, che nonostante le medicine che si assumono, non passano mai.
    O meglio passano per un po’, ma poi ritornano. Una delle prime cose che bisognerebbe chiedersi è: se nascosto dietro al dolore non vi sia un disagio emotivo.

    Il corpo è la nostra sentinella, spesso ci invia messaggi sul nostro stato di salute, ma non sempre siamo in grado di coglierli e di capirli. Un libro appena pubblicato sull’argomento s’intitola “Ascolta e guarisci il tuo corpo” di Laura Bertelè (ed.Mondadori).
    Laura Bertelè è una psicologa specialista in terapia fisica e riabilitazione motoria, responsabile scientifico del centro di rieducazione Gino Rigamonti di Merate.

    La Bertelè nella copertina del libro scrive: “Per curare e guarire è fondamentale saper andare al di là della fisicità, comprendere che l’anima comunica attraverso il corpo, e che ogni guarigione è sempre e innanzitutto una guarigione dell’anima.”

    Ci sono dolori e contratture del corpo che esprimono un disagio interiore.
    I più diffusi sono i dolori alla cervicale, ai gomiti e alla schiena. Valutiamo nel dettaglio.

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    Re: Il dolore non scompare! Forse è legato ad un disagio emotivo?

    (Tratto da: vivodibenessere.it 27-03-2011)


    Il COLLO è il collegamento tra testa e corpo, quindi fra razionalità ed emozioni.

    Quando nasce tra queste due parti un contrasto, le spalle sono le prime a irrigidirsi.
    Inoltre questi muscoli risentono dei pesi psicologici, dello stress, che dobbiamo sopportare/portare.
    Ecco nascere contratture e a seguire l’inevitabile dolore alla cervicale.

    Inoltre le cause di dolore cervicale possono essere varie:

    • colpi di frusta o di freddo (classico torcicollo)
    • osteoartrite delle vertebre cervicali con degenerazione di uno o più dischi intervertebrali
    • posizioni errate assunte nel corso della giornata (soprattutto davanti al pc)
    • sovraccarichi eccessivi e ripetuti sui muscoli del collo
    • cattivo riposo notturno: uso di materassi e/o cuscini inadatti (solitamente troppo alti)


    La cura ideale sono i massaggi e gli stiramenti su collo e spalle che allentano le tensioni muscolari.
    L’esercizio corporeo classico sono le circonduzioni della testa. In piedi o seduti con la schiena eretta, le spalle e il collo rilassati, flettete lentamente il collo a destra, indietro, a sinistra e in avanti in modo da compiere una rotazione completa del capo.
    Ripetete prima in un senso e poi nell’altro.

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    Re: Il dolore non scompare! Forse è legato ad un disagio emotivo?

    (Tratto da: vivodibenessere.it 27-03-2011)


    Le BRACCIA e in particolare i GOMITI indicano il “sostegno”.

    In situazioni particolari, questo viene a mancare e si traduce in un’ulteriore contrazione dei muscoli con comparsa di dolore al gomito. Spesso questo dolore viene a persone che eseguono un lavoro ripetitivo (al computer, a catene di montaggio).

    Molte volte il dolore è legato a chi soffre di sindrome del tunnel carpale che si estende fino al gomito.
    L’ideale è acquistare un tutore ortopedico sagomato a doppia cinghia o a cinghia unica (quest’ultimo però offre meno sostegno muscolare).

    Sono inoltre consigliati esercizi per allungare le catene muscolari del braccio, dalla nuca alle mani.

    Per avere sollievo ecco uno degli esercizi da praticare almeno tre volte di seguito. In piedi con anche e spalle allineate, s’inspira.
    Si espira allungando le braccia verso il soffitto.
    A ogni respirazione si cercherà di allungare sempre più le mani verso l’alto, a turno prima una, poi l’altra mano.
    Al termine lasciate cadere le mani lungo i fianchi.

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    Re: Il dolore non scompare! Forse è legato ad un disagio emotivo?

    (Tratto da: vivodibenessere.it 27-03-2011)


    I dolori alla SCHIENA nella parte alta indicano che stiamo negando un problema, quelli alla parte bassa che stiamo soffocando i nostri bisogni.

    Le persone maggiormente colpite sono quelle che fanno lavori sedentari (al computer, lunghi spostamenti alla guida di auto/camion).

    Per chi soffre di mal di schiena ecco alcune regole d’oro:

    • fare attenzione agli “sbalzi” di temperatura (dal caldo al freddo)
    • esternare sempre le proprie emozioni, in particolare la rabbia e la tristezza
    • imparare a sollevare i pesi flettendo le gambe
    • limitare il sale nei cibi, fare attenzione ai dolci e bere sempre molta acqua durante la giornata anche fuori dai pasti
    • almeno una volta all’anno fare una visita dentistica, perché molte occlusioni dentali scorrette possono causare mal di schiena
    • fare attenzione a come si cammina, controllare se il consumo delle suole delle scarpe è diverso, in tal caso rivolgersi a un ortopedico


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    Re: Il dolore non scompare! Forse è legato ad un disagio emotivo?

    (Tratto da: vivodibenessere.it 27-03-2011)


    Un esercizio consigliato per chi soffre di mal di schiena si svolge in piedi, a ginocchia flesse,
    inspirate e piegate in avanti la testa, poi, lentamente, la schiena una vertebra dopo l’altra, dalle cervicali al bacino (come se voleste arrotolarvi su voi stessi).
    Allungate e arrotondate la schiena.
    Lasciate cadere in avanti le braccia con la testa tra di esse, senza forzare.
    Fermatevi e respirate tre volte a bocca aperta.
    Risalite lentamente e ripetete tre volte.

    Un altro esercizio simile si può svolgere in posizione supina (a pancia in su), sdraiati su uno di quei grossi palloni di gomma (si trovano nei negozi di articoli sportivi).
    L’esercizio consiste nel far seguire alla schiena la posizione convessa sulla palla (quindi una “u” rovesciata).
    In questo modo la schiena si distende e subisce un massaggio a pressione, al fine di distendere i nodi che la “legano”.

    Ultimo consiglio: ascoltare il proprio corpo, regalarsi delle pause, cercare di prendere la vita più serenamente, imparare l’arte dell’autoironia.

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