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Risultati da 21 a 40 di 191
Questa discussione dal titolo il corpo racconta è all'interno del forum Terapie e Tecniche complementari; Anche i tratti somatici della bocca possono rivelarci qualcosa sulla personalità di chi abbiamo di fronte: · ...
  1. #21
    L'avatar di anna1401
    anna1401 non  è collegato Moderatore
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    07/12/2004
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    i tratti somatici della bocca

    Anche i tratti somatici della bocca possono rivelarci qualcosa sulla personalità di chi abbiamo di fronte:

    · se è aperta, indica stupore o attenzione;
    · se è strizzata, manifesta rifiuto o chiusura;
    · e ha gli angoli orientati verso il basso, fa trasparire dolore o delusione;
    gli angoli verso l’alto trasmettono rilassatezza e simpatia;
    · il deglutire ripetutamente tradisce imbarazzo e insicurezza;
    · l’irrigidire le mascelle è un segnale di tensione.

  2. #22
    L'avatar di 123stella
    123stella non  è collegato Sani Advanced
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    interessanti queste cose.
    ne so una che potete provare su voi stessi e su chiunaue. è infallibile.
    quando si cerca di ricordare qualcosa, qualcosa di realmente accaduto gli occhi vanno a sinistra. provate a ricordare, sarà più forte di voi, vanno a sinistra.
    se invece cercate di inventare una bugia o una scusa vanno a destra!!!!!!!!!!!!!

  3. #23
    L'avatar di anna1401
    anna1401 non  è collegato Moderatore
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    caspita! questa è una prova bellissima e utilissima...

  4. #24
    L'avatar di anna1401
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    La risata

    Attenti a non sembrare troppo seri, ma nemmeno a eccedere nella risata. Se per un caso, nel corso della conversazione vi può accadere di ridere ad una battuta del vostro esaminatore, tenete presente che potreste comunicare attraverso questa spontanea manifestazione di ilarità una serie innumerevole di messaggi.

    Il riso per molti psicologi costituisce un ottimo punto di riferimento per giudicare il carattere di un soggetto.
    Una risata un po' eccessiva rispetto alla causa che la ha suscitata può, ad esempio, farvi apparire insicuri, indecisi o addirittura servili;


    una risata smodata, instabili o arroganti e collerici.

    Ma anche essere poco propensi al riso può trasmettere all'esaminatore un'immagine di voi distorta. Potreste sembrare troppo timidi o poco franchi.

  5. #25
    L'avatar di anna1401
    anna1401 non  è collegato Moderatore
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    La voce

    È forse il primo elemento ad essere notato e valutato in un colloquio e, probabilmente, il più difficile da controllare. Una voce stridula, pungente, nasale o una cadenza troppo monotona, pur non pregiudicando in alcun modo la validità dei concetti espressi, possono creare all’interlocutore un inconscio senso di fastidio o distrarlo da quanto state dicendo; un tono di voce troppo basso può essere interpretato come una spia di scarsa sicurezza di sé e delle proprie competenze, allo stesso modo parlare a voce troppo alta potrebbe comunicare aggressività, arroganza o presunzione.

  6. #26
    L'avatar di anna1401
    anna1401 non  è collegato Moderatore
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    Mantenere la calma

    e controllare la respirazione possono essere accorgimenti preziosi per esordire in maniera pacata, cercando di essere il più possibile espressivi e comunicativi, scegliendo accuratamente le parole e pronunciandole con calma e semplicità. Evitate di schiarirvi spesso la voce, tossicchiare, sospirare: sono impulsi condizionati che esprimono frustrazione, così come i "tic linguistici" (ripetere sempre uno stesso avverbio, congiunzione o perifrasi: "diciamo", "cioè", "possiamo dire che" etc.).
    Dimostrarvi a vostro agio e non in preda al panico renderà automaticamente più bendisposto anche chi vi sta di fronte.

  7. #27
    L'avatar di anna1401
    anna1401 non  è collegato Moderatore
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    E ancora due consigli da tenere sempre a mente:

    · mai tentare di coprire o nascondere la bocca con le mani, potrebbe rivelare il tentativo di occultare la verità;

    · giocare al gioco dello specchio con il nostro interlocutore cercando di imitarne i gesti, la postura, il modo di ridere e di parlare (senza, è ovvio, cadere nella parodia o nella caricatura), può instaurare un clima di sinergia e di rilassatezza nella conversazione.

  8. #28
    L'avatar di anna1401
    anna1401 non  è collegato Moderatore
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    Le mani

    In una situazione di tensione o di stress emotivo, come quella che può essere generata dal colloquio, aumenta generalmente la frequenza degli autocontatti: giocherellare con le mani o nasconderle nelle tasche per poi tirarle fuori successivamente, pizzicarsi o torcersi le mani, tirare la pelle del mento, passarsi una mano sul collo sono un modo per mascherare una situazione di disagio, di insicurezza o di nervosismo, per ridurre la tensione o per consolarsi; in alcune situazioni, invece, toccare con discrezione qualcuno può generare un senso di fiducia e di affabilità.

  9. #29
    L'avatar di anna1401
    anna1401 non  è collegato Moderatore
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    La mano aperta

    con il palmo rivolto verso l’interlocutore, è poi il segnale principale di sincerità e disponibilità e tende a generare fiducia negli altri. Il palmo rivolto verso l’interno, invece, indica il tentativo di bloccare l’influenza altrui e di non dare eccessiva confidenza. In ogni caso, meglio tenere le mani in vista, che nascoste nelle tasche, sotto la scrivania o dietro la schiena.
    Un consiglio sempre valido? Non presentatevi ad un colloquio di lavoro con le unghie mangiucchiate, nel linguaggio del corpo significano una cosa sola: insicurezza!

  10. #30
    L'avatar di anna1401
    anna1401 non  è collegato Moderatore
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    La gestualità

    Gesticolare significa, in una certa misura, gestire il proprio spazio e quello dell’interlocutore, essere più o meno comunicativo, comunicare interi concetti con un solo segno della mano o del capo..

    C’è poi una serie di gesti che non facciamo consapevolmente, ma che sono indicativi di stati emotivi in contrasto, a volte, con quello che si sta esprimendo razionalmente con le parole:

    · accarezzarsi i capelli, ad esempio, è generalmente un segnale di forte interesse;

    · giocherellare con l’anello e ruotarlo attorno al dito può denunciare carenze affettive;

    · gesti calmi e solenni esprimono sicurezza e potenza,

    gesti affrettati inquietudine e ambizione,

    gesti piccoli e lenti timidezza e prudenza;

    · gesti orientati verso il corpo sono segno di rifiuto o difesa, verso l’esterno di disponibilità;

    · chi mentre parla con apparente calma tamburella con le dita sul tavolo, tenta di mascherare una situazione di disagio o di nervosismo,

    se invece si gratta dietro l’orecchio o allarga meccanicamente il colletto della camicia con le dita manifesta insofferenza, desiderio di evadere da una situazione che gli "sta stretta".
    Ultima modifica di francyfre; 29/12/2011 alle 13:09

  11. #31
    giuggy non  è collegato Sani Young
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    Grazie di tutte queste cose,sono interessantissime!

  12. #32
    L'avatar di maius
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    Citazione Originariamente Scritto da fataturchina
    Evitare di incrociare lo sguardo dimostra disagio ed imbarazzo.
    Verissimo, io rivolgo lo sguardo per ogni dove pur di non guardare negli occhi: ho paura che l'interlocutore mi possa rubare l'anima o che io la possa involontariamente rubare a lui

  13. #33
    L'avatar di amoilmare
    amoilmare non  è collegato Sani Young
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    Citazione Originariamente Scritto da anna1401
    .. posso aggiungere che, anche attraverso la classica stretta di mano di presentazione si possono capire parecchie cose dell'altro/a?

    Io, quando "stringo la mano" per la prima volta ad una persona, mi faccio subito un'idea del suo carattere! ... di che tipo si tratta...

    -Una stretta di mano vigorosa e prolungata a mano piena : persona molto cordiale, aperta, disponibile al dialogo e all'ascolto, ama e cerca nuovi contatti...

    - Una stretta di mano di medio vigore: persona di carattere moderato, senza eccessi di espansività, ma anche senza eccessi di diffidenza, disposta ad avere nuovi contatti, ma con un certo periodo di studio della personalità di terzi prima di porre la propria fiducia...

    -Una stretta di mano "molle" con poco contatto: persona disinteressata a nuove conoscenze, un po' superficiale e diffidente verso gli altri, distaccata...

    -una stretta di mano... che non è nemmeno una stretta, nel senso che quasi ritrae la mano invece di porgerla: persona molto diffidente, introversa, che non ama contatti con persone nuove, quasi infastidita da nuove conoscenze ...
    anna
    Quoto in pieno! Soprattutto quando conosco una persona dell'altro sesso la stretta di mano è una cosa alla quale faccio molto caso

  14. #34
    L'avatar di vvalesi
    vvalesi non  è collegato Moderatore
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    SEPIA e CALCAREA CARBONICA

    Figurati che anche l'omeopatia si è occupata di questo aspetto
    nell'ambito di un inquadramento del soggetto, identificando in CALCAREA CARBONICA e SEPIA due rimedi che corrispondono alle caratteristiche dell'ultimo e del penultimo tipo.

  15. #35
    orchidea non  è collegato Sani Young
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    E' verissimo..dalla stretta di mano di presentazione anch'io intuisco anche se in minima parte la personalità della persona!!!

  16. #36
    titti65 Ospite
    stretta di mano....e sguardo negli occhi....due metodi per capire subito chi hai davanti.....
    raramente mi sbaglio...una persona mi piace subito...o non la posso sopportare -questo mi capita raramente - e prima o poi viene fuori il perché non mi piaceva la persona....

  17. #37
    L'avatar di anna1401
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    La voce è un importante strumento di seduzione, specie per l’uomo.

    Chi sa usarla, in ogni caso, ha una “marcia in più”.

    Donne e uomini parlano due lingue diverse; i contenuti, il modo di gestire il dialogo, ma anche aspetti come velocità dell’articolazione, il tono e lo spessore della voce cambiano da un sesso all’altro. La donna, nel parlare, ha una voce mediamente più acuta, aspirata, sottile e nasale; inoltre mostra una maggiore variabilità nel ritmo e nel registro rispetto ai rappresentanti del “sesso forte”. Sulla base della sola voce, i giudici di un esperimento, hanno attribuito alle donne un maggior calore.

  18. #38
    L'avatar di anna1401
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    Per verificare in che misura la voce incida sulla percezione dell’attrazione

    gli psicologi giapponesi Takashi Oguchi e Hiroto Kikuchi hanno condotto due indagini con degli studenti universitari di entrambi i sessi. Nel primo studio, 25 donne dovevano dare un giudizio su dei loro pari sulla base dell’aspetto fisico, della voce o di entrambi i parametri. Si è così appurato che nel fascino maschile, la componente voce è valutata indipendentemente dall’aspetto e tutt’e due contribuiscono a rendere qualcuno attraente o meno.

  19. #39
    L'avatar di anna1401
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    caratteritiche che piacciono nella voce maschile

    Il secondo esperimento condotto sempre impiegando degli studenti, ha confermato gli esiti del primo e ha messo in risalto le caratteritiche che piacciono nella voce maschile: deve essere chiara, robusta, di timbro di fondo bassa, ma dotata di una buona varietà di toni.
    In una ricerca analoga, si è appurato come una voce maschile attraente venga automaticamente associata ad un carattere forte, potente e dominante. Di tipo completamente diverso sono le associazioni legate ad una voce femminile: da l’idea di una persona calda, onesta e gentile. Queste caratteristiche permangono anche quando la persona adotta un tono più infantile; come quando vuole apparire innocuo o amichevole o fare un approccio.

  20. #40
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    sia l’uomo che la donna usano un tono più acuto del solito

    In quest’ultima situazione, sia l’uomo che la donna usano un tono più acuto del solito; da l’impressione di essere cordiali e genuini. Le osservazioni hanno dimostrato che la voce di chi interagisce con un amico o di chi vuol flirtare sono parecchio diverse: nel caso si abbiano solo intenzioni amichevoli, quest’ultima è neutra, non particolarmente calorosa, con relativamente poche risate e pause abbastanza lunghe.

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