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Discussione: Riflessologia del piede e della mano

  1. Registrato da
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    Le deformazioni più comuni che incontriamo sono quelle articolari:

    formazione di calli o callosità
    lobale ingrossamento o gonfiore
    evidente rimpicciolimento o accartocciamento
    i già enunciati dito a martello e a uncino
    dita che si sovrappongono o sottopongono le une alle altre
    presenza di micosi
    deformazioni ungueali

    Le dita a uncino del secondo e terzo dito del piede sinistro indicano rigidità emotive del mentale, in relazione alla riflessione Movimento Terra sulla sfera affettiva, sono indice di una limitazione, di un blocco dell’istinto dove questo dovrebbe essere predominante.
    In concreto la somatizzazione si avrà attraverso carichi o sovraccarichi neuromuscolari che coinvolgono le articolazioni di queste due dita.

    Il problema di questi individui sta nella rigidità aprioristica, nel non lasciarsi andare al proprio istinto, nel negarsi l’opportunità emotiva d’innamorarsi, di esprimersi come vorrebbero: c’è una chiusura della parte alta del mentale.

    Le dita a martello del secondo e terzo dito del piede sinistro indicano una limitazione, un irrigidimento, nella riflessione sulla sfera affettiva del rapporto con il quotidiano.
    Questi soggetti hanno la difficoltà di riportare sulla terra, nella fisicità, nel pratico, quanto elaborato con il mentale riguardo la sfera affettiva.

    segue..
    Ultima modifica di anna1401; 07/08/2009 alle 15:19

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    Riflessologia del piede e della mano
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    Per continuare con l’esempio precedente sull’innamoramento, in questo caso il soggetto non si nega la possibilità d’innamorarsi, è sì innamorato, ma la sua difficoltà potrebbe essere, per esempio, nel dichiarare il proprio amore al partner.

    Quindi la difficoltà, il blocco, impedisce di mettere in relazione il mentale con il fisico: far sì che un’idea elaborata e vissuta dall’emisfero cerebrale destro si materializzi.

    Un piede destro con il secondo e terzo dito a uncino rivela una sofferenza dell’individuo per una limitazione della sfera razionale; mancanza di elasticità nel campo dell’ideazione finalizzata alla realizzazione.

    Confrontando secondo e terzo dito a uncino del piede sinistro con quelli del piede destro, si evidenzia che nel sinistro il blocco riguarda l’ideale affettivo, nel destro invece l’ideale nella parte fisica realizzativa.
    Chi ha le dita a uncino nel piede destro ha un disagio o un blocco nel progettare cose che riguardano la quotidianità.

    Un artista utilizza soprattutto l’emisfero destro, immerso completamente in un mondo ideale, immaginifico, avrà difficoltà a calarsi nelle cose anche più banali del quotidiano, come riempire moduli, pagare bollette o sbrigare altre faccende.

    Le dita a martello del piede destro manifestano inequivocabilmente una sofferenza, una chiusura, un blocco della parte terra, l’impossibilità a digerire situazioni che riguardano la sfera razionale, come il lavoro e la quotidianità.

    segue..
    Ultima modifica di anna1401; 07/08/2009 alle 15:19

  4. Registrato da
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    Nella maggior parte dei casi il secondo e il terzo dito sono strutturalmente conformati molto similmente, il più delle volte sembrano due gemelli.

    Gli incarnimenti delle unghie di melluce e trillice ci rivelano una sofferenza di origine energetica dello zu yangming, meridiano di cui ora ci appaiono chiare le relazioni con gli occhi e con lo stomaco, la sua dislocazione anatomica e la sua denominazione.

    Nella loro globalità, le dita rappresentano lo sviluppo spaziale della testa, come se fosse un cubo di cartone aperto.
    Con questa visione è più facile situare:

    - sul secondo e terzo dito gli occhi
    - sul quarto e il quinto le orecchie

    infatti gli occhi sono più esterni rispetto ad un asse centrale e le orecchie ancora più esterne rispetto agli occhi.

    Le dita ci forniscono un’indicazione sulla condizione degli organi riferita ai percorsi dei meridiani corrispondenti. Quando massaggiamo gli organi riflessi sul piede, con un'azione di origine meccanica, generiamo una reazione elettrochimica che invia una sollecitazione a un organo bersaglio.

    Durante il massaggio dei piedi lavoriamo su componenti prettamente fisiche e meccaniche, ma la nostra attenzione può essere rivolta anche a livello energetico.

    Fonte http://www.reflessologia.it/libro2_LeDita.htm

  5. Registrato da
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    Aspetti emozionali

    Citazione Originariamente Scritto da anna1401 Visualizza Messaggio
    Durante il massaggio dei piedi lavoriamo su componenti prettamente fisiche e meccaniche, ma la nostra attenzione può essere rivolta anche a livello energetico.
    Oltre che a livello energetico si può lavorare anche sugli aspetti emozionali. Ho frequentato da poco un corso di riflessologia di secondo livello che lavora principalmente sulle tematiche emozionali (conflitti mentali e attaccamenti) e anche sulle problematiche relative alla fase prenatale (riflessologia metamorfica)

    Nella riflessologia di secondo livello i punti da trattare per lo sblocco dei conflitti mentali si trovano appunto proprio sulle dita e quelli per trattare gli attaccamenti si trovano sul dorso del piede. Sono dei veri e propri trattamenti che è bene non eseguire da soli e non eseguire al primo incontro. Il massaggio deve essere molto delicato perchè si lavora su tematiche emozionali e perchè di solito sono punti molto dolorosi.

    Nella riflessologia di secondo livello si esaminano, oltre alle dita come già dettagliatamente riportato da Anna, anche la forma della pianta del piede e la forma del calcagno che possono essere utili per capire le caratteristiche di fondo della persona e quindi aiutare ad impostare il trattamento nel modo più adatto al singolo soggetto.
    Ultima modifica di anna1401; 07/08/2009 alle 15:20

  6. Registrato da
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    Riferimento: Riferimento: messaggi selettivi

    Citazione Originariamente Scritto da mariannab Visualizza Messaggio
    io che lo sto provando posso chiarire questo suo dubbio: il sottopiede, forse lo avevo già scritto non ricordo, è composto di piolini in rame intercambiabili.sul manuale del sottopiede sono indicate ben 11 disposizioni diverse dei piolini. ovvero se una persona ha problemi di diabete, dispone i piolini solo in alcuni fori e così per tutti gli altri problemi in 11 disposizioni diverse possibili.
    cosicchè ogni possa "personalizzarlo " a seconda del problema di ciascuno, senza andare a stimolare tutto.
    Senza nulla togliere al sottopiede, con il massaggio riflessologico, effettuato da persone preparate naturalmente!, si dovrebbe venire a creare anche uno scambio energetico tra le parti che va al di là dell'azione meccanica del massaggio. Inoltre l'operatore dovrebbe essere in grado di accorgersi delle reazioni della persona alla quale sta effettuando il trattamento ed agire di conseguenza: cambiando punto, effettuando un tipo di massaggio rotatorio oppure una semplice pressione, e così via.
    Ultima modifica di anna1401; 07/08/2009 alle 15:21

  7. Registrato da
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    Riferimento. Aspetti emozionali

    grazie arev per il tuo interessante intervento aggiungi pure altre informazioni man mano quando lo ritieni più opportuno. E' sempre un piacere parlare di queste interessanti tecniche naturali che sempre più persone adottano, constatandone gli effetti positivi
    Ultima modifica di anna1401; 07/08/2009 alle 15:22

  8. Registrato da
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    (sempre tratto da reflessologia.it)

    Pondulo

    L’angolo ungueale esterno del quarto dito è raggiunto dal punto 44 Qiaoyin, cavità dello yin, ultimo del meridiano dello zu shaoyang, vescicola biliare.
    Nell’identificazione delle aree riflesse l’articolazione falangina- falangetta del pondulo è in relazione con l’orecchio medio, e considerando l’inizio del percorso del meridiano ci rendiamo conto, ancora una volta, dell’interazione tra i meridiani dell’agopuntura e la Riflessologia (reflessologia) Zu.

    Il quarto dito è di grande aiuto nell’interpretazione delle condizioni della cistifellea, sui tanti casi trattati il riscontro è stato notevole.
    Se è grosso, il pondulo indica che la cistifellea sta perdendo la sua capacità peristaltica, il suo tessuto si sta allentando, di conseguenza non immette in circolo la quantità fisiologica di bile richiesta.

    Se la bile non viene immessa in circolo ristagna nella colecisti, si cristallizza e porta alla formazione di calcoli.
    Se il quarto dito è più grosso rispetto alle altre dita, significa che il soggetto ha la tendenza a trattenere e controllare.
    Il controllo non è relativo soltanto all’emozione ira ma ha anche una manifestazione fisica che consiste nella mancata immissione di bile in circolo.

    segue..
    Ultima modifica di anna1401; 07/08/2009 alle 15:23

  9. Registrato da
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    Da notare i termini ora utilizzati rispetto ai precedenti:
    per il secondo e terzo dito si è parlato di riflessione (mentale) e rimuginazione (fisica)

    per il quarto dito parliamo di controllo (mentale) e trattenimento (fisico).

    Il soggetto dunque controlla le emozioni che riguardano la sfera affettiva, vive situazioni che non condivide e non esprime.
    Non manifestando attraverso la verbalizzazione, le somatizza, ed esse cristallizzano nella cistifellea.

    Se la persona si alimenta tendenzialmente con formaggi stagionati o cibi salati, genererà cristalli di bilirubinato di calcio, se invece si nutre soprattutto di grassi, produrrà calcoli di colesterolo.

    Se è la sfera affettiva a subire questo controllo emotivo, tenderà a ingrossarsi il quarto dito del piede sinistro.

    Se invece si ha difficoltà a manifestare le proprie emozioni e opinioni nel campo razionale e del lavoro, sarà il pondulo del piede destro ad ingrossarsi.

    segue..
    Ultima modifica di anna1401; 07/08/2009 alle 15:26

  10. Registrato da
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    Anche per il quarto dito è valida la differenziazione tra dito a martello e dito ad uncino, inizialmente potrebbe essere più difficile distinguerlo perché più corto del secondo e terzo dito.
    È più facile riconoscerlo morfologicamente sotto forma del globale ingrossamento già descritto o di accartocciamento.

    La forma del quarto dito indica non solo la predisposizione della cistifellea a produrre calcoli, ma ci aiuta anche a prevedere se il soggetto in questione è predisposto a generare più facilmente un grosso calcolo piuttosto che tanti piccoli calcoli.

    Il dito lungo e grosso rivela che la cistifellea ha serie difficoltà a svuotarsi: lo troviamo in chi sembrerebbe non arrabbiarsi mai e invece lo fa intensamente senza manifestare la sua ira, che è cosa ben diversa. Il costante disappunto trattenuto lo somatizza e lo cristallizza sotto forma di un unico grosso calcolo.

    Chi invece ha un quarto dito grosso e accartocciato, può avere quella che viene chiamata una cistifellea bilobata o comunque numerosi piccoli calcoli, evidenziabili radiograficamente.

    segue..
    Ultima modifica di anna1401; 07/08/2009 alle 15:23

  11. Registrato da
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    Il quarto dito accartocciato ci indica una cistifellea che si contrae solo parzialmente, per cui immette in circolo solo una quantità limitata di bile, trattenendo il resto che si cristallizza.
    Alla lunga, questo processo genera piccoli calcoli. È tipico di un soggetto che periodicamente ha le cosiddette sfuriate, per cui un po' butta fuori e un po' trattiene.

    Un’altra possibilità è un quarto dito accartocciato ma piccolo, non grosso come nel caso precedente. Appartiene a quelle persone che non avranno mai i calcoli, perché la loro cistifellea si svuota in continuazione, in maniera esagerata, i calcoli li faranno venire a chi ci vive insieme e deve sopportare i loro continui travasi di bile

    segue..
    Ultima modifica di anna1401; 07/08/2009 alle 15:23

  12. Registrato da
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    Quarto dito più corto

    Nel corso degli anni di pratica ho visto in un certo numero di persone un quarto dito più corto rispetto alle altre dita. Quasi nessuno oltre la manifestazione morfologica, denunciava alcunché di patologico reflessologicamente.
    La curiosità è rimasta sempre lì, latente: perché più corto? Quale sarà il suo significato?

    I jun zi e gli shao long, ormai abituati a non prendere tutto per scontato, quando incontravano questi casi mi chiedevano perché non se ne fosse parlato durante le lezioni della Scuola.
    Una shao long di lungo corso mi portò a conoscenza di quelle che erano state le sue osservazioni sull’argomento:

    partendo da un’intuizione del suo caso personale, mise in relazione il quarto metatarso più corto con la sofferenza dell’ultimo molare.
    Questo dente nel linguaggio popolare viene chiamato dente del giudizio.
    Trasmisi questo tipo di informazione durante le lezioni dei vari corsi e in poco tempo avemmo un notevole riscontro a questa felice intuizione.

    segue..
    Ultima modifica di anna1401; 07/08/2009 alle 15:24

  13. Registrato da
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    Tutte le persone che avevano il quarto metatarso più corto avevano avuto problematiche con l’ultimo molare:
    qualcuno l’aveva incluso nella gengiva,
    ad altri era andato in necrosi prima ancora di apparire,
    qualcun altro l’aveva fatto estirpare perché cresceva in maniera anomala:
    nel tempo questa osservazione risultò una costante abbastanza affidabile.

    Considerando le dita come la testa e le sue funzioni, riscontriamo come l’articolazione temporomandibolare, una parte della mandibola e della mascella siano interessate dal percorso dello shou shaoyang, triplice riscaldatore, meridiano che ha una funzione ma non un organo che gli corrisponde.
    Il suo percorso inizia dall’angolo ungueale esterno del quarto dito della mano, a livello della testa cambia denominazione da shou a zu e termina all’angolo ungueale esterno del quarto dito del piede.

    L’immagine riprodotta qui di seguito ci fa comprendere la relazione tra il percorso del meridiano e una possibile relazione funzionale con i premolari e molari. (vedere nella pagina http://www.reflessologia.it/libro2_LeDita.htm )

  14. Registrato da
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    Mellino

    Il quinto dito è quello che più di tutti subisce l’influenza della scarpa, viene chiamato anche dito piccolo ma guardandolo con attenzione, scopriamo che non sempre è così anzi, a volte è nettamente più grande delle altre dita

    Il mellino è raggiunto dallo zu taiyang, meridiano della vescica.
    Si origina lateralmente e superiormente al canthus interno, in prossimità del margine mediale dell’orbita, alla radice del naso, punti questi che ci automassaggiamo istintivamente quando siamo stanchi e ci togliamo gli occhiali.

    Passa poi per la depressione prossimale all’estremità mediale del sopracciglio, percorrendo longitudinalmente il cranio. Dal punto 10 Tianzhu, colonna celeste, si sdoppia in due rami e scende costeggiando la colonna vertebrale, prosegue lungo la parte posteriore della coscia e si riunisce al poplite, continua posteriormente lungo la gamba, terminando sull’angolo ungueale esterno del quinto dito, punto jing, 67V. Zhiyin, arrivo dello yin.

    segue..
    Ultima modifica di anna1401; 07/08/2009 alle 15:24

  15. Registrato da
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    Nella nostra Scuola preferiamo chiamare i meridiani con il loro nome cinese perché se parliamo, per esempio di vescica, inevitabilmente associamo la parola vescica alla vescica urinaria, che non sempre ha a che vedere a livello sintomatico o patologico con il meridiano che le corrisponde.

    Di volta in volta prenderemo in considerazione la vescica anatomica, fisiologica o patologica; l’area riflessa della vescica; il meridiano della vescica; strutture anatomiche, riflesse ed enegetiche che sono da tenere ben distinte tra loro.

    Questi concetti bisogna tenerli sempre presente, vanno estesi a tutte le altre denominazioni e servono per fare chiarezza: orientare l’energia di ciò che stiamo enunciando nella direzione del significato che gli corrisponde è un linguaggio che ci diversifica dalle altre scuole.

    Tai significa grande, espanso, esteso, quindi taiyang significa il grande esteso, il più superficiale, il meridiano con il maggior numero di punti in agopuntura.
    È in rapporto con l’energia cosmica del freddo, che analogicamente associamo a paura, ansia, contrazione.

    segue..
    Ultima modifica di anna1401; 07/08/2009 alle 15:24

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    Comunemente l’unghia di mellino è onicogrifotica, tende ad ispessirsi e a colorarsi di scuro.
    Il quinto dito ci dà sempre l’indicazione su sofferenze di origine psicosomatiche associabili a quanto riferibile al concetto shui, acqua, e lo troviamo particolarmente ingrossato nelle persone angosciate.

    Ancora una volta terremo conto delle alterazioni di mellino in rapporto al piede sinistro o destro.
    Andremo a stimolare Zhiyin quando in una gravidanza il feto assume la posizione podalica o anomala o il parto si presenta difficile.

    Agendo su questo punto creeremo una differenza di potenziale elettrico lungo il percorso del meridiano.
    Il 67V punto jing, di alta polarizzazione, richiama una grande quantità di energia verso il basso quindi drena gli accumuli che potrebbero manifestarsi come gonfiori, dolori, rigidità muscolari.

    Quasi la totalità delle donne gravide che si sono presentate al nostro centro con feti in posizione podalica hanno evitato il cesareo e i bambini sono nati spontaneamente e senza problemi.

    Fonte http://www.reflessologia.it/libro2_LeDita.htm

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    Ultima modifica di anna1401; 07/08/2009 alle 15:26

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    Domanda Piede egizio, piede greco, piede romano

    Piede egizio

    Sono tre denominazioni morfologiche di piedi, tre maniere di identificarli per la forma soprattutto delle loro dita.
    Perché chiamarli con nomi riferiti a dei popoli?
    Identificare delle popolazioni in base alla struttura morfologica dei loro piedi mi appariva quantomeno singolare, anche se altri esempi per altre parti del corpo esistono.

    Noi occidentali, cosiddetti bianchi, veniamo chiamati nasi grandi o nasi lunghi dai cinesi che li hanno più piccoli rispetto ai nostri
    Incontreremo africani che, dal nord dell’Africa verso l’equatore, avranno i nasi sempre più larghi, in contrapposizione ai popoli nordici e agli eschimesi che hanno dei nasi minuscoli

    L’esigenza di avere un orifizio nasale piccolo permette all’aria di essere riscaldata prima di giungere ai polmoni, narici grandi permettono all’aria di essere umidificata .

    segue..
    Ultima modifica di anna1401; 07/08/2009 alle 15:26

  18. Registrato da
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    Ma i romani non hanno mai avuto, strutturalmente in maniera così costante, piedi quadrati come la definizione li identifica, dicasi lo stesso per il piede greco con il suo secondo dito più lungo.

    Ho compiuto delle ricerche, studiando la scultura e la pittura antica di questi popoli, senza trovare, come supponevo, la benché minima prova che potesse avvalorare queste tesi.
    Perché allora nella bibliografia podologica si sono affermate queste definizioni morfologiche?

    Consultando un’enciclopedia del mare per identificare i nomi dei venti da mettere in relazione alle direzioni dei Cinque Movimenti, notai che le forme delle vele degli egizi, dei greci e dei romani coincidevano perfettamente con le definizioni morfologiche dei piedi.

    In nessun trattato di podologia, anatomia, chirurgia del piede ho trovato la spiegazione di questi termini, per cui ritengo che il primo che li ha utilizzati fosse anche un appassionato velista o storico

    Fonte http://www.reflessologia.it/libro2_LeDita.htm

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    Ultima modifica di anna1401; 07/08/2009 alle 15:27

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    Callo molle interdigitale o occhio di pernice

    Nel linguaggio popolare la fastidiosa callosità presente soprattutto nello spazio tra il quarto e il quinto dito, viene detta occhio di pernice.
    In termini podologici la sua definizione è callo molle interdigitale.

    È causato frequentemente dall’artrosizzazion e dell’articolazione falange-falangina, ma può interessare in un minor numero di casi anche l’articolazione falangina-falangetta.
    Il dito adiacente si autodifende generando una callosità dalla caratteristica forma a cratere per ospitare l’acuta e pungente sporgenza ossea e limitarne il danno.
    In questo caso la terapia consiste nel mobilizzare, massaggiare, sollecitare, titillare la sporgenza spigolosa per ottenere l’ispessimento della capsula periostea che contiene i due capi ossei contigui dell’articolazione interessata.

    Aumentando la quantità di liquido sinoviale in essa contenuto e ispessendo la cartilagine di contenimento, si riduce la sollecitazione pungente del dito adiacente.
    Le dita più frequentemente interessate sono pondulo e mellino. In gran parte dei casi è l’articolazione prima/seconda falange del quarto dito che tende ad ingrossarsi.

    segue..
    Ultima modifica di anna1401; 07/08/2009 alle 15:27

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    Micosi interdigitale o piede d'atleta

    Un’altra comune affezione che interessa lo spazio interdigitale tra il quarto e quinto dito viene detta piede d’atleta.
    Si riteneva erroneamente che un alto consumo di carne aiutasse gli atleti nelle loro prestazioni.
    L'eccessivo consumo di carne modifica il ph del loro sudore che si altera fino a corrodere e bruciare la pelle negli spazi interdigitali.

    Tra l’altro è proprio a destra, lato del fegato, dove l’affezione si manifesta preminentemente.
    L’acidificazione del sudore, l’alterazione del ph, predispongono il tessuto alle affezioni micotiche.
    Chi soffre di questo disturbo deve ridurre drasticamente l’uso di carne rossa: si verificherà una rapida e immediata riduzione del disturbo stesso, eliminando conseguentemente il maleodorante processo di macerazione della pelle negli spazi interdigitali.

    I funghi, che prolificano in campo acido, di conseguenza vengono debellati.
    La manifestazione piede d’atleta è riscontrabile più facilmente in estate che in inverno, contrariamente a quanto comunemente si possa pensare.

    D’estate si suda di più, è vero, ma camminiamo spesso a piedi scoperti e ciò dovrebbe favorire la traspirazione, che in inverno è limitata da calzature pesanti e non traspiranti. La motivazione per cui la macerazione interdigitale in estate è più evidente è un’altra.

    segue..
    Ultima modifica di anna1401; 07/08/2009 alle 15:27

  21. Registrato da
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    La capacità metabolica del fegato, come di tutti gli altri organi, è diversa nelle differenti stagioni, per cui una volta in inverno si mangiava carne rossa per difendersi dai rigori del freddo, ed era fisiologico.

    Oggi carni rosse, insaccati, alcool vengono consumati in maniera eccessiva in inverno, benché non vi sia più questa esigenza per le migliorate condizioni di vita, ma il problema è che se ne abusa anche in estate, quando non se ne dovrebbe fare assolutamente uso.

    Il fegato non ha la stessa capacità metabolica d’estate come d’inverno, semplicemente perché non è predisposto per questa funzione in questa stagione.
    Per esempio nei paesi caldi, la religione musulmana, per igiene alimentare, proibisce l’uso di alcool e carne di maiale.

    Fonte http://www.reflessologia.it/libro2_LeDita.htm

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