Acne - Quando l'acne arriva tardi
Sanihelp.it - Dopo i 25 anni di età, il 93% dei casi di acne giovanile regredisce.
Se la malattia resiste oltre, si tratta quindi di
acne giovanile persistente, che colpisce principalmente il sesso femminile (76%).
Esistono però anche forme di
acne a esordio tardivo, che compaiono ben oltre i 25 anni su pazienti che magari non ne hanno mai sofferto prima o che non ne soffrivano più da anni.
In entrambi i casi, la causa è un’
aumentata attività degli ormoni maschili. Nella maggior parte dei casi i livelli di questi ormoni nel sangue sono normali, ma i loro effetti a livello delle cellule bersaglio nella
ghiandola sebacea sono incrementati per motivi recettoriali ed enzimatici.
I fattori scatenanti possono essere tanti, in primo luogo di
tipo psicologico: i casi di acne tardiva sono i più legati a episodi stressanti, sia in ambito familiare che lavorativo.
Talvolta, però, esistono anche
fattori patologici veri e propri, in genere alterazioni quantitative della produzione di ormoni maschili. Le cause di questo aumento vanno ricercate con esami ecografici e di laboratorio, che generalmente si richiedono quando l’acne non risponde alle terapie classiche come creme e antibiotici per via orale.
Si cerca allora di localizzare il problema studiando le
ovaie, le
ghiandole surrenali, l’
ipofisi, e cercando eventuali forme tumorali o deficit enzimatici. L’alterazione più frequente è la
policistosi ovarica.
L’acne nell’adulto si presenta soprattutto con
papule,
pustole, punti neri e microcisti localizzati a livello della linea mandibolare e del mento, e nelle donne spesso questi sintomi sono associati ad aumento di peli nelle sedi tipicamente maschili, calvizie, pelle grassa e irregolarità del ciclo mestruale .
La terapia specifica più utilizzata in questi casi è la
pillola, che riduce l’attività degli ormoni sessuali maschili. Esistono anche alcuni tipi di pillola più mirati per l’acne, in cui la componente progestinica è particolarmente attiva nel bloccare gli ormoni maschili; quando la risposta clinica tarda a manifestarsi, si associa alla pillola anche un derivato della vitamina A che si assume per bocca.
Ma il grosso problema è un altro: mentre l’acne a esordio tardivo è di breve durata e tende a regredire lentamente quando il fattore scatenante viene ad esaurirsi,
purtroppo le forme di acne giovanile persistente tendono a recidivare quando si sospende la terapia.
L’approccio psicologico delle pazienti, spesso di 30-40 anni e con intensa vita sociale, in questi casi è estremamente negativo. Si sentono deturpate, infelici, disagiate e più insicure nei rapporti sociali, e spesso sviluppano una
insofferenza profonda nei confronti di questa malattia che può condizionare loro la vita.
A volte bisogna affrontare lunghi anni di terapia senza garanzia che alla sospensione del farmaco non si abbia la recidiva, e anche se esistono rimedi validi per trattare segni e cicatrici, non sempre si può ottenere una regressione al 100%.
Paradossalmente insomma è più agevole il trattamento dell’acne grave, che con adeguata terapia può regredire completamente nell’arco di pochi mesi senza recidiva.
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Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009