Acne - Cicatrici non solo sulla pelle
Sanihelp.it - L’80% dei malati di acne sono adolescenti. Vale a dire persone che stanno attraversando un periodo della loro vita già di per sé delicato dal punto di vista psicologico, e che si trovano in balìa di una sensibilità alterata e di una maggiore vulnerabilità.
Purtroppo l’acne, a causa della sua tipica localizzazione sul volto e dei lunghi periodi di azione della terapia, non fa che ingigantire questi problemi.
I risultati sono profondo senso di malessere, disagio, scarsa autostima, timidezza, e in casi estremi depressione, ansia, rabbia, frustrazione, immagine alterata del proprio corpo (dismorfofobia) e isolamento dalla vita sociale, con calo del rendimento scolastico e peggioramento della qualità di vita.
Sebbene queste problematiche si associno più comunemente a forme gravi di acne, la percezione che il paziente ha della gravità della propria malattia sembra incidere in misura maggiore rispetto alla reale severità delle lesioni, e spesso si tratta di una percezione distorta.
Da una recente indagine Eurisko sugli italiani e l’acne, è emerso infatti un consistente
problema di comprensione e categorizzazione del termine, causato principalmente da una carenza di informazioni corrette.
L’acne viene spesso attribuita a un’alimentazione poco corretta o alla scarsa igiene, e viene quindi trattata in modo inadeguato, ad esempio con un’eccessiva detersione delle aree affette. Anche il dermatologo viene consultato tardivamente, vanificando gli effetti di una diagnosi precoce e di una terapia specifica.
Il risultato si traduce spesso in un rifiuto del proprio aspetto, che porta i giovani a chiudersi in casa per la vergogna e a deturparsi il volto nel tentativo di
dannose cure fai-da-te.
Si crea così un pericoloso circolo vizioso, che rischia di lasciare cicatrici profonde non solo sul volto ma anche nella psiche.
Eppure per risolvere il problema non serve la bacchetta magica. Basterebbe diffondere il più possibile la convinzione che
rivolgendosi da subito al dermatologo è possibile individuare una cura efficace non solo per guarire la malattia, ma anche per prevenire la comparsa di segni permanenti.
Non c’è nulla di più sbagliato che sottovalutare le prime manifestazioni di acne, magari nella convinzione che
a quell’età vengono a tutti. In questo potrebbe essere utile un intervento più consistente da parte delle scuole e dei mezzi d’informazione, che dovrebbero farsi promotori di una nuova cultura della salute. Noi ci proviamo, giudicate voi.
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psicologia
Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009