Alopecia - Capelli sul cuscino? Corri subito ai ripari
Sanihelp.it - Al centro dell’attenzione c’è il follicolo pilifero, così piccolo ma così importante.
L’alopecia androgenetica ne causa una progressiva miniaturizzazione e superficializzazione: sotto l’azione del DHT i follicoli diventano sempre più piccoli, quindi i capelli generati sono più sottili e sembrano sempre meno numerosi.
La produzione di pigmento diminuisce, tanto da dare l'impressione di mancanza di capelli: in realtà i capelli ci sono, ma appaiono privi di pigmento. Anche la fase di crescita (
anagen) si accorcia, e i capelli diventano meno lunghi.
Questi processi generano infiammazioni locali, pruriti e rossori, e tale reazione è responsabile a sua volta della futura morte del follicolo: in una prima fase i follicoli producono un capello detto
vellus, quasi invisibile e simile a quello dei neonati.
Dopodichè il follicolo sparisce del tutto, e il capello risulta definitivamente morto.
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| L'immagine descrive il processo di atrofizzazione del capello, fino alla morte del follicolo pilifero. |
Questi cambiamenti avvengono nell’arco di uno-due anni, ma non bisogna aspettare: è importante che ogni tentativo di terapia inizi il più precocemente possibile.
La pericolosità di questa forma di calvizie consiste infatti in questo: si insinua in modo subdolo e lento, ma se non viene presa in tempo è irreversibile.
Negli uomini predisposti all’alopecia androgenetica, la caduta di capelli può iniziare in qualsiasi momento dopo la pubertà.
La forma classica inizia verso i 18 anni, quando molti capelli iniziano a essere sostituiti da altri più sottili…e verso i 20 anni i segni di calvizie iniziano a essere evidenti.
Ci sono vari stadi di calvizie, misurabili attraverso la
scala Hamilton-Norwood, che individua sette fasi consecutive di avanzamento dell'alopecia androgenetica. Nell'immagine di seguito puoi controllare le caratteristiche di ogni fase:
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Alopecia androgenetica
DHT
follicolo pilifero
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pigmentazione
infiammazioni
vellus
scala Hamilton-Norwood
Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009