Alopecia - Cosa dice il dermatologo?
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I dermatologi generalmente utilizzano tre metodi per raccogliere le informazioni relative alla salute dei capelli:
- Un’anamnesi approfondita, concentrata sulle abitudini di vita e su perdite dei capelli riguardanti altri membri della famiglia.
- Un'ispezione visiva dei capelli.
- Il prelievo di campioni di capelli, pelle e sangue per una più profonda analisi.
Generalmente per diagnosticare un’alopecia androgenetica sono sufficienti i primi due passaggi.
In particolare, il dermatologo esaminerà con attenzione le caratteristiche della caduta dei capelli, le zone interessate, la consistenza del capello e l’eventuale infiammazione dei tessuti.
Spesso si compie un semplice test di trazione dei capelli, detto
pull test, che consiste nel tirare lievemente alcune ciocche di capelli per vedere se le fibre si estraggono con facilità o sono fermamente ancorare al follicolo capillare.
In alcuni casi viene eseguita una analisi microscopica del capello, per esaminare meglio le radici e il fusto e controllare se ci sono rotture, restringimenti o curve lungo la lunghezza della fibra.
In questo modo si può evidenziare se ci sono segni di infiammazione, cicatrici o infezioni nella pelle e intorno ai follicoli.
Spesso, trattandosi di un problema di tipo ormonale, vengono prescritti esami del sangue per indagare i livelli di
estrogeni e
progesterone, la concentrazione di
androgeni, gli
ormoni tiroidei, le concentrazioni di ferro o rame, il numero di
linfociti o globuli rossi presenti nel plasma e la presenza di
anticorpi.
Esistono poi numerosi esami specifici, utilizzati solo in alcuni casi. Vediamoli in breve:
- WASH TEST: consiste nel far lavare la testa al paziente dopo una settimana di astensione e nel raccogliere e poi contare i capelli caduti, avendo cura di porre una garza sullo scarico.
- TEST DEL CONTEGGIO GIORNALIERO : consiste nel contare per almeno 14 giorni tutti i capelli che si possono trovare sul cuscino, nella spazzola, sulle spalle e quelli che cadono durante il lavaggio. È un pò difficoltoso, quindi si preferisce il wash test.
- TEST DELLA SPIGA: altro esame semplice, che consiste nel far scorrere un capello sfregandolo tra pollice e indice. La punta del capello si dovrebbe avvicinare naturalmente, ma se le cellule sono danneggiate questo movimento non avviene
- TRICOGRAMMA: si effettua prelevando a strappo 50-100 capelli, che vengono poi osservati al microscopio e ripartiti in anagen (capelli in fase di crescita), catagen (periodo di riposo del bulbo) e telogen (capelli in fase di caduta). I valori normali nell'uomo sono 83-85% in fase anagen (85-87% nella donna), 0-2% in fase catagen e 13-15% in fase telogen (11-13% nella donna).
- FOTOTRICOGRAMMA: in condizioni di luce e distanza standard viene fotografata un'area di circa 1 cm2 di cuoio capelluto, precedentemente rasata. Nella fotografia dell'area si contano i capelli presenti. Una seconda foto viene effettuata dopo 15-20 giorni consentirà si stabilire quanti capelli sono ricresciuti. Il limite deriva dal fatto che lo studio viene effettuato su una superficie limitata.
- VALUTAZIONE STATISTICA DEI CAPELLI : si stabiliscono almeno 10 aree, in cui i capelli vengono contati manualmente. Conoscendo l'area totale del cuoio capelluto sarà facile stabilire il numero totale di capelli presenti e la densità nelle varie zone.
- MINERALOGRAMMA: valuta la composizione dei minerali presenti nei capelli, tenendo conto delle variazioni di minerali dovute al colore diverso. Oltre a scoprire la presenza di minerali tossici (piombo, mercurio, cadmio, arsenico, alluminio), il mineralogramma consente di orientarsi verso una eventuale patologia. È utile comunque anche per integrare correttamente la dieta del paziente.
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Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009