Alopecia - Occhio alle fregature
Sanihelp.it - Ogni anno moltissime persone affette da calvizie cadono vittime di truffe e imbrogli di presunti centri tricologici, che promettono sempre la stessa magia: far ricrescere i capelli.
La tecnica di reclutamento dei pazienti si basa quasi sempre su un'allettante prima visita gratuita. È qui che viene sferrato l'attacco definitivo alla stabilità psicologica già fragile del paziente: lo si informa che i capelli cadranno inesorabilmente in breve tempo, con sviluppo di calvizie irreversibile.
L'unica via di salvezza, guarda caso, consiste nel firmare seduta stante un contratto che prevede la messa in atto di trattamenti miracolosi capaci di far ricrescere tutti i capelli persi.
Questi cosiddetti trattamenti consistono nella pulizia del cuoio capelluto, nella stimolazione manuale della circolazione sanguigna o nell'uso di coppette e dischetti termici riattivanti. Il tutto al modico costo di parecchi milioni.
Abitualmente ad accogliere i pazienti ci sono persone in camice bianco, che si spacciano per medici o fanno in modo di farsi creder tali.
Spesso esibiscono finte lauree, possibilmente provenienti da non ben identificate università di altri paesi.
E quel che è peggio, si comportano come veri medici: visitano, compilano cartelle, redigono referti, danno terapie. Fanno insomma tutte quelle cose che la legge consente di fare solo ad un medico, sfruttando vergognosamente il dramma psicologico e l'insicurezza tipici di chi sta perdendo i capelli.
Ma oltre che dai falsi tricologi, chi ha problemi di calvizie deve guardarsi anche da un'altra categoria di persone: i parrucchieri.
Alcuni di loro, di fronte a un cliente affetto da alopecia, si comportano come medici: lo
visitano, effettuano esami del capello e prometteno, al pari dei centri tricologici, trattamenti
naturali e miracolosi per la ricrescita dei capelli.
State attenti a non ritrovarvi in queste situazioni, e non fatevi tentare dall'apparente semplicità: l'alopecia androgenetica è un problema serio, e come tale va trattato.
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Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009