Anoressia mentale - Suicidi da cibo
Sanihelp.it - Alcuni ricercatori svizzeri hanno scoperto che tra 288 donne alle quali era stato diagnosticato un disturbo alimentare come l’
anoressia o la
bulimia, era più facile che quelle che ricorrevano all’uso di purghe avessero tentato il suicidio in passato.
Entrambi i disturbi alimentari si basano su una
distorta percezione del proprio corpo e sul timore ossessivo di aumentare di peso, e spesso ognuna delle patologie coincide con altri disturbi psichiatrici come
depressione,
ansia o abuso di sostanze.
Coloro che soffrono di disturbi alimentari sono esposti ad un maggiore rischio di suicidio rispetto alla popolazione generale.
In questo nuovo studio i ricercatori dell’Ospedale Universitario di Zurigo hanno scoperto che oltre un terzo delle donne anoressiche che si alimentavano in modo incontrollato e poi ricorrevano alle purghe affermava di avere già tentato il suicidio, rispetto a soltanto l’11% delle anoressiche il cui disturbo consisteva esclusivamente nella forte limitazione della quantità di cibo ingerito.
Analogamente anche il 30% delle donne bulimiche che dopo le abbuffate di cibo ricorrevano alle purghe aveva già tentato di togliersi la vita.
Secondo gli autori dello studio, coordinati dalla dottoressa Gabriella Milos, riuscire a capire quali pazienti affetti da un disturbo alimentare siano più propensi a tentare il suicidio potrebbe aiutare a fornire un trattamento adeguato ai soggetti ad alto rischio.
Questo studio ha coinvolto soprattutto donne adulte in trattamento per anoressia o bulimia, ma anche alcune donne alle quali era stato diagnosticato un disturbo alimentare non specifico.
Durante i colloqui il 26% delle intervistate affermava di avere tentato il suicidio in passato e delle donne che si imbottivano di cibo e poi ricorrevano alle purghe il 31% affermava di averlo già fatto almeno una volta contro il 12% di quelle che non utilizzavano le purghe.
La maggior parte delle donne coinvolte nello studio soffriva anche di un disturbo associato come ansia o depressione e la maggioranza di quelle che avevano tentato il suicidio manifestava più di un disturbo psichiatrico associato.
La Milos e i suoi collaboratori sottolineano che imbottirsi di cibo per poi ricorrere alle purghe implica un problema di controllo degli impulsi, e i risultati dello studio confermano l’idea che l’impulsività è un
importante precursore dei tentativi di suicidio.
I ricercatori hanno anche scoperto che le donne che soffrono di anoressia, a differenza di quelle bulimiche sono più portate a coltivare l’idea del suicidio ma non a tradurla nei fatti.
L’insufficiente apporto alimentare dell’anoressica è una forma di auto-lesionismo permanente e il conseguente elevato livello di stress può servire a spiegare la significativa presenza di pensieri suicidi.
FONTE: General Hospital Psychiatry
Tags:
Anoressia
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suicidio
depressione
Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009