Arteriopatia obliterante periferica - Arrestare il peggioramento e aumentare la qualità della vita
Sanihelp.it - Per le caratteristiche della malattia e dei suoi sintomi le cure dell’Arteropatia obliterante periferica hanno 3 obiettivi:
- arrestare il peggioramento dell’aterosclerosi in tutto l’organismo e ridurre il rischio d’infarto e ictus
- migliorare la qualità di vita di questi pazienti, cercando di recuperarli a un’esistenza attiva e consentire loro di camminare il più possibile senza dolore
- impedire il peggioramento della malattia e la conseguente comparsa di piaghe e gangrene.
Per conseguire il primo obiettivo è prima di tutto necessario agire sui fattori di rischio:
Fumo: cessare l’abitudine di fumare è essenziale, perché riduce da subito i rischi. È importante che l’astensione dal fumo sia completa perché anche una sola sigaretta al giorno può aggravare i danni delle arterie.
Colesterolo: è necessario agire contro l’ipercolesterolemia, riducendo i livelli ematici di colesterolo totale e di colesterolo “cattivo” LDL.
La stessa AIFA, con la nuova nota n. 13, ha inserito nei farmaci ipolepimizzanti come le statine anche per i soggetti con coronaropatia documentata o pregresso ictus o arteriopatia obliterante periferica o pregresso infarto o diabete.
Per ciò che concerne il secondo obiettivo è necessario esercizio fisico. Anche il semplice camminare, infatti, favorisce lo sviluppo di circoli collaterali e consente di aumentare gradatamente il tratto di cammino percorso, così i pazienti possono allungare la marcia senza dolore anche per più di 200 metri. Sembra che i risultati migliori si abbiano quando i pazienti continuano a camminare anche dopo la comparsa del dolore, cercando di resistere il più possibile.
L’insieme di queste azioni (prevenzione primaria, secondaria ed esercizio fisico) consentono di impedire il peggioramento della malattia, il terzo obiettivo della terapia.
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Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009