Focus Artrite Reumatoide: convivere con la malattia
Artrite reumatoide - Artrite: utili consigli per una buona convivenza
Sanihelp.it - Avere una patologia cronica significa essere pronti a
dover convivere per tutta la vita con difficoltà che sembrano insormontabili. E sovente, nella persona affetta da patologia cronica invalidante com’è
l’artrite reumatoide, è comune un atteggiamento di rinuncia e/o rifiuto rispetto alla malattia stessa, soprattutto quando le terapie non riescono a portare a risultati eclatanti e immediati.
In particolar modo chi è affetto da artrite reumatoide - patologia che non comporta il deterioramento delle capacità cognitive e intellettive - assiste spesso inerte al mutamento del proprio corpo e nno si rassegna alla necessità di riadattare i propri tempi.
Un paziente d’artrite reumatoide deve periodicamente fare degli esami clinici per controllare l’andamento della propria malattia; deve obbligatoriamente sottoporsi a controlli medici periodici e a sedute di fisioterapia per preservare la mobilità delle articolazioni colpite; deve seguire degli stili di vita il più possibile corretti con l’obiettivo di affaticare il meno possibile le articolazioni malate.
Questo malato reumatico è, quindi,
obbligato a dover interagire frequentemente con il sistema sanitario e con quelli che ne sono i limiti e disservizi: liste d’attesa, accesso ai farmaci, molti dei quali in fascia C e quindi a suo carico, viaggi per raggiungere Centri specializzati - aumentando le difficoltà nel rivendicare quello che dovrebbe essere un diritto sancito dalla Costituzione Italiana e, dalla Carta Europea dei Diritti del Malato:
il diritto alla salute.
Prendere coscienza della propria malattia è la chiave di volta per una proficua gestione della propria condizione.
La famiglia dovrà essere coinvolta nel percorso cronico di questo malato, sostenendolo ed appoggiandolo psicologicamente, prendendosi carico di tutti quei problemi che esso non sarà in grado di risolvere personalmente. Importante è che in questo processo di accompagnamento e di supporto da parte della famiglia, il malato non si senta di peso o di ostacolo a chi gli sta intorno.
C’è poi un aspetto non meno importante, ma scarsamente affrontato:
l’artrite reumatoide e il sesso.
Avere rapporti sessuali con una persona le cui articolazioni sono un continuo scricchiolio condiziona sicuramente l’altro. I rapporti affettivi sono condizionati, o addirittura, non nasceranno mai.
Ecco quindi degli
utili consigli per la convivenza con la malattia:
1. evitare la solitudine, intesa come condizione che può essere più invalidante della stessa malattia
2. evitare l’atteggiamento psicologico di insoddisfazione, timore, sconforto
3. prendere coscienza della malattia e portarla al di fuori delle mura domestiche
4. non essere considerati un malato da assistere, ma una persona con pari opportunità rispetto alla società
5. riappropriarsi dei diritti, spesso negati.
Il malato non deve accontentarsi di una vita vissuta a metà, ma
deve agire e recitare da protagonista, in modo da gestire i propri cambiamenti e non esserne vittima, deve osare e danzare sulla ribalta della vita.
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Fonte: Associazione Nazionale Malati Reumatici
di Roberta Camisasca
revisione: 29-06-2009