Per far sì che una terapia antiasmatica sia efficace nel tempo, è indispensabile che il paziente la assuma regolarmente. Al contrario, molti pazienti sottovalutano la malattia, interrompendo le terapie o riducendole non appena migliorano.
Un monitoraggio di alcuni pazienti ha dimostrato che i corticosteroidi erano utilizzati solo per il 42% e i beta-agonisti per il 28% dei giorni di studio, nonostante la prescrizione per uso quotidiano.
La scarsa compliance, talora riferibile anche a un’ingiustificata steroidofobia (paura di usare il cortisone), è associata a un aumento delle riacutizzazioni della malattia: in pazienti con riacutizzazioni la compliance era stata solo del 13,7%, contro il 68,2% di quelli che non ne avevano avute.
Inoltre, se l’inalatore non fornisce costantemente la stessa quantità di farmaco, si creerà un circolo vizioso, con minore quantità di farmaco depositato a livello bronchiale, minore efficacia clinica, minore compliance al trattamento.
Scelta del dispositivo.
La terapia per il paziente asmatico o con BPCO dovrebbe basarsi, oltre che su farmaci efficaci e sicuri, anche sulla selezione di inalatori affidabili ed efficienti, che consentano una costanza di erogazione di principio attivo e rispondano alle necessità e alle esigenze particolari del singolo paziente (ci sono infatti pazienti che si adeguano solo a determinati device e mal si adattano ad altri).
Negli ultimi anni sono stati fatti notevoli progressi su questo fronte: per esempio, per ovviare al problema dell’incoordinazione mano-polmone, sono stati introdotti gli autoinalatori, costituiti da uno spray pressurizzato dotato di un meccanismo a molla che, una volta caricato, libera automaticamente con l’inspirazione una dose costante e predeterminata di farmaco a bassi flussi inspiratori (generalmente <30 l/m). La tecnica d’inalazione è quindi più semplice e immediata.
Istruzioni per l’uso del dispositivo.
La non-compliance passiva, ovvero l’erronea assunzione del farmaco a causa di una tecnica inadeguata, è un problema rilevante: infatti molti pazienti usano scorrettamente l’inalatore.
Spesso il paziente riceve istruzioni molto frettolose dal medico riguardo all’uso dell’erogatore e deve basarsi solo su quanto scritto sul foglietto illustrativo del farmaco; inoltre, spesso manca anche una verifica periodica e puntuale dell’apprendimento, da parte del malato, delle tecniche insegnate; verifica che dovrebbe avvenire a ogni visita di controllo.
Se il paziente impara ad eseguire bene l’inalazione del farmaco, otterrà una maggiore efficacia e ridurrà il rischio di effetti collaterali. Ciò determina una maggior accettazione da parte del paziente stesso, che quindi sarà più disposto a proseguire la terapia prescritta.
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