Asma bronchiale - Asma: è tutto sotto controllo!
Sanihelp.it - La diagnosi di
asma ha importanti implicazioni psicologiche sia sul bambino che sul suo
entourage familiare e sociale. Il rischio più evidente è quello di un eccessivo atteggiamento protettivo da parte dei genitori, un atteggiamento che può portare all’isolamento del bambino dal suo contesto sociale. Infatti spesso mamma e papà temono che al di fuori delle mura domestiche il bambino venga in contatto con
allergeni o fattori che possono indurgli un attacco, oppure che si trovi in una situazione in cui nessuno sa cosa fare in caso di una crisi asmatica.
Di fronte a queste preoccupazioni è importante che i genitori mantengano il più possibile un
atteggiamento equilibrato e positivo, che infonda nel bimbo serenità e tenga lontano le ansie per la propria condizione fisica. Questo lo aiuterà a non sentirsi escluso dalla comunità (coetanei, compagni di scuola, squadra di calcio ecc.).
Ecco qualche utile consiglio per genitori e insegnanti:
- Informate la scuola delle condizioni di vostro figlio, fornendo il piano terapeutico raccomandato dal medico affinché siano messe in atto tutte le misure necessarie per consentirgli di vivere a scuola come i suoi compagni.
- Non eliminate lo sport. È vero, l'attività fisica può scatenare la crisi asmatica, quindi viene evitato qualsiasi coinvolgimento che la implichi (educazione fisica a scuola, partita di pallone, giochi ecc).
Invece il movimento non va assolutamente escluso, ma adottato con adeguate precauzioni: concordate con il medico curante o il pediatra un’eventuale terapia a base di farmaci di premedicazione, che consentono di ridurre al minimo le probabilità di un attacco, evitate gli ambienti a rischio quali freddo, acqua clorata ecc. e non scegliete sport estremi, dove non è possibile l'intervento del medico, come deltaplano, paracadutismo o sub.
Anche l'insegnante di educazione fisica deve incoraggiare il bambino asmatico a partecipare all'attività sportiva, ricordandogli di assumere il farmaco prima dell'inizio dell'attività e di portarlo con sé durante la lezione, e invitandolo a fermarsi non appena si affatica.
- A scuola, fatelo sentire come gli altri. L'insegnante ha il dovere di inserire il bambino asmatico a pieno titolo in tutte le attività scolastiche, facendogli accettare la sua malattia come una condizione di vita normale, aiutandolo nella gestione della malattia ed educando la scolaresca a non isolare il compagno.
- E le vacanze? Molti genitori di bimbi asmatici, al momento di programmare le ferie, sono assaliti da dubbi e preoccupazioni perché pensano che la malattia dei figli costituisca un limite. In realtà chi ha l'asma può viaggiare tranquillamente, l’importante è concordare con il medico un'eventuale terapia di mantenimento e farsi prescrivere le medicine da assumere in caso di aggravamento dei sintomi.
Con questi semplici accorgimenti il piccolo asmatico potrà godersi le vacanze come un qualunque altro bambino.
Tags:
asma
diagnosi
Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Roberta Camisasca
revisione: 29-06-2009