Aterosclerosi
Aterosclerosi - Tecniche diagnostiche non invasive
Sanihelp.it - I medici utilizzano diverse tecniche per studiare l’aterosclerosi e l’estensione delle placche ateromasiche, sono praticamente tutte tecniche di
imaging, qui sotto vediamo quelle non invasive, esistono poi altre tecniche dalle caratteristiche più invasive.
Risonanza magnetica (RM)
Tecnica non invasiva idonea alla valutazione precoce della patologia arteriosa. Poiché la RM fornisce immagini di sezioni trasversali o tridimensionali, consente di visualizzare direttamente dimensione, forma e composizione dell’ateroma. La RM è potenzialmente utilizzabile non solo per individuare la presenza dell’aterosclerosi, ma anche per studiarne l’evoluzione e valutare gli effetti degli interventi terapeutici quali il controllo dei fattori di rischio e i trattamenti ipolipidemizzanti.
Ecografia B-mode
Tecnica non invasiva atta alla misura quantitativa dello spessore dell'intima media dell'arteria carotidea (IMT – lo spessore dello strato muscolare liscio presente nella parete vasale). L’ecografia B-mode fornisce immagini bidimensionali di IMT con riscontri utilizzabili come valido marker surrogato della patologia ateromasica e cardiovascolare. Il piano ristretto dell’immagine può indurre a sovrastimare o a sottostimare la gravità della patologia.
Tags:
tecniche
diagnostiche
non
invasive
Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 24-01-2012