Aterosclerosi - Trattamento precoce dell'aterosclerosi
Sanihelp.it - In base ai criteri di valutazione del rischio di Framingham più del 60% degli eventi cardiovascolari si verifica nei tre quarti dei soggetti classificati a rischio da basso a intermedio di malattia coronarica.
Capiamo quindi come l’identificazione e il trattamento precoci di questi stati di aterosclerosi che si può definire subclinica sono di grande importanza.
Secondo studi recenti sul rapporto tra evoluzione dell’aterosclerosi e insorgenza di eventi cardiovascolari esistono due fattori chiave che aiutano a predire l’insorgenza della malattia:
- Il restringimento del lume vasale (la cavità, o canale, tubolare delimitata dalle pareti del vaso)
- L’erosione e la distruzione della placca ateromasica
Anche la conformazione delle placche è un aspetto molto importante. Oggi si sa che la composizione delle placche ateromasiche è variabile: quelle con una parte centrale lipidica (che in gergo tecnico si definisce core) sono più soggette a rottura in assenza di sintomi premonitori.
Alcuni studi hanno associato all’uso di statine (in virtù del positivo effetto di riduzione dei livelli di colesterolo LDL) un calo degli eventi coronarici nonché della morbilità e della mortalità cardiovascolare e una potenziale capacità di rallentare la progressione e persino di indurre la regressione dell’aterosclerosi. Un esempio concreto è l’utilizzo di rosuvastatina.
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Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 26-01-2012