BPCO - Sai che cosa è la BPCO?
Sanihelp.it - Gli italiani conoscono la broncopneumopatia cronica ostruttiva? Sanno distinguere i sintomi? Si rivolgono al medico? Sono alcune delle domande che un’indagine Eurisko ha cercato di dare risposta. Il quadro emerso è quello di una malattia che colpisce molto più di quanto viene effettivamente percepito e soprattutto che si ricorre al medico troppo tardi.
Quando si soffre di Broncopneumopatia ostruttiva
le vie aeree sono quasi totalmente ostruite, si fatica a respirare e si tossisce in continuazione anche per tre mesi. Quando si raggiunge la fase cronica questi disturbi si riacutizzano fino a
quattro volte all’anno per almeno tre anni.
Quali sono le cause? Chiaramente il
fumo di sigaretta (attivo e passivo), al quale poi va aggiunto anche
l’inquinamento e lo
stile di vita. «Il problema», sottolinea la professoressa Anna Maria Moretti, presidente dell’Associazione Italiana Pneumatologi Ospedalieri, «è che l’individuo non riconosce un legame causa-effetto. Si parla di BPCO solo nella sua fase cronica e si fatica a collegarla a un errato stile di vita prolungato negli anni».
Una situazione simile non fa altro che portare il paziente affetto da BPCO a un ricovero solo quando la situazione è cronica. Questo porta a un alto costo sociale della malattia.
La diagnosi precoce è fondamentale. «Abbiamo il vantaggio di avere a disposizione
l’esame spirometrico che ci consente di capire subito se ci sono problemi alle vie respiratorie» spiega il professore Luigi Allegra, direttore del dipartimento cardiorespiratorio del policlinico di Milano, «Sarebbe fantastico se questa tipologia di esame diventasse comune come la misura della pressione arteriosa».
«
Dottore già che c’è mi misura il respiro?», ecco l’auspicio degli esperti per dare una spallata a questa grave patologia.
Sul fronte terapeutico da quarant’anni non sono mancati i progressi. In questi casi si utilizzano
betabloccanti e
broncodilatatori di derivazione naturale.
Il disagio che si prova quando si soffre per questa malattia è indiscutibile, e ben vengano nuovi farmaci come il tiotropio, che a differenza dei betabloccanti di vecchia generazione è molto più efficace, ha una durata maggiore e grazie a un particolare dispositivo di inalazione è di più semplice assunzione.
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Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 15-12-2011