BPCO - La spirometria
Sanihelp.it - La spirometria è un esame diagnostico molto semplice, che permette di misurare la quantità di aria che una persona può inspirare ed espirare, e il tempo necessario per farlo.
Questo viene fatto attraverso lo
spirometro, uno strumento che permette di misurare quanto efficacemente e velocemente può avvenire lo
svuotamento e il riempimento dei polmoni.
I parametri rilevati dallo spirometro vengono riportati sullo spirogramma, una curva volume-tempo, necessaria per confermare la diagnosi di BPCO, e, unitamente alla presenza dei sintomi, per individuarne la gravità e indicare il trattamento adatto.
I valori rilevati dalla spirometria sono la Capacità Vitale Forzata (CVF), il Volume Espiratorio Massimo nel 1° secondo (VEMS) e il rapporto tra i due.
Il valore del VEMS, influenzato da età, sesso, altezza e razza, diminuisce più velocemente nei soggetti affetti da BPCO: più è basso, peggiore sarà la prognosi conseguente.
Il rapporto VEMS/CVF, invece, non dovrebbe scendere al di sotto del 70% e 80%; un valore inferiore indica infatti un deficit ostruttivo e alta probabilità di BPCO.
Le tre prove della spirometria andrebbero effettuate una volta ogni 12 mesi, soprattutto in caso di evidenti condizioni predisponesti.
Per avere una prima sommaria indicazione di eventuali problemi, però, è possibile effettuare un semplice
test di autovalutazione della BPCO.
Basta rispondere sinceramente a queste domande:
- Tossisci frequentemente?
- Hai catarro?
- Hai difficoltà di respiro o affanno?
- Hai più di 40 anni?
- Sei fumatore o ex-fumatore?
Se si conteggiano più di tre sì, è consigliabile
ricorrere al parere del medico.
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Fonte: pazientibpco.it
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009