BPCO - Le riacutizzazioni
Sanihelp.it - La BPCO è una malattia progressiva, che peggiora nel corso del tempo. I cambiamenti generalmente sono graduali, ma a volte si verificano in maniera imprevedibile e molto rapida. In tal caso si parla di
riacutizzazioni.
La riacutizzazione si manifesta con un
peggioramento serio e persistente dei sintomi cronici, quali tosse, affanno, febbre ed espettorato, che frequentemente diventa giallo e purulento.
Le cause che portano a una riacutizzazione di BPCO non sono completamente note, ma le principali sono certamente le
infezioni batteriche e virali, dal comune raffreddore all’influenza.
Anche l’inquinamento atmosferico può contribuire all’origine di una riacutizzazione.
Per questo è consigliabile effettuare ogni anno la vaccinazione antinfluenzale, ma anche prendere tutte le precauzioni necessarie per cercare di prevenire le infezioni delle prime vie respiratorie, evitando contatti con persone affette da influenza o raffreddore, gli ambienti chiusi surriscaldati e affollati, la pioggia, il freddo e l’umidità.
Al sopraggiungere di una riacutizzazione, la prima cosa da fare è
contattare il medico, che stabilirà se si può essere curati a casa oppure se è necessario il ricovero ospedaliero.
Questo, generalmente, avviene in presenza di altre condizioni patologiche concomitanti, come insufficienze d’organo, diabete e aritmie di nuova insorgenza, oppure in caso di diagnosi incerta, età avanzata e alterazione dello stato di coscienza o non autosufficienza.
A livello di terapia, i pazienti che presentano riacutizzazioni con segni clinici di infezione bronchiale possono trarre beneficio da una
terapia antibiotica, associata al trattamento locale delle resistenze batteriche agli antibiotici.
Tra le conseguenze che maggiormente si verificano in caso di grave riacutizzazione vi è l’
insufficienza respiratoria acuta, che può verificarsi in caso di riacutizzazione grave, e viene trattata con i farmaci, con l’ossigenoterapia e con la ventilazione meccanica non invasiva o invasiva con intubazione quando necessario.
La frequenza media delle riacutizzazioni è di
una o due all’anno, ma ci sono pazienti che accusano un numero maggiore di episodi.
Il tempo necessario per tornare a una condizione stabile, invece, è valutato mediamente intorno ai 30 giorni.
Purtroppo, al di là della vaccinazione antinfluenzale e antipneumococcica, non esistono terapie specifiche per la prevenzione delle riacutizzazioni. Seguendo uno
stile di vita adeguato, però, si può ridurre la probabilità di avere una riacutizzazione, oltre che la gravità ed il disagio dei sintomi giornalieri.
A questo proposito è fondamentale assicurarsi di vivere in un ambiente con aria sana, e tenere lontano tutti i fattori che possono essere irritativi per le vie respiratorie, come gli agenti chimici e soprattutto il fumo.
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Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009