Scopriamo il biofeedback
Bruxismo - Curarsi con la mente
Sanihelp.it - Usare la mente per controllare il corpo. Non è fantascienza, ma il principio su cui si fonda il
biofeedback, un tipo di medicina complementare alternativa conosciuto anche come terapia mente-corpo.
Utilizzando le tecniche di biofeedback, è possibile imparare, con l’aiuto di uno specialista, a controllare alcune
risposte involontarie del corpo, legate all’attività cerebrale, alla pressione sanguigna, alla tensione muscolare e al battito cardiaco.
In particolare, il biofeedback risulta utile come terapia coadiuvante di circa 150 patologie, tra cui:
Asma
Sindrome di Raynaud
Sindrome da colon irritabile
Nausea e vomito in chemioterapia
Incontinenza
Emicrania
Aritmie cardiache
Ipertensione
Epilessia
Ma in cosa consiste esattamente una sessione di biofeedback? Una seduta media dura dai 30 ai 60 minuti, e viene effettuata in cliniche e centri specializzati.
Il terapista applica
sensori elettrici a diverse parti del corpo, per monitorare la risposta fisiologica allo stress (per esempio, il grado di tensione muscolare durante un attacco di emicrania).
Questi impulsi, trasmessi tramite segnali sonori o luminosi, permettono al paziente di iniziare a
riconoscere le proprie risposte corporee e ad associarle a determinati stati fisici.
Il passaggio successivo è quello di imparare a generare
cambiamenti positivi, per esempio rilassando gradualmente i muscoli che risultano maggiormente coinvolti nella risposta allo stress.
Una volta appresa questa tecnica, è possibile riprodurla anche a casa, ogni volta che il dolore si ripresenta, migliorando significativamente la sensazione di benessere.
Gli strumenti e le tecniche utilizzati dal terapista per individuare le reazioni corporee agli stati fisici sono numerosi, e la scelta dipende dal tipo di disturbo e dagli obiettivi che si desidera raggiungere.
L’
elettromiogramma (EMG), per esempio, è utilizzato per i disturbi legati alla testa, dall’emicrania al mal di denti al
bruxismo, ma anche per problemi di stress, asma e ulcere.
Il
biofeedback della temperatura, invece, può essere d’aiuto per I disturbi circolatori come la sindrome di Raynaud, mentre il
Galvanic skin response training, che misura il grado di traspirazione della pelle, è utile in caso di disturbi emozionali quali ansia e fobie.
L’
elettroencefalogrammma (EEG), infine, viene utilizzato per valutare l’attività cerebrale collegata a differenti stati mentali, quail calma, rilassamento, sonno leggero e sonno profondo.
Negli Stati Uniti, dove il biofeedback ha avuto origine intorno al 1960, questa tecnica è utilizzata correntemente a livello terapeutico, e la sua applicazione è regolamentata e certificata dal
Biofeedback Certification Institute of America (BCIA).
Nel nostro Paese, invece, il biofeedback risulta ancora utilizzato prevalentemente nel campo della psicologia e della ricerca, ma in futuro potrebbe giocare un ruolo importante come terapia secondaria di patologie a diffusione sempre più rapida e massiccia, come l’asma e l’emicrania, e nei trattamenti oncologici.
Tags:
biofeedback
bruxismo
rilassamento
mal di testa
Fonte: Redazione
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 28-10-2009