Candidosi vulvovaginale - Candida: la diagnosi dello specialista
Sanihelp.it - Ogni qualvolta si avvertono sintomi come prurito e dolore vulvare, secchezza vaginale e perdite bianche e dense, è bene rivolgersi al proprio ginecologo. Potrebbe trattarsi infatti di un’infezione da
Candida Albicans.
Il campanello d’allarme deve scattare anche quando questi segnali si limitano a comparire alla vigilia del ciclo per poi attenuarsi con l’inizio del flusso, perché quasi sicuramente tenderanno a ripresentarsi il mese successivo.
Le
osservazioni cliniche riscontrate dal medico (arrossamento della vulva,
leucorrea densa e bianca, riscontro da parte della paziente dei principali sintomi) devono essere confermate da un
esame microscopico a fresco, utilissimo per iniziare il primo presidio terapeutico, e l’esecuzione di un eventuale
esame colturale con microgramma.
La diagnosi di infezione da Candida Albicans si basa quindi su:
- microscopica diretta e colturale, in tutti i casi di sintomatologia suggestiva di candidosi vulvovaginale.
- riscontro di un pH vaginale pari a 4-4,5 (pH maggiore di 5 è indicativo di vaginosi batterica o di tricomoniasi).
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Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Roberta Camisasca
revisione: 29-06-2009