Candidosi vulvovaginale - Arriva il peptide anti-Candida
Sanihelp.it - Buone notizie per le vittime della
Candida Albicans, fungo vaginale insidioso che colpisce attualmente 3 donne su 4. La società biofarmaceutica americana Zengen Inc. ha reso noto che i suoi ricercatori hanno sviluppato un
super-peptide in grado di uccidere questo micete, responsabile di numerose infezioni nel tratto gastrointestinale, compresa la
vaginite. Questo organismo cellulare invade i tessuti ed è pericoloso per gli affetti da patologie del sistema immunitario, come i malati di
AIDS o chi si sottopone a trapianti.
La scoperta, dichiarano gli scienziati, può anche fornire la soluzione alla comprensione di uno dei più grandi misteri molecolari: come un peptide che è esistito nella stessa forma sin dall’era paleozoica (più di 300 milioni di anni fa) riesca a
modulare risposte immunitarie e infiammatorie.
La ricerca, realizzata da
Paolo Grieco ed Ettore Novellino dell’Università degli Studi di Napoli, è stata pubblicata sul numero del 20 febbraio 2003 della prestigiosa rivista scientifica internazionale
Journal of Medicinal Chemistry. Gli studiosi puntavano a scoprire un analogo dell’ormone a-melanocito stimolante (a-MSH) con maggiore
attività antimicrobica e a capire meglio le relazioni fra la struttura del peptide e la sua attività attraverso la progettazione, la sintesi e la sperimentazione di diversi peptidi con particolari modifiche.
A differenza di virus e batteri, organismi cellulari come la Candida Albicans assomigliano alle cellule del corpo umano e perciò sono
difficili da trattare. Ci sono anche prove che ceppi di tale fungo stanno sviluppando resistenza alle attuali cure.
«Quello che abbiamo ottenuto», commenta Ettore Novellino, «sembra essere diverso dai peptidi anti-microbici finora noti, come l’a-MSH, che sono in circolazione da centinaia di milioni di anni. Ovviamente sarà necessaria ancora molta ricerca, ma questa scoperta potrebbe avere enormi conseguenze dal punto di vista clinico».
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Fonte: 1999 - 2006 Le Scienze S.p.A., 25.02.2003
di Roberta Camisasca
revisione: 29-06-2009