Cefalea a grappolo - Quali sono i sintomi della cefalea a grappolo?
Sanihelp.it - Nella sua forma più comune, la crisi dolorosa si presenta almeno una volta nelle 24 ore per alcune settimane.
Segue un periodo di benessere (remissione) che può durare settimane o anni.
Una manifestazione comune, specialmente nei primi anni di malattia, avviene spesso con scadenze stagionali, ad esempio in primavera o in autunno. Con il passare degli anni la periodicità risulta molto meno evidente, e i periodi di riaccensione della sintomatologia diventano molto meno prevedibili.
Il dolore viene descritto come estremamente fastidioso, insopportabile, "come un attizzatoio rovente dentro l'occhio". È localizzato intorno all'occhio e all'orbita del lato interessato, ma si può irradiare alla regione temporale, a quella frontale, alla guancia e alla mandibola dello stesso lato.
Sono state descritte una sindrome superiore e una inferiore, in base all' irradiazione del dolore: nella prima, il dolore è localizzato principalmente intorno all'occhio e si irradia alle regioni frontale, temporale e parietale in tutte le combinazioni possibili.
Nella seconda invece il dolore si irradia all'arcata dentaria superiore e inferiore, alla mandibola e a volte anche alla sede cervicale.
Nonostante la notevole variabilità dell'andamento della malattia, è abbastanza comune che il primo attacco inizi di notte, circa 90 minuti dopo l'addormentamento, in correlazione con la fase del sonno REM.
L'attacco di CH dura in media 45-90 minuti, rimane prevalentemente nello stesso lato per tutta la durata della cefalea, e purtroppo esordisce senza preavviso e rapidamente peggiora, raggiungendo il picco d'intensità in 5-10 minuti.
Il dolore può restare alla massima intensità per 45-90 minuti, ma può anche fluttuare leggermente, prima di diminuire in modo graduale. La fine dell'attacco solitamente interviene in modo piuttosto brusco, per cui il dolore si riduce rapidamente di intensità e poi scompare.
L’International Headache Society
(IHS), che nel 1988 ha classificato la CH come patologia autonoma, ha individuato i seguenti criteri per la diagnosi :
- Almeno 5 attacchi d’intensità severa, in regione orbitaria, sovraorbitaria e/o temporale, di durata compresa tra 15 e 180 minuti;
- iniezione congiuntivale;
- lacrimazione;
- rinorrea;
- iperidrosi del viso e della fronte;
- miosi;
- ptosi palpebrale;
- edema delle palpebre.
Le crisi non sono prevedibili: le uniche avvisaglie notate da alcuni pazienti sono una vaga sensazione di fastidio prima dell'attacco, o sintomi visivi tipo aura (come l'emicrania).
Il vomito è raro, e la nausea che si ritrova nel 40% dei pazienti è spesso dovuta all’assunzione di farmaci.
I pazienti con CH sono inoltre soggetti, in modo maggiore di quelli emicranici, a fotofobia e fonofobia.
BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO:
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Costa A, Leston JA, Cavallini A, et al.: Cluster headache and periodic affective illness: common chronobiological features. Funct. Neurol. 1998; 3:263-272.
Costa A, Nappi G. Cluster headache as a disorder of inner temporal organization. In: Cluster headache syndrome: Basic concepts in clinical practice. O. Sjaastad and G. Nappi eds. Smith-Gordon: London, 2000.
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Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Redazione Sanihelp.it
revisione: 29-06-2009