Focus Cellulite: la malattie e le sue cause
Cellulite - Cellulite: le alterazioni strutturali
Sanihelp.it - La cellulite è caratterizzata tipicamente da modificazioni istologiche e biochimiche a carico dell’ipoderma (tessuto adiposo) e del derma sovrastante.
I meccanismi che portano alla formazione della cellulite sono complessi. Essi si manifestano primariamente a carico dell’ipoderma con modificazioni degli
adipociti, che aumentano di volume (
ipertrofia) e di numero (
iperplasia), con alterazione della loro forma (anisopoichilocitosi). In seguito si assiste a dissociazione e rarefazione del tessuto adiposo con neoformazione di fibre collagene che si ispessiscono e vanno a incapsulare in piccoli ammassi gli adipociti degenerati, formando i micronoduli.
Successivamente i micronoduli confluiscono formando i
macronoduli, palpabili e clinicamente visibili, aderenti ai piani sottostanti. I fasci fibrosi connettivali vanno incontro a progressiva sclerosi (indurimento), stirando la cute verso i piani profondi e creando quelle depressioni responsabili del tipico aspetto
a materasso.
Per quanto riguarda la
microcircolazione locale, si assiste fin dall’inizio a un’alterazione a carico del distretto arteriolo-capillare-venulare, con aumento della permeabilità vasale e conseguente edema intercellulare, ispessimento delle pareti, fibrosclerosi, ecc. In seguito tale processo degenerativo coinvolge anche la microcircolazione e il derma sovrastanti.
Qui i
fibroblasti incrementano la produzione dei glicosaminoglicani, come l’acido ialuronico, molecola in grado di richiamare acqua e quindi di dare origine alla ritenzione idrica, tipica della cellulite.
Nella donna, inoltre, il tessuto adiposo nelle aree ginoidi ha una
particolare disposizione, diversa da quella che si riscontra nell’uomo. Infatti nella donna i setti fibrosi sono perpendicolari alla superficie cutanea e separano voluminosi lobuli in sezioni rettangolari. Quando il tessuto adiposo si scompagina, aumenta il volume dei lobuli e le trabecole di fibre collagene si sclerotizzano come nella PEFS, si determina una compressione del tessuto adiposo verso il derma, con le tipiche manifestazioni cliniche (cute a buccia d’arancia, a materasso, ecc).
Nel tessuto sottocutaneo dell’uomo invece i setti fibrosi sono disposti in modo romboidale, formando dei lobuli di forma poligonale che anche in caso di grandi accumuli adiposi, non sono in grado di invadere il derma.
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adipociti
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Fonte: A. M. Cantù, Specialista in Dermatologia e Venereologia, Associazione Donne Dermatologhe Italia – D.D.I.
di Roberta Camisasca
revisione: 29-06-2009