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Depressione - Depressione: perché colpisce di più le donne?
Sanihelp.it -
Donne e depressione: numerosi studi hanno messo in evidenza, oltre alla maggiore incidenza del disturbo rispetto al sesso maschile (il doppio), anche una differenza nel decorso della sindrome, con maggiori tassi di ricadute e recidive.
Diverse le possibili cause del mal di vivere nelle donne. In realtà in età infantile la depressione è più frequente nel sesso maschile che femminile, ma con il
menarca il disturbo diventa più comune nel gentil sesso, a causa del crearsi dei cicli mestruali regolati da un equilibrio tra ormoni di tipo estrogenico e progestinico.
Anche un’elevata prevalenza della
sindrome premestruale, che si presenta con sintomi sovrapponibili a quelli della depressione, compresa quella post-partum, e dei disturbi dell’umore associati alla menopausa ed alla perimenopausa, dimostra che
la delicata regolazione degli equilibri ormonali, propria dell’organismo femminile, può con facilità accrescere il rischio di soffrire di un disturbo dell’umore.
In base alla ricerca condotta su 209 donne nel 2005 e pubblicata sull’
American Journal of Obstretics and Ginecology, l’11,5% delle indagate ha manifestato sintomi di depressione durante il periodo di gestazione, il 66,5% sintomi depressivi subito dopo il parto e il 22% una
depressione post-partum ritardata (molti mesi dopo la nascita del bambino).
Anche la
menopausa è uno dei momenti più delicati: una percentuale di donne depresse con sintomi di menopausa si attesta intorno al 7%, secondo la ricerca pubblicata su
Best Practice Research nel 2003. Diversamente, nei maschi estrogeni e progestinici sono presenti in misura minore e quindi minore è la possibilità di cadere nel tunnel della depressione.
Per quanto riguarda lo stato civile, gli uomini coniugati e mai divorziati sembrano presentare tassi di depressione più bassi rispetto alle donne sposate, in particolare con figli. Questo succede per via dell’
effetto nocivo che il matrimonio esercita sulla donna, a causa del carico impostole: moglie, madre e casalinga, finanziariamente e psicologicamente dipendente dal partner.
Altro dato interessante:
le donne prive di una relazione affettiva profonda e reciproca hanno un rischio quattro volte superiore di soffrire di depressione nel caso di eventi stressanti, rispetto a donne che godono di una vita di coppia soddisfacente. Il rischio di ammalarsi è più marcato tra le donne coniugate rispetto a quelle mai coniugate, ed è elevato tra le donne giovani coniugate con figli piccoli.
Le madri prive di supporto nel loro ruolo sono altresì a rischio, così come le donne con figli che hanno anche un lavoro a tempo pieno. In questi casi la spiegazione del maggior rischio di malattia è da far risalire a un conflitto di ruolo e a un sovraccarico di richieste per la donna.
La depressione non risparmia nemmeno la terza età: negli USA il 5,7% della popolazione over 65 soffre di depressione e nelle strutture geriatriche la percentuale sale al 15%, secondo lo studio effettuato dalla
Columbia University di New York e pubblicato su
Metabolism nel 2005. Le cause sono da ricercare nella solitudine, nell’impossibilità di muoversi, nella perdita del coniuge, in un dissesto economico ma soprattutto nella sensibilità determinata dal nuovo stato psicofisiologico. In base alle stime della Società Italiana di Farmacologia e della Società Italiana di Psichiatria, in Italia gli anziani colpiti da depressione sono circa il 10%.
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Fonte: Redazione Sanihelp.it
di Roberta Camisasca
revisione: 29-06-2009